Agricoltura e Alimentazione: un legame sempre più stretto

 

di Pier Luigi Ferrari

 

Pier Luigi FerrariLa nostra agricoltura è importante per l’economia parmense, oggi in continua evoluzione sotto la spinta dell’innovazione attuata dalle aziende, dalla domanda dei mercati e dagli indirizzi della politica comunitaria. Ma se la nostra agricoltura conferma il suo credo nella qualità dei prodotti e nella sostenibilità ambientale, ancora di più lo devono fare le imprese agroalimentari che, nei prossimi anni, dovranno investire molto e avere un’adeguata assistenza tecnica e una politica pubblica di sostegno agli investimenti. L’agricoltura dovrà far fronte al continuo calo dei conduttori agricoli, i quali dovranno sviluppare la loro professionalità e diventare più imprenditori e quindi più attenti al mercato. Il panorama frammentato della nostra agricoltura muterà profondamente.

E anche se il cardine della conduzione rimarrà la famiglia, l’aumento medio delle estensioni e dello sviluppo tecnologico richiederà nuove strutture, macchine e assistenza tecnica e quindi nuovi investimenti e speriamo anche un miglioramento del potere di offerta delle aziende agricole.

Favorire gli investimenti sarà quindi il principale compito di tutte le istituzioni e del sistema creditizio se vogliamo che il processo di crescita avvenga in maniera fisiologica. Ma si dovranno anche individuare sistemi di cooperazione, di associazioni di prodotto, di commercializzazione associata affinché il potere di offerta delle aziende agricole sia salvaguardato.

In questi anni si sta quindi ponendo l’attenzione sull’evoluzione del territorio, non tanto come reazione alla globalizzazione, ma come espressione della realtà produttiva e culturale locale.

L’Amministrazione provinciale ha coinvolto le Comunità montane e i Comuni nelle attività contenute nel Piano territoriale di coordinamento provinciale che ha dato il via al Patto per l’Appennino, al Parco della salute, al Programma speciale “Po fiume d’Europa”, al Comprensorio agroalimentare sud-est. Questo cammino va continuato e vanno apportati i dovuti miglioramenti, anche perché il nostro territorio ha una particolare vocazione per l’agricoltura e l’agroindustria.

Pertanto, continueremo nell’opera di perfezionamento degli strumenti fino ad ora predisposti atti a favorire l’agricoltura e i prodotti tipici ormai noti (Parmigiano-Reggiano, Prosciutto di Parma, Pomodoro, Culatello di Zibello, Salame di Felino, Fungo di Borgotaro) e quelli in divenire (Carni bovine in Alta

Val Taro e Val Ceno, Suino Nero, Pane di Pellegrino).

Per la montagna proseguirà la strategia di tutela e di valorizzazione delle produzioni e del territorio (differenziazione produttiva, turismo rurale) nonché di politiche della qualità legate a tipologie di agricoltura ritenute importanti per la tutela dell’ambiente e per la valorizzazione e commercializzazione delle produzioni (salvaguardia ambientale, come le oasi biologiche di Neviano e di Tizzano, agricoltura biologica, Servizi di sviluppo agricolo, Portale Bio).

Alla base di queste azioni non mancherà l’importante apporto informativo e culturale fornito dalle attività di educazione alimentare (Fattorie Didattiche e Aperte, Ristorazione collettiva, Musei del Cibo, Strade dei Sapori, Scuola Internazionale di Cucina).

L’istituzione di un tavolo agroalimentare può utilmente rappresentare uno spazio in cui il confronto tra gli attori dei processi di filiera procede e si sviluppa, salvaguardando la distinzione dei ruoli e individuando proposte mirate a progetti comuni di valorizzazione.

L’Amministrazione provinciale si adopererà infine per sostenere al meglio la Comunità parmense che, al centro del sistema europeo della sicurezza alimentare, è chiamata a rivestire un importante ruolo non solo produttivo ma anche istituzionale.

 

Pier Luigi Ferrari

Vicepresidente della Provincia di Parma

Assessore all’Agricoltura, Sviluppo rurale, Montagna e Forestazione

 

 

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