Parma capitale europea della "sicurezza alimentare" sarà anche la sentinella della "qualità" del cibo? Intervista esclusiva ad INformaCIBO di Giorgio Calabrese, membro del Cda dell’Authority Europea per la Sicurezza Alimentare Torino rivendica la sede dell’Authoriry Nazionale

 

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Giorgio CalabreseUn grande totem informativo collocato proprio davanti al primo padiglione di Cibus 2004 segnala la presenza dell’Authority europea per la sicurezza alimentare all’interno del Salone internazionale dell’alimentazione in corso a Parma. Parma dà così il benvenuto all’Efsa, organismo scientifico in grado di valutare in modo indipendente i rischi associati alla catena alimentare.


Al professore Giorgio Calabrese, nutrizionista, docente di Scienza dell’alimentazione alla Cattolica di Piacenza e all’Università di Torino ed unico membro italiano nel consiglio di amministrazione dell’Efsa, incontrato a Cibus, durante il Convegno “Stili di vita: il modello italiano”, INformaCIBO ha chiesto un giudizio sulla proposta avanzata nelle scorse settimane dall’associazione ambientalista Vas, ma anche dal Sindaco di Parma e dal Presidente della Provincia, di far diventare Parma non solo sentinella del “cibo sicuro” ma anche capitale della “qualità alimentare”.


La risposta di Calabrese è stata chiara: “l’assegnazione all’Italia e in particolare a Parma della sede dell’Agenzia europea della sicurezza alimentare –ha affermato Calabrese- significa che l’Italia è il Paese che più di tutti può garantire il controllo e la produzione di cibo altamente sicuro. Sul tema della “qualità alimentare” io parlo a livello personale ma condivido la proposta avanzata dagli ambientalisti”.


Non possiamo a questo punto –dice al nostro giornale il professore Calabrese, scandendo le parole- avendo l’Italia ottenuto la sede per la sicurezza alimentare non prendere in considerazione che anche il tema della “qualità del cibo” arrivi in Italia. Si possono scegliere varie forme di collaborazione con l’Efsa ma il problema non è la forma ma il contenuto: la qualità deve arrivare in Italia, altrimenti noi saremo con un piede da una parte, poi in mezzo c’è il mare e il secondo piede dall’altra parte. Il nostro ruolo, come Efsa, è quello di assicurare al consumatore un cibo sicuro ma la qualità alimentare non può essere abbandonata perché non è un aspetto secondario. Ecco perché anche se a livello personale io appoggio questa proposta”.


Intanto a Torino, durante la Fiera Internazionale del Libro, è stata riproposta la candidatura di Torino a sede Nazionale dell’Authority alimentare “un riconoscimento –hanno detto Ugo Cavallera, assessore regionale del Piemonte all’Agricoltura, Mario Valpreda, direttore sanità pubblica del Piemonte, Giorgio Gilli, professore di Igiene all’Università di Torino e Giorgio Diaferia, presidente del Comitato promotore- delle competenze che si sono sviluppate in questi anni in Piemonte riguardanti le attività di prevenzione e controllo sulla filiera alimentare”.

 

 

 

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