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Da oggi la passata di pomodoro esce dall'anonimato e diventa “trasparente”
La Coldiretti celebra a Parma la “Giornata nazionale del pomodoro italiano”.
Ma fino al 2007, secondo la CIA, il prodotto “made in China” rimane in agguato
Parma 15 giugno 2006. Da oggi la passata di pomodoro esce dall'anonimato e diventa “trasparente”. Entra in vigore infatti il decreto che garantisce la pummarola originale con l'indicazione obbligatoria in etichetta dell'origine del pomodoro utilizzato nella passata più della metà dei soldi spesi dagli italiani in alimenti sono ora destinati all'acquisto di prodotti con informazioni trasparenti sulla provenienza dal campo alla tavola.
È quanto afferma la Coldiretti Emilia Romagna che proprio alla vigilia della giornata del provvedimento, e in contemporanea con altre città italiane, ha organizzato a Parma, sede dell' EFSA - Agenzia europea per la Sicurezza Alimentare la “Giornata nazionale del pomodoro italiano”, per ricordare che d'ora in poi si compie un decisivo passo in avanti nel percorso di trasparenza iniziato dopo la crisi mucca pazza con l'etichettatura di origine della carne bovina.
Da allora grazie alla mobilitazione della Coldiretti con la raccolta di oltre un milione di firme che ha portato all'emanazione della legge 204/04 sull'obbligo di etichettatura di tutti gli alimenti si è moltiplicato l'elenco dei prodotti che possono contare su una carta di identità. All'obbligo di indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca si è unito l'arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, l'obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004, il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto, l'etichetta di origine per il latte fresco del giugno 2005 e quella introdotta il 17 ottobre 2005 per la carne di pollo e dei suoi derivati.
All'iniziativa sono intervenuti, tra gli altri, il professore Giorgio Calabrese, rappresentante dell'Efsa, Vincenzo Bernazzoli, presidente della provincia di Parma, il dottor Franco Ghiretti, dell'assessorato all'Agricoltura, Davide Guareschi, presidente provinciale della Coldiretti e le associazioni ambientaliste Vas e Legambiente.
Nell'occasione è stato aperto l'Ufficio di rappresentanza di Coldiretti presso l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare.
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“Ora - ha dichiarato Mauro Tonello, presidente della Coldiretti Emilia Romagna- non ci sono più scuse per estendere a tutti gli alimenti l'indicazione del luogo di allevamento o coltivazione del prodotto agricolo impiegato per combattere le contraffazioni e per garantire la rintracciabilità delle produzioni, maggiori controlli e scelte di acquisto consapevoli per i consumatori di fronte alle emergenze sanitarie che si rincorrono. Molto resta infatti ancora da fare e l'etichetta resta anonima per la carne di maiale, le conserve vegetali e i succhi di frutta, ma anche per la pasta, l'extravergine di oliva con la possibilità di commercializzare olio ottenuto da miscele di origine diversa senza che questo venga indicato in etichetta”.
Secondo una indagine Coldiretti-Ispo otto italiani su dieci considerano necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti e ben due italiani su tre sono d'accordo sul fatto che "se il prodotto alimentare è italiano sono più sicuro da dove proviene e quindi mi fido di più".
Anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori “saluta con soddisfazione l'entrata in vigore del decreto che stabilisce l'obbligo in etichetta della provenienza”. In questo modo -secondo la Cia- la passata di pomodoro “made in Italy” sarà più tutelata e con essa anche i consumatori saranno più garantiti d'ora in poi potranno identificare il prodotto da un'etichetta realmente chiara e trasparente.
“Tuttavia, -ricorda la Cia- bisognerà prestare attenzione nell'acquisto in quanto -come prevede il decreto- sugli scaffali dei supermercati e dei negozi potremo trovare ancora per un anno e mezzo, esattamente fino a dicembre 2007, confezioni etichettate precedentemente al 15 dicembre 2006 e, quindi, senza l'importante requisito dell'origine del prodotto. C'è, insomma, il rischio -avverte la Cia- di confondersi soprattutto con barattoli e bottiglie contenenti pomodori trasformati provenienti dalla Cina.
A tal proposito va ricordato che durante lo scorso anno sono arrivati in Italia oltre 120 milioni di chili di concentrato cinese. D'altra parte, proprio il paese asiatico, in pochissimo tempo, è divenuto un dei maggiori produttori al mondo di pomodoro, dopo Stati Uniti e Unione europea.
Con questo decreto, “si tratta - commenta infine la Confagricoltura - di uno strumento con il quale si potrà valorizzare la produzione nazionale e fornire al consumatore delle puntuali informazioni per orientare in maniera più consapevole le scelte di acquisto”.
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Gli alimenti con l'obbligo di indicare l'Origine in etichetta
Carne bovina: dal 1° gennaio 2002 obbligo etichetta origine dopo mucca pazza.
Pesce: dal 10 aprile 2002 deve riportare l'indicazione della provenienza.
Frutta e verdura fresche: dal 25 febbraio 2003 su etichette obbligato indicare origine, varietà e categoria.
Cioccolato: dal 3 agosto 2003 l'etichettatura indica se prodotto viene realizzato con aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao.
Uova: dal 1° gennaio 2004 è obbligatorio il codice sul guscio.
Miele: dal 1° agosto 2004 è d'obbligo etichetta con Paese di origine in cui il miele è stato raccolto.
Latte fresco: dal 7 giugno 2005 deve essere indicato il luogo di provenienza degli allevamenti di origine da giugno 2005.
Carne di pollo: dal 17 ottobre 2005 obbligo etichetta tra i provvedimenti per fronteggiare virus polli.
Passata di pomodoro: dal 15 giugno 2006 obbligo di etichetta che indica il luogo di coltivazione. (Fonte: Elaborazione Col diretti)
L'etichetta con l'origine sulle tavole degli italiani
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I CIBI CON LA CARTA DI IDENTITA'
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e QUELLI SENZA
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Carne di pollo e derivati
Carne bovina
Passata di pomodoro
Frutta e verdura fresche
Cioccolata
Uova
Miele
Latte fresco
Pesce
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Carne di maiale e salumi
Carne di coniglio
Frutta e verdura trasformata
Olio di oliva
Derivati del pomodoro
Latte a lunga conservazione
Derivati dei cereali
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Fonte: Elaborazioni Coldiretti
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