Buonitalia Spa ha presentato lo studio

"Il consumo e la distribuzione dei prodotti alimentari italiani negli USA"

 

L'obiettivo: fornire una base utile di informazioni inedite e immediatamente utilizzabili dai nostri produttori per affrontare al meglio il mercato statunitense

 

Parma 7 maggio 2008. Tema quanto mai attuale quello scelto da Buonitalia spa per il terzo Convegno organizzato a Cibus, "Italian sounding. USA opportunità da cogliere" è stato infatti il titolo del convegno svoltosi nella Sala 300, durante il quale è stato presentato lo studio realizzato per Buonitalia Spa, in collaborazione con l'Ufficio ICE di New York, dalla MRA-Management Resources of America "Il consumo e la distribuzione dei prodotti alimentari italiani negli USA" che è stato l'argomento di approfondimento nel corso della tavola rotonda "La Conquista dell'America: Come Dove e Perché i nostri prodotti possono farcela".

 

"Lo studio che abbiamo presentato oggi conferma ancora una volta l'importanza che il mercato statunitense rappresenta per l'agroalimentare d'origine italiana". Lo ha dichiarato Manfredi Minutelli, Responsabile Sviluppo Progetti Food di Buonitalia Spa.

 

"Nella programmazione delle proprie attività per l'anno in corso - ha spiegato Minutelli - Buonitalia ha per queste evidenti ragioni dedicato gran parte dei propri sforzi nel progettare iniziative che si pongano l'obiettivo di contribuire ad aumentare la quota di export dei nostri prodotti sul mercato statunitense, tenendo presente l'assoluta necessità di ancorare la scelta dei consumatori americani al gusto del vero prodotto italiano. Bisogna far sì che il consumatore dell'Italian food & wine negli States capisca che il nome o il packaging di un prodotto non possono essere considerati garanzia di origine".

"Per questo - ha concluso il Responsabile Sviluppo Progetti Food di Buonitalia Spa - crediamo che lo studio realizzato dalla MRA per Buonitalia Spa, in collaborazione con l'Ufficio ICE di New York, fotografi in maniera puntuale il mercato statunitense e rappresenti un'utile chiave di lettura per i produttori italiani per attuare strategie commerciali che consentano loro di affrontare il mercato USA con maggiori strumenti di conoscenza come l'individuazione del giusto target di consumatori e i canali distributivi e mediatici a cui questo target fa riferimento. Ma questo studio vuole essere anche utile per i consumatori americani, affinché possano scegliere consapevolmente tra il prodotto originale italiano e quello imitativo, e per i retailer statunitensi affinché possano conoscere i vantaggi legati alla vendita dei prodotti originali italiani".

 

"L'intero business della contraffazione ed imitazione estera - ha dichiarato Annibale Pancrazio, Vicepresidente di Federalimentare, intervenendo al convegno - supera i 50 miliardi di euro, 3 volte l'export dell'industria alimentare nazionale, che l'anno scorso ha toccato quasi 18 miliardi di euro. Equivale a dire che per ogni prodotto realmente proveniente dal nostro Paese ce ne sono 3 contraffatti".

 

"Il fenomeno dell'Italian sounding imitativo - ha dichiarato Massimo Mamberti, Direttore generale dell'ICE - deve essere certamente contrastato da un punto di vista di legittimazione delle denominazioni d'origine dei prodotti e le azioni di contrasto devono partire innanzitutto dall'Unione europea, ma anche dai Consorzi di tutela nei diversi mercati. Fermo restando l'onerosità di queste azioni, ritengo opportuno un approccio strumentale contro questo fenomeno attraverso iniziative comparative tra i prodotti originali e quelli imitativi, come ad esempio attività pubblicitarie che possano evidenziare la supremazia qualitativa dei prodotti realmente italiani".

"Questa ricerca - ha dichiarato Franz Mitterrutzner, Consigliere dell'AICIG-Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche - evidenzia ulteriormente la difficoltà di definire la dicitura made in italy. Tale problematica rende ancor più importante il sistema dei prodotti ad indicazione geografica che testimoniano l'origine ed il legame con l'ambiente di riferimento".

 

 

 

 

 

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Cibus 2008

 

 

 

 

 

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