MADE IN ITALY: “DIFENDERE PRIMATO ENOGASTRONOMIA

DA PIRATERIA INTERNAZIONALE” lo afferma la Coldiretti

 

“Bisogna difendere il primato italiano dalla “pirateria agroalimentare” che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che  richiamano al nostro Paese per alimenti che non hanno nulla a che fare con la realtà produttiva nazionale causando alle imprese italiane danni miliardari”.

 

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente i risultati della ricerca dell’Istituto Piepoli, commissionata dall’istituto Leonardo e dall’Ice, dalla quale risulta che sono il cibo e i vini la prima cosa che viene in mente all’estero pensando all’Italia. Se il simbolo dell’Italia all’estero è raffigurato soprattutto dai cibi e i vini (45%) che superano i luoghi (20%), l’abbigliamento (19%) e il calcio (15%) è necessario che - sostiene la Coldiretti - questo valore aggiunto di immagine si traduca realmente nella presenza reale dei nostri prodotti sulle tavole straniere dove purtroppo è falso un menu’ italiano su tre. Secondo una indagine Federalimentare-Nomisma il volume di affari del Made in Italy alimentare taroccato - precisa la Coldiretti - è stimato pari a 52,6 miliardi di Euro, più della metà del fatturato alimentare nazionale e per questo la lotta all'agropirateria deve restare un passaggio fondamentale del negoziato sul commercio internazionale nel WTO per garantire un commercio leale e salvaguardare le produzioni tradizionali dalle contraffazioni internazionali.

 

La tutela dei prodotti alimentari tipici minacciati dalle imitazioni è una scelta di trasparenza di mercato che per l’Italia - sostiene la Coldiretti - significa anche una importante ricaduta economica. Sul solo mercato statunitense del “made in Italy” alimentare secondo una recente indagine Nomisma sono falsi - ha rilevato la Coldiretti - quasi una bottiglia di vino su due e nove formaggi su dieci e il mercato delle imitazioni per questi due soli prodotti vale ben 2,5 miliardi di dollari contro i 900 milioni in valore delle esportazioni nostrane. Anche per questo - prosegue la Coldiretti - serve un semaforo rosso internazionale L’Italia - continua la Coldiretti - è leader europeo nelle produzioni di qualità e può contare su 136 prodotti (il 20% del totale comunitario) che possono fregiarsi del marchio a denominazione di origine (Dop o Igp). E l'Italia è anche - precisa la Coldiretti - il secondo Paese produttore di vino in Europa e può contare su un patrimonio di 447 vini Docg, Doc e Igt, che rappresentano il 60% della produzione nazionale di vino che genera un fatturato complessivo di circa 8 miliardi di Euro e un valore delle esportazioni superiore ai 2,5 miliardi di Euro, la principale voce dell'export agroalimentare nazionale. Il valore al consumo dei prodotti a denominazione di origine nazionali (escluso i vini) è pari a 7,6 miliardi di Euro (1,5 miliardi le esportazioni).

 

IL “FALSO” MADE IN ITALY ALIMENTARE NEL MONDO

 

PARMIGIANO E ALTRI FORMAGGI: Parmesao in Brasile, Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesano in tutto il sud America e Parmesan dovunque, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia fino al Giappone. Il Parmigiano Reggiano è la specialità alimentare italiana più imitata in ogni parte del mondo. Ma anche il Gorgonzola brasiliano, il Pecorino sardo e romano prodotti in USA, la Robiola canadese, la Fontina, il Provolone prodotti in Argentina e il Tinboonzola australiano.

 

VINO E ALCOLICI: Dolcetto, Barbera, Sangiovese e Amarone prodotti in Australia, Chianti, Sangiovese, Refosco e Barbera anche Rosé, Barolo e Super Piemontese prodotti in California ma anche Moscato e Malvasia, con “DOC” californiane Napa Valley o Sonoma County. E ancora la Grappa ottenuta in Sud Africa, Barolo, Sangiovese, Marsala e Chianti in fiasco con tanto di tricolore fatti in Argentina.

 

OLIO D’OLIVA: Tuscan Sun, Pompeian olive oil, made in Usa e Toscana Olive Plantation australiano.

SALUMI: Prosciutti Parma Ham e San Daniele, salsicce Calabrese o Abruzzese, Mortadella Bologna e Cacciatore made in USA., mortadella Milanesa prodotta in Cile. Ma ancora il Salame Milano argentino e per finire una selezione di salumi dalla salsiccia Abruzzese o Calabrese, alla Daniele Genoa italiano soppressata da non perdere sul sito www.danielefoods.com della Daniele prosciutto & company.

 

ORTOFRUTTA: Pomodori San Marzano fatti crescere allo “splendido sole” della California in Usa.

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti

 

 

 

 

 

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]

 

2003 ©opyright ::  INformaCIBO.it