Cibus, la vetrina leader del food italiano, chiude in bellezza

 

Ora si attende la risposta di Federalimentare per prolungare l'intesa con Fiere di Parma

 

di Donato Troiano

 

Il prof. Giorgio Calabrese, nutrizionista e il direttore dell'Efsa Catherine Geslain LanéelleParma 8 maggio 2008. Chiude  Cibus 2008 e per i bilanci definitivi aspettiamo ancora qualche giorno. A pochi minuti dall'archiviazione di Cibus e di Dolce Italia possiamo però dire che la 14ma edizione è stata ricca di successi.

 

A cominciare dal problema della viabilità e delle infrastrutture. L'obiettivo di eliminare le lunghe code per entrare in Fiera è stato raggiunto. Era impensabile combattere contro i poli di Milano e Roma, con tutte le infrastrutture e servizi che essi offrono, rimanendo frenati e legati ad infrastrutture antiquate.

 

Puntare solo sui giorni feriali, escludendo il week-end, è risultata una formula vincente. Meno caos di “passeggeri del gusto” e più contatti e contratti per compratori italiani e stranieri.

 

Ma il nuovo spirito vincente di Cibus si è registrato nelle risposte che Parma ha dato a quel sistema fieristico italiano sempre più competitivo.

 

Alla domanda di quale sarà il futuro di Cibus a Parma, con la temibile concorrenza di Milano con Tuttofood, la risposta definitiva alla domanda (ci sarà ancora l'alleanza con Federalimentare?) non è ancora arrivata ma il “sì” sembra quasi certo. Bastava sentire le parole di Giandomenico Auricchio presidente di Federalimentare, nel giorno dell'inaugurazione di Cibus: “Non possiamo non aver visto e apprezzato i miglioramenti sia all'interno che all'esterno delle Fiere di Parma. Avevamo trasferito alcune richieste delle aziende, a partire dai problemi legati alla viabilità, e abbiamo avuto risposte concrete. C'è quindi la volontà di andare avanti con un impegno forte ed è già stato costituito, il 31 marzo scorso, un Comitato che subito dopo Cibus si riunirà per decidere”. Il contratto tra Fiere di Parma e la Federazione scade nel 2012.

 

La sensazione di tutti, dal Sindaco di Parma, Pietro Vignali, che aveva per primo posto la domanda nella giornata inaugurale al presidente Auricchio, al presidente di Fiere di Parma, Franco Boni che ha sempre creduto a Cibus come al salone alimentare leader in Italia, è che l'alleanza con Federalimentare continui e si rafforzi sino al 2020.

 

Il successo di questa edizione non può che rafforzare questa intesa anche alla luce dell'alto livello degli eventi che hanno visto coinvolti gli operatori e i fornitori. Numerosi anche gli incontri tra “buyers” e il variegato mondo delle imprese. Bastava vedere gli stand pieni di big dell'industria alimentare e operatori per convincersene ulteriormente.

 

Da qui la palese soddisfazione di tutto il management di Fiere di Parma a cominciare dal presidente Franco Boni, dall'amministratore delegato Roberto Ravazzoni e dal direttore commerciale, Beppe De Simone.D.

 

Ed ora archiviata questa edizione, arrivederci dunque al 2010 che ci auguriamo avvenga con il taglio del nastro da parte di un ministro dell'agricoltura e alimentazione con pieni poteri, l'appena insediato ministro dell'agricoltura del governo Berlusconi, Luca Zaia.

Nelle ultime due edizioni di Cibus invece, erano presenti due ministri con le valigie in mano: Gianni Alemanno (2006) e Paolo De Castro (2008).

 

 

 

 

 

Indietro

Cibus 2008

 

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]

 

2003 ©opyright ::  INformaCIBO.it