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Bilancio
di
Cibus 2004 - Parma conferma il Modello Alimentare Italiano
di
Donato Troiano
Si
è appena conclusa, con grande successo, la 12sima edizione
di Cibus, Salone internazionale dell’Alimentazione.
L’appuntamento biennale di Fiere di Parma è stato quest’anno
ancora più significativo, dal momento che la città
emiliana è diventata sede dell’Authority europea per la
sicurezza alimentare.
Nessun’altro
salone del settore offre al visitatore la possibilità di
osservare, come è accaduto a Cibus, gli scenari mondiali
dell’alimentazione in un crocevia delle culture gastronomiche del
Nord e del Mediteraneo come hanno sottolineato, tra gli altri, anche
i ministri Alemanno, Sirchia, Urso intervenuti nella giornata
inaugurale.
Numerosi
sono stati i Convegni e i dibattiti svoltisi, moltissima gente e
buyers delle grandi catene di distribuzione e food brokers hanno
visitato gli stand pieni di novità (e INformaCIBO ne
parlerà nei prossimi giorni), numerosi gli incontri con le
delegazioni estere coordinate dall’Ice (Istituto Commercio Estero).
L’organizzazione ha funzionato al meglio anche se l’Ente Fiere di
Parma ha bisogno di un nuovo impulso e nuova capacità
progettuale per essere rilanciato in grande stile.
Bene
hanno fatto il Comune e la Provincia di Parma a valorizzare,
in questa occasione, la presenza a Parma dell’Authority Europea per
la sicurezza alimentare e di buono auspicio è stato il debutto
a Cibus di uno stand della stessa Authority europea
Ora
è necessario che Parma, come ha dichiarato a INformaCIBO lo
stesso membro del cda dell’Authority il professore Giorgio
Calabrese, abbia un ruolo centrale nella definizione del concetto
di “qualità alimentare” per arrivare ad affiancare
all’organismo europeo, una “commissione” che svolga un ruolo da
protagonista nelle politiche comunitarie rivolte alla qualità
alimentare ed ambientale in difesa dei consumatori.
Nel
contempo è necessario che il Governo crei una vera Agenzia
nazionale per la sicurezza alimentare superando l’attuale
paralisi che ha visto l’annunciata creazione di quel “Comitato”
autoreferenziale della pubblica amministrazione incapace di
svolgere, in modo efficiente e rapido, un’attività di natura
tecnica con il massimo di autorità sul piano scientifico, come
la situazione richiede. Anche da Parma può arrivare uno
stimolo per definire l’assetto istituzionale dell’interfaccia
italiana dell’Authority europea dotata di un’autonoma capacità
di iniziativa all’interno di un quadro –come hanno affermato
recentemente varie associazioni- più complesso di regole di
mercato e di concorrenza, che pretendono: qualità
certificabile, sicurezza sanitaria degli alimenti, trasparenza dei
processi produttivi, valorizzazione della provenienza territoriale
del prodotto agricolo e qualità alimentare.
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