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Conto alla rovescia per Cibus, la grande vetrina del Food,
a Parma dal 4 al 7 maggio.
Il presidente di Fiere Parma Franco Boni: “La maggiore novità sarà la consacrazione di Cibus come luogo privilegiato per i confronti internazionali tra domanda ed offerta. Presenti i più grandi bujer internazionali”
di Donato Troiano
Parma 27 aprile 2006. Si fa presto a dire “fiera” e “manifestazione”, Cibus è anche questo, ma qualcosa di più; si presenta, ancora di più quest'anno, come la vetrina più prestigiosa del Made in Italy alimentare, uno dei settori di punta dell'economia italiana.
Allo scoccare della tredicesima edizione (Parma, 4-7 maggio 2006) , con un profondo rinnovamento dei vertici di Fiere Parma, a cominciare dal presidente Franco Boni, e dal consigliere delegato Emilio de Piazza, due grandi manager, Cibus 2006 si presenta come un soggetto che volta pagina, che vuole avere un'identità precisa, che vuole accompagnare lo sviluppo della tradizione agroalimentare italiana all'interno di un comparto di eccellenza che è l'industria alimentare parmense.
“Quale è la maggiore novità della fiera di quest'anno?”, chiediamo a Franco Boni, al suo primo Cibus nel ruolo di presidente dell'Ente di Baganzola.
“La maggiore novità è la consacrazione di Cibus -ci dice il presidente- come luogo privilegiato per i confronti internazionali tra domanda ed offerta. Grazie all'impegno dell'ICE (Istituto per il commercio estero) saranno presenti i più grandi bujer internazionali e la Metro, una delle principali major mondiale della grande distribuzione, organizza all'interno della rassegna la convention mondiale dei propri buyer che si concluderà il 5 maggio con la visita dei cinquanta direttori acquisti alle aziende espositrici della rassegna”.
L'internazionalizzazione di questa edizione viene inoltre confermata dalla presenza a Parma di numerose delegazioni della stampa estera. Un ricco calendario di appuntamenti attendono infatti i giornalisti provenienti da Giappone, Stati Uniti, Russia, Germania, Polonia, Francia, Svezia, Spagna, Gran Bretagna.
“Parma da una parte e Cibus dall'altra?”. Anche su questo versante sono annnunciate novità importanti.
“Quest'anno Cibus uscirà dall'area fiera -commenta Boni- per abbracciare con una serie di iniziative tutta la città. Il maggiore coinvolgimento della città consiste nel dare visibilità a Cibus e all'Italian food, c'è in cantiere il progetto de “Ilgustodi”, una tre-giorni per vivere il bello ed il buono dell'Italia: le emozioni, le sensazioni, le sorprese della cultura gastronomica del Bel Paese, in contemporanea con Cibus, in scena nel cuore storico ed artistico di Parma”.
Le iniziative sono tantissime: con la tavola che si fa arte e l'arte che evoca il cibo, con “Food&Art” e le Degustazioni dissacranti proposte dal Gastronauta Davide Paolini; oppure suoni dal mondo e dai mondi, lontani o vicini alla tradizione italiana, quella della tavola di tutti i giorni e quella della domenica. Jazz, classica, folk, etnica; ed ancora il cinema, che proprio alla tavola e alla fame ha dedicato un ampio tributo. A quella tavola, ora povera e ora ricca che è specchio dei tempi e del volgere della fortuna, di quella individuale e quella di un popolo intero. Dalla fame della guerra e del dopoguerra alle diete ed ai prodotti di ultranicchia, biologici, salutisti, passando per un boom che ha fatto flop.
“E la situazione infrastrutturale dentro e fuori la Fiera?” L'intasamento viario e le carenze infrastrutturali, è da sempre il problema storico di Cibus.
“Da un lato abbiamo migliorato le situazioni interne ed esterne al quartiere -precisa il presidente Boni- ma durante la manifestazione, daremo l'annuncio di un piano di miglioramento infrastrutturale complessivo di adeguamento ed ammodernamento di tutto il quartiere fieristico di Parma. Un progetto articolato che comporterà un investimento di diverse decine di milioni di euro”.
Con questo progetto di ridefinizione dell'assetto urbanistico ed architettonico dell'intero comprensorio i nuovi vertici della Fiera di Parma hanno cercato di dare stabilità a ciò che prima era precario. Tutto il nuovo complesso, inoltre, sarà collegato alla città con nuovi e più veloci trasporti di superficie.
Scelte lungimiranti che contribuiranno a rafforzare in futuro l'identità di Cibus.
Quest'anno vedremo inoltre un Cibus caratterizzato non solo come un importante evento trade, ma anche come un importante momento di comunicazione.
Collegato a tutto ciò vi è la scelta di rafforzare Cibus di Parma nel mondo e va in questa direzione la recente alleanza tra Fiera di Parma e Veronafiere. L'obiettivo di questa joint è quella di legare in maniera forte Cibus e Vinitaly, due grandi realtà dell'agroalimentare.
Un primo passo strategico per inserire questi due grandi marchi a sostegno dell'internazionalizzazione delle aziende del made in Italy alimentare.
Ma per ora andiamo a vedere Cibus Parma....
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