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Cibus, il Salone dell'alimentazione, traslocherà da Parma a Verona?
Milano intanto pensa a rafforzare Tuttofood con l'alleanza con NASFT (l'Associazione Nazionale Americana per il Commercio delle Specialità Alimentari)
di Donato Troiano
Parma 4 dicembre 2008. Il 2008 sarà l'anno in cui sapremo se Cibus, il Salone dell'alimentazione, si terrà ancora a Parma oppure traslocherà verso altri lidi.
Ad aprire le danze sul trasferimento di Cibus questa volta non sono solo voci di corridoio, voci a cui INformaCIBO ha cercato sempre di non dare credito. Adesso lo mette nero su bianco il Sole 24 Ore.
Questa volta è stato proprio il quotidiano della Confindustria a rilanciare le voci del trasferimento: Cibus si sposta a Verona.
L'antagonista di Parma e della sua maggiore manifestazione fieristica, che vede tra gli organizzatori Federalimentare, non è più quindi Fiera Milano, sempre considerata la principale antagonista e il principale polo d'attrazione per gli operatori del settore con la neonata Tuttofood, bensì la potente Fiera di Verona, che nel suo carnet ha già Vinitaly, Agrifood, Fieragricola e Eucarne.
Giovedì 27 dicembre nelle pagine di Economia e Imprese il Sole 24 ore scrive che "indiscrezioni parlano di un possibile trasferimento di Cibus dalla città emiliana a Verona". E non deve essere una voce che lascia tranquilla Fiere di Parma dal momento che a scriverlo non è un quotidiano qualsiasi bensì il giornale di Confindustria alla quale aderisce Federalimentare che come detto organizza Cibus.
L'edizione di Cibus 2008, che si svolgerà dal 5 all'8 maggio prossimo, sarà dunque l'ultima edizione fieristica che si terrà a Parma?.
Abbiamo cercato di contattare il quartiere generale di Baganzola, sede di Fiere di Parma, ma la Fiera di Parma, in questi giorni, è in vacanza. Al centralino il 29 dicembre era installato un disco "la Fiera riapre il 7 gennaio", mentre ieri e in data odierna non risponde nessuno.
Nei prossimi giorni ne potremo certamente sapere di più dalla società fieristica che è guidata dal presidente Franco Boni e dall' Amministratore delegato Roberto Ravazzoni, docente di marketing e reti all'Università di Modena e Reggio Emilia, che recentemente ha preso il posto del dimissionario Ugo Calzoni.
Quello che si puo' già dire è che Parma difenderà con i denti il suo fiore all'occhiello ma la notizia diffusa dal Sole è il sintomo di un "malessere" e di una "instabilità" che vede Parma troppo debole e poco "attrezzata" per una manifestazione che ha bisogno di maggiore managerialità e non poche "punte di attacco". Per mantenere Cibus nonbastano insomma l'annunciata nuova viabilità intorno alla Fiera e gli annunci ottimistici di Franco Boni.
E' stato proprio il presidente Boni a dichiarare in una pagina "pubblicitaria" pubblicata proprio sul Sole 24 Ore (19 dicembre 2007): "Cibus è un brand unico che diffonde e valorizza lo stile alimentare italiano in tutto il Mondo......Cibus è anche un prodotto fieristico che nel corso degli anni ha subito vari tentativi di imitazione (da INformaCIBO: la guerra dei loghi Cibus-Tuttofood) e contraffazione. Per fronteggiarli, nel corso del 2006, le Fiere di Parma hanno dovuto forzatamente ricorrere le vie legali, estrema ratio, nel tentativo di difendere un patrimonio non solo fieristico ma di tutta la città...". Parole che bastano ad impedire i traslochi?
Verona, già ora alleata con Parma (dal 29 novembre al 1 dicembre 2007 hanno organizzato Vinitaly Cibus China , il più importante appuntamento asiatico per il wine&food italiano), è per dimensioni, dopo Milano, Bologna e Roma, il quarto polo fieristico più importante d'Italia non scherza e punta in alto.
Veronafiere che ha visto crescere il fatturato nel 2007 a 72 milioni di euro con 600mila metri quadrati di spazi espositivi venduti, è attentissimo all'export e vuole crescere ancora.
Nel 2008, che è l'anno del 110° anniversario, l'ente veronese, guidato dal presidente Luigi Castelletti, punta al raddoppio del suo fatturato americano. Per raggiungere l'obiettivo, come ha annunciato nelle scorse settimane il direttore generale della società fieristica Giovanni Mantovani, l'idea è quella di lanciare a New York la prima fiera Italian Life Style. L'iniziativa è prevista entro la primavera del 2008 mettendo in mostra il made in italy di più settori, dal vino al design, dai mobili ai marmi.
Un polo fieristico a tutto campo dunque con un occhio di riguardo per la filiera alimentare.
Intanto Milano si sta preparando alla seconda edizione di Tuttofood , (dal 24 al 27 maggio del 2009), la mostra b2b di Fiera Milano, che ha debuttato nel 2007 nel nuovo quartiere fieristico di Rho.
E' proprio dei mesi scorsi l'annuncio della firma di un accordo di collaborazione tra il presidente di Fiera Milano, Michele Perini e il Vice Presidente del NASFT (l'Associazione Nazionale Americana per il Commercio delle Specialità Alimentari), Chris Nemcheck.
NASFT organizza i Fancy Food, le manifestazioni professionali di riferimento negli Stati Uniti nel settore agroalimentare.
L'obiettivo dell'intesa è quello di rafforzare il carattere internazionale delle reciproche manifestazioni attraverso iniziative e progetti condivisi. In questo senso, si legge in una nota congiunta, "Fiera Milano e NASFT attueranno un programma di scambio buyers, allo scopo di incrementare il business del settore. L'accordo prevede anche lo sviluppo congiunto di un Educational Program di alto livello che si svolgerà durante il 2008 e il 2009 e che culminerà a Milano con la seconda edizione di TUTTOFOOD".
Molte cose dunque bollono in pentola in questo 2008 per un settore, come l'agroalimentare, strategico per l'economia italiana. Vedremo come andrà a finire.
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