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Dal 1° Gennaio tutte le Uova col Pedigree

Coldiretti: “un provvedimento positivo ma molto resta ancora da fare”

 

Dal primo gennaio 2004 entra in vigore il nuovo sistema di etichettatura e marchiatura delle uova con l’obbligo di indicare la provenienza e il metodo di allevamento adottato, per garantire la trasparenza nel percorso dal pollaio alla tavola e consentire acquisti consapevoli ai consumatori.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la nuova normativa comunitaria sulle uova con "pedigree" rappresenta un importante passo in avanti per rispondere alla domanda di trasparenza di imprese e consumatori che chiedono di poter conoscere l’origine degli alimenti acquistati soprattutto di fronte ai recenti scandali alimentari. Il provvedimento - precisa la Coldiretti - prevede che nell’etichettatura e marchiatura delle uova sia indicato un codice con il numero distintivo del produttore, il metodo di allevamento (all’aperto, a terra, in gabbia) e la provenienza (IT per Italia).

Nell’imballaggio è facoltativo indicare anche il sistema di alimentazione. Dopo l’etichettatura di origine della carne bovina per far fronte alla crisi mucca pazza, gli obblighi di legge sull’esposizione al pubblico di cartelli con origine, varietà e categoria della frutta e verdura commercializzate e l’impegno assunto con Decreto ad indicare nelle etichette del latte commercializzato il luogo di provenienza degli allevamenti di origine del latte fresco impiegato, arriva dunque anche l’obbligo di etichettatura dal campo alla tavola per le uova. Molto resta tuttavia ancora da fare e l’etichetta resta anonima - precisa la Coldiretti - per il pollame, i conigli e la carne di maiale come pure per l’olio extravergine di oliva che è possibile commercializzare sotto forma di miscele di oli di origine diversa senza che venga indicato in etichetta. Mentre anche per la frutta e verdura conservata e trasformata in scatola o surgelata la legge non prevede alcun obbligo di indicare l’origine in etichetta come accade con l’importazione di semilavorati cinesi utilizzati in concentrati e preparati al pomodoro nazionali e il succo di arancia importato dal Brasile.

Una situazione che potrebbe cambiare nel nuovo anno grazie alla campagna della Coldiretti sull’iniziativa di legge popolare per "l’indicazione obbligatoria nell’etichettatura dell’origine dei prodotti alimentari" che ha ampiamente raggiunto l’obiettivo del milione di firme ed è stata sottoscritta anche da Associazioni di Consumatori, da Movimenti Ambientalisti, da gastronomi, nutrizionisti e rappresentanti di istituzioni europee, nazionali, regionali e locali.

Le firme sono state già consegnate dal presidente della Coldiretti Paolo Bedoni al Senato dove si è provveduto ad assegnare alla Commissione competente il disegno di legge sul quale è già iniziato il dibattito parlamentare. Secondo l’ultima indagine del "Barometro dei consumatori" effettuata da Eurisko per Indicod (27.000 imprese industriali e della distribuzione associate) il 78 % dei consumatori - riferisce la Coldiretti - sente il bisogno di più informazione sull’origine degli alimenti che acquista ma si scontra però con il fatto che solo nel 17 % dei casi è realmente possibile essere nelle condizioni di conoscere, attraverso l’etichetta, la provenienza.

Nel 2002 - riferisce la Coldiretti - secondo l’Una (Unione Nazionale Avicoltori) sono state prodotte in Italia 12 miliardi e 797 milioni di uova contro i 12 miliardi e 901 milioni del 2001 (-0,8%) e, considerati gli scambi commerciali, il consumo totale di uova è risultato pari a 12 miliardi e 912 milioni di uova contro i 13 miliardi e 55 milioni del 2001 (-1,1%), con un consumo medio per abitante di 223 uova (2 in meno rispetto al 2001).

 

 

 

 

 

 

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