Il direttore dell’Ente Fiere Tommaso Altieri: 90 mila i visitatori di Cibus 2004

"UN RECORD"


L’ultima edizione di Cibus, una delle più grandi manifestazioni dell’alimentare del Mondo ha chiuso i battenti con un ulteriore record.


Al termine dei cinque giorni –ha detto il direttore di Fiere di Parma Tommaso Altieri – “il numero totale dei visitatori registrati è stato di 90mila, eguagliando il primato del 2002. E' stato registrato inoltre un considerevole incremento delle presenze degli operatori giunti dai paesi esteri. Abbiamo avuto ospiti dalle nazioni più lontane come Australia, Nuova Zelanda, Americhe del Sud e del Nord, Cina, Pakistan e da tutti i Paesi dell'Europa dell' Est”.

Gli espositori sono stati più di 2.400, in rappresentanza di 21 diversi paesi, distribuiti in 10 padiglioni.

L'edizione 2004 di Cibus era già partita comunque all'insegna del successo”, continua il direttore generale dell'Ente Fiere di Parma che ci tiene a sottolineare come quest’anno “è aumentato il livello professionale del pubblico e delle presenze straniere”.

Una rassegna che ha fatto onore alla recente nomina di Parma a sede dell’Authority europea per la sicurezza alimentare.

Gli espositori – ha concluso Altieri - sono stati raggruppati in "aree tematiche" dedicate ai prodotti lattiero-caseari; alle carni e ai salumi; ai surgelati; alle paste alimentari; al beverage, alle rappresentanze promozionali estere e nazionali delle Regioni e delle Camere di Commercio”.

Per l'olio di oliva è stata allestita un'area espositiva di 120 mila metri quadrati, «l'Abbazia degli oli pregiati d'Italia», di grande impatto scenografico. Per i dolci, per la prima volta, Fiere di Parma ha organizzato, in partnership con l'AIDI, il salone dedicato all'industria dolciaria «Dolce Italia».

 

Quello di Cibus 2004 è un bilancio ricco di soddisfazioni anche per il Direttore Fiere Dirette (tra le quali Cibus e Dolce Italia), Romano Zeraschi, che afferma: "Per la prima volta, sia sul piano espositivo che su quello dei prodotti, il salone Cibus e Dolce Italia hanno espresso appieno il modello alimentare europeo, nel quale produzioni nazionali e regionali, tipicità e distretti trovano pari dignità e valorizzazione, combinandosi in forme inedite. Pensiamo, per esempio, al lardo di maiale spagnolo di razza Pata Negra, lavorato in Toscana nelle conche di marmo solitamente destinate al lardo di Colonnata; a un gruppo di panettieri di Genova che ha presentato la più francese delle baguette; oppure il sugo di cinta senese all'aceto balsamico. Cibus 2004, insomma, ha decretato l’affermarsi di un sincretismo gastronomico all'insegna dell'alta qualità, di un’eccellenza non più élitaria, come la raffinata confezione premiata con il Vassoio d'Oro, a Dolce Italia, di minuscole "perle" nere di cioccolato identiche al caviale".


"Si può dire inoltre", aggiunge Romano Zeraschi, "che a Cibus il "sapere dei sapori" si è perfettamente armonizzato con le innovazioni tecnologiche più avanzate. L'industria alimentare ha confermato a Parma di seguirre quattro grandi matrici: il piacere del gusto, il benessere, il servizio e la salute. La maggior parte delle proposte presentate quest'anno a Cibus puntavano sugli aspetti sensoriali, varietà dei sapori, recupero della tradizione ma anche esotismo e, comunque, ricercatezza delle ricette. Uno dei macro-segmenti trainanti per l'innovazione alimentare, messi in evidenza al salone di Parma, sono stati anche quello del "servizio" (confezioni sempre più pratiche, prodotti con tempi di preparazione sempre più ridotti), quello dei prodotti freschi (mantenuti tali grazie anche all'adozione di confezioni ad atmosfera modificata) e dei piatti pronti (la parte del leone la fanno ancora quelli surgelati, sebbene quelli freschi abbiano fatto registrare l'incremento-primato, in termini di valore, del 55,7% fra il 2000 e il 2003).

Un altro comune denominatore delle proposte più innovative". conclude Romano Zeraschi, "è stato rappresentato dalla sicurezza alimentare, intesa soprattutto come tracciabilità, come conoscenza di quel che c'è a monte dei cibi che arrivano sulle tavole dei consumatori. Ma non solo: anche sensibilità per l'ambiente e per l'etica, prevenzione e benessere".

 

 

 

 

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