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Chiude il portale Italia.it, doveva rilanciare l'immagine del Paese
Ora se ne occuperà l'Enit guidata da Umberto Paolucci
Roma 23 gennaio. Come annunciato nei giorni scorsi (vedere l'articolo qui sotto) il portale www.italia.it, presentato dal ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli alla Bit 2007 è stato chiuso definitivamente. Nel frattempo si è fatto vivo Ciro Esposito, capo dipartimento per l'Innovazione tecnologica che ha dichiarato. "A ottobre il ministro per i Beni Culturali con delega al Turismo Francesco Rutelli disse che il portale non era più funzionale. Noi di conseguenza abbiamo deciso di procedere ad un momento di ripensamento. Il contratto che era stato siglato con una società di cui l'Ibm era la capofila, era valido fino al 31 dicembre. Dal 1 gennaio abbiamo attivato le procedure di chiusura".
Dei 45 miliardi di euro stanziati, ne sono stati spesi circa 7.
Ha scritto ieri su La Stampa Massimo Gramellini: “Non è solo un portale di Internet, è l'immagine del belpaese che abbassa le serrande e sparisce dalla vetrina visitata ogni giorno dai turisti digitali del mondo intero.....Italia.it è riuscita solo a farci riconoscere: inco0ncludenti, arruffoni e immancabilmente pronti a trasformare una sconfitta di tutti nel pretesto per nuova faziosità....”.
E' arrivata anche una nota del ministro Rutelli che ha precisato che “il progetto fu varato dal precedente governo, voluto e valicato dall'allora ministro Stanca”. Destri e sinistri che si litigano le spoglie.
Ora la patata bollente passa all'Enit, guidata da Umberto Paolucci che è anche il presidente di Microsoft Italia.
che sta prepraparando “un più aggiornato, efficiente e razionale portale turistico”.
Auguri!.
Intanto i portali degli altri Paesi fanno bella mostra di sé; ecco di seguito come sono presentati i portali esteri da lifeonthedge: qui la Germania. qui l'Inghilterra, qui la Francia, qui la Grecia, qui la Spagna, qui la Svizzera e dulcis in fundo qui il Burundi.
Ultimi commenti, la Confturismo sottolinea che "i tempi della politica non sono quelli delle imprese", augurandosi che si trovi al più presto una soluzione perché "l'Italia non può proprio permettersi il lusso di non avere un portale turistico di efficacia mondiale": lo afferma in un comunicato il presidente Bernabò Bocca.
Poi, La Repubblica, Panorama e Skydiamond.
Chiude ad un mese dalla Bit il Portale Italia del turismo. Era stato lanciato a Milano l'anno scorso per promuovere il bel paese nel mondo
Parma 18 gennaio 2008. Oggi verso mezzogiorno è scomparso dal Web il contestato portale Italia.it. Al suo indirizzo viene ora fuori una pagina di errore con la scritta: "Network Access Message: The page cannot be displayed".
Dopo poco più di un anno di precaria attività, era stato inaugurato e lanciato da Francesco Rutelli durante la Bit 2007, chiude quindi i battenti Italia.it il portale sviluppato dal ministero per i beni e le attività culturali per promuovere il bel paese nel mondo.
Una coincidenza da brivido: la chiusura del portale avviene mentre è tuttora in corso a Napoli, presso Castel dell'Ovo la ricerca “Sistema Turismo Italia. Proposte per essere vincenti”, promossa dallo Studio Ambrosetti che ha elaborato un progetto di rilancio del nostro turismo basato su 5 punti (vedere l'articolo a parte).
La brava giornalista Anna Masera che cura il sito de La Stampa.it ha scritto oggi, riportando le parole dei redattori del portale Italia.it, che la decisione è stata presa ieri sera verso le ore 19 dal Dipartimento dell'innovazione tecnologica gestito dal ministro Luigi Nicolais mentre Francesco Rutelli e il suo Ministero per i Beni e le Attività Culturali da cui dipendeva il portale "non si sono sentiti": «Speravamo in un rilancio visto l'investimento cospicuo (5 milioni e 800 mila euro), abbiamo corretto gli errori denunciati lavorando gratis”.
Proprio ieri Luca Palamara, redattore del portale, aveva scritto ad Anna Masera questa mail/appello:
"Volevo comunicarle la situazione paradossale in cui versa il portale in questo momento. Questo è sempre in bilico tra la chiusura ed il rilancio, tra il passaggio all'Enit ed il prolungamento del contratto con il vecchio Rti a causa del rimpallo di non-decisioni che rischiano di mandare definitivamente all'aria un investimento cospicuo (pari a circa 5 milione e ottocentomila euro).
Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell'ultimo mese sono aumentati anche gli accessi).
Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano che in Italia produce continuamente delitti reati e sperperi senza arrivare mai a determinare colpevoli e cause.
Le Regioni sono adesso fortemente interessate al contributo promesso per il portale e quindi sono passate dalla fase di rifiuto di un anno fa ad una di adesione, attiva partecipazione e promozione per la sopravvivienza del portale stesso. Ma ovviamente le risposte non arrivano perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità e i quasi 6 milioni spesi fino ad adesso saranno a breve l'unica eredità visibile di tutta questa assurda vicenda".
"n.b.: i clamorosi errori riportati ad ottobre attenevano a quelli riscontrati dai blog alla messa-on-line del portale (22 febbraio) e non sono più presenti già dai giorni immediatamente successivi a quella data".
Pubblichiamo inoltre dal blog de La Stampa:
Portale Italia e la notizia della chiusura data dal Corriere.it, insieme ai commenti dei lettori (...”tipicamente, pazzescamente italiano”..”stanziare una cifra del genere per un portale denota l'ignoranza e l'inadattezza di chi ci governa”... “Pagato uno sproposito e lasciato morire”), così come è stato pubblicato dal blog “vita digitale” del Corriere.it.
Cronologia di un fallimento
2/4 marzo 2005: pubblicazione del bando per la realizzazione del “Portale Nazionale per il turismo Italia.it”;
21 aprile 2005: parere del Centro Nazionale per Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) di congruità sull'impostazione della gara;
21 luglio 2005: consegna delle attività al Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) guidato da IBM Italia s.p.a.;
16 settembre 2005: Innovazione Italia s.p.a. affida al Raggruppamento Temporaneo di Imprese la fornitura del “Portale Nazionale per il turismo Italia.it”. Nel contratto si evidenzia l'interesse pubblico ad una prima messa online del portale in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Torino del 2006;
10 febbraio 2006: apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali (Torino, 10/26 febbraio 2006);
16 agosto 2006: parere dell'Avvocatura Generale dello Stato sul contratto del 16 settembre 2005 tra Innovazione Italia s.p.a. e RTI e sugli esiti di tale contratto in termini di ritardi, inesatti o mancati adempimenti degli obblighi in esso contenuti;
12 ottobre 2006: sottoscrizione dell'accordo transattivo tra Innovazione Italia s.p.a. e RTI;
22 febbraio 2007: messa online del portale Italia.it;
4 aprile 2007: decreto ministeriale di istituzione della “Commissione d'Indagine Portale Italia.it”;
16 luglio 2007: relazione finale della Commissione d'Indagine;
22 settembre 2007: parere dell'Avvocatura Generale dello Stato a seguito della relazione finale della Commissione d'Indagine;
15 ottobre 2007: trasmissione alla Procura Regionale della Corte dei Conti per il Lazio, da parte del vice presidente del Consiglio dei Ministri con delega al turismo, On. Francesco Rutelli, della relazione finale della Commissione d'indagine e del Parere dell'Avvocatura Generale dello Stato;
17 ottobre 2007: Il ministro Rutelli annuncia al Comitato nazionale per il turismo che è pronto a chiudere il portale Italia.it.
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