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La Coldiretti: clonata la società italiana di promozione Buonitalia
La risposta di Buonitalia: nessuna connessione tra Buonitalia Spa e buon Italia Imported Italian Food, “solo una lettura poco attenta può identificare motivi di confusione tra le due società”
Dalla Coldiretti:
Roma 1 novembre 2007. Non solo Ferrari e Parmigiano falsificati dalla pirateria internazionale per sfruttare l'immagine del Made in Italy.
Delle decine di milioni di euro spesi dalla società italiana per la promozione, la valorizzazione e l'internazionalizzazione dell'agroalimentare (Buonitalia S.p.A.) sembra avvantaggiarsi il sito wwww.buonitalia.com
con sede a New York dove vengono commercializzati prodotti alimentari a prezzi astronomici, come l'extravergine di oliva umbro venduto fino a 70 dollari al litro.
E' quanto rileva la Coldiretti nel sottolineare che Buonitalia S.p.A. è stata creata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali individuando come soci di riferimento Ice (Istituto nazionale per il Commercio Estero), Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) e Unioncamere (Unione Italiana delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura).
Considerato che la società pubblica di promozione dispone di un proprio sito istituzionale all'indirizzo
wwww.buonitaliaspa.it, la Coldiretti chiede di verificare quali legami esistano con il sito americano che svolge attività di commercio elettronico www.buonitalia.com che potrebbe configurarsi come un caso di clonazione che beneficia indirettamente delle ingenti risorse pubbliche nazionali investite nella promozione del Made in Italy alimentare.
Si tratterebbe - sostiene la Coldiretti - di un caso particolarmente grave per il danno economico e di immagine provocato al Made in Italy al quale porre immediatamente rimedio.
La “clonazione” del “marchio” di promozione dell'agroalimentare nazionale è accompagnata - continua la Coldiretti - da una crescente proliferazione sul mercato statunitense di imitazioni di specialità alimentari nazionali che non hanno alcun legame con il tessuto produttivo italiano. Se nel mondo si stima che il valore dei falsi prodotti agroalimentari italiani abbia raggiunto i 50 miliardi di Euro, negli Stati Uniti sono falsi piu' di nove formaggi di tipo “italiano” su dieci con la vendita - riferisce la Coldiretti - di Parmesan, Asiago, Provolone, Gorgonzola, Pecorino romano e Mozzarella prodotti in California, a New York o in Wisconsin che sono una palese imitazione di bassa qualità dei prestigiosi prodotti caseari Made in Italy.
Negli ultimi venti anni - continua la Coldiretti - si è registrato un vero boom dei "falsi" formaggi italiani negli Stati Uniti dove la produzione di Parmesan, Ricotta, Provolone, Mozzarella e Romano cheese rigorosamente Made in Usa è quasi triplicata e oggi le importazioni dall'Italia dei prodotti originali sono in quantità appena il 2 per cento delle imitazioni realizzate localmente.
La diffusione sul mercato statunitense di imitazioni di bassa qualità oltre a colpire direttamente gli imprenditori nazionali, ai quali vengono tolti spazi di mercato, danneggia gravemente l'immagine del Made in Italy, sia sui mercati tradizionali che su quelli emergenti come la Cina dove le falsificazioni sono arrivate prima dei prodotti autentici. La lista delle imitazioni riguarda anche - precisa la Coldiretti - i salumi con la presenza sulle tavole del mercato globale di Pancetta, Coppa, Prosciutto Busseto Made in California, ma anche di falsi salami Toscano, Milano e addirittura di Soppressata Calabrese tutelata dall'Unione Europea come prodotto a denominazione di origine. E non mancano casi di imitazione tra i prodotti simbolo della dieta mediterranea come - conclude la Coldiretti - il Pompeian olive oil che non ha nulla a che fare con i famosi scavi, ma è prodotto nel Maryland o i San Marzano, pomodori pelati “grown domestically in the Usa” mentre non sfugge al tarocco anche il vino simbolo del Made in Italy come il Chianti “clonato” nella Napa Valley in California.
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La risposta di BUONITALIA: nessuna connessione tra Buonitalia Spa e buon Italia Imported Italian Food, “solo una lettura poco attenta può identificare motivi di confusione tra le due società”
Da Buonitalia Spa:
Roma 1 novembre 2007. In riferimento a notizie di stampa odierne in cui si parla di una possibile clonazione o un possibile sfruttamento del nome di Buonitalia Spa teniamo a specificare quanto segue:
- Buonitalia Spa è società del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali voluta nel 2003 dall'allora Ministro per la promozione valorizzazione e internazionalizzazione dell'agroalimentare italiano e partecipata da Ice, Ismea ed Unioncamere;
- la buon Italia Imported Italian Food a cui fa capo il sito di commercio elettronico www.buonitalia.com è una società costituita in USA precedentemente a Buonitalia Spa, con quindi un evidente anteriorità di marchio;
- non esiste evidentemente connessione alcuna tra Buonitalia Spa e buon Italia Imported Italian Food, in quanto le due società hanno scopi, attività e natura sostanzialmente diverse tant'è che non si sono mai generati problemi di natura alcuna tra le due società, né mai nessuno fino ad oggi ha potuto confondere le due realtà, solo una lettura poco attenta può identificare motivi di confusione tra le due;
- la buon Italia Imported Italian Food è una piccola società privata di diritto americano che si occupa esclusivamente di commercializzazione di prodotto;
- Buonitalia Spa è una società per azioni del Ministero dell'agricoltura che si occupa solo ed esclusivamente di promozione e internazionalizzazione del patrimonio agroalimentare italiano e non si occupa ne' si e' mai occupata di commercializzazione di prodotto;
- proprio riguardo al fenomeno dell'Italian sounding Buonitalia e' impegnata sul mercato americano in due progetti opportunamente disegnati a difesa dei prodotti originali italiani in collaborazione con l'ICE e con l'AICIG-Associazione Italiana Consorzi Indicazione Geografica.
Ps: Parma 2 novembre
2007: Dopo 24 ore dal comunicato di Buonitalia Spa, il TG5, il telegiornale di Canale 5, delle ore 13 del 2 novembre ha ripreso la notizia diffusa dalla Coldiretti senza riferire la precisazione contenuta nel comunicato di Buonitalia , la società presieduta da Emilio De Piazza. Quando si dice correttezza giornalistica!.
Commento di INformaCIBO.
www.buonitaliaspa.it - buonitalia@buonitaliaspa.it
Via del Tritone, 87 Roma
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