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ITALIA-USA:
ALIMENTARE; RAGGIUNTO ACCORDO STORICO
PER
INDICAZIONE DI ORIGINE OBBLIGATORIA IN ETICHETTA
Alla
vigilia dell’arrivo del presidente degli Stati Uniti George W. Bush
è stato raggiunto, tra gli Stati Uniti e l’Italia, un
accordo storico per l’indicazione obbligatoria in etichetta
dell’origine degli alimenti che consente ai consumatori di tutto il
mondo di conoscere la provenienza dei cibi che acquistano sul
mercato. A darne notizia e’ la Coldiretti, la più grande
Organizzazione degli imprenditori agricoli in Europa, che ha siglato
il protocollo di intesa con la National Farmers Union (NFU),
l’Organizzazione agricola statunitense, in occasione del XXXVI
Congresso mondiale degli agricoltori organizzato dalla Federazione
Internazionale dei Produttori Agricoli (FIPA) a Washington.
Per la
prima volta dopo anni di guerre commerciali in campo alimentare
(dagli organismi geneticamente modificati alla carne agli ormoni,
dalle pratiche utilizzate nella produzione dl vino alle imitazioni
dei prodotti tipici) si realizza una svolta nelle relazioni tra Stati
Uniti e Unione Europea che - sostiene la Coldiretti - potrebbe
favorire il raggiungimento dell’accordo generale sul commercio
nell’ambito del Wto dopo il fallimento del Vertice di Cancun.
Il
protocollo siglato dal Presidente della Coldiretti Paolo Bedoni e dal
presidente della National Farmers Union (NFU) Dave Frederickson
prevede infatti di “esercitare, in occasione delle trattative sul
commercio internazionale in sede WTO, una azione sinergica per
favorire alleanze con l’obiettivo di introdurre regole che tutelino
e rendano trasparente in etichetta l’origine degli alimenti negli
scambi commerciali” anche attaverso interventi “nei confronti
delle Istituzioni locali, nazionali ed internazionali” e “una
azione globale di sensibilizzazione dei cittadini, fondata su
alleanze con le associazioni dei consumatori, sull’importanza
dell’etichettatura di origine degli alimenti per la salute e la
libertà di scelta”.
“Anche dall’altra sponda dell’oceano
viene definitivamente riconosciuta l’importanza dell’etichettatura
di origine obbligatoria degli alimenti che è un elemento di
trasparenza per consentire ai consumatori scelte di acquisto
consapevoli, ma anche una garanzia di sicurezza alimentare per
imprese e consumatori di fronte ai recenti allarmi sanitari” ha
affermato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni nel
sottolineare che il successo negoziale apre la strada al
riconoscimento sul mercato globale del valore del territorio italiano
che garantisce alle produzioni nazionali un valore aggiunto
inimitabile.
Ma sopratutto - si legge nell’accordo Coldiretti-Nfu -
favorisce una concorrenza leale sul mercato globale e risponde alle
domande dei consumatori che: “secondo un sondaggio effettuato da
‘Penn, Schoen & Berland Associates, Inc.’ per conto della
National Farmers Union (NFU) l’82% dei consumatori statunitensi
ritiene che sugli alimenti debbano essere riportate in etichetta
informazioni relative al Paese di origine o provenienza; secondo la
"Indagine COLDIRETTI-ISPO sulle opinioni degli italiani
sull'alimentazione", ben otto italiani su dieci (78%)
considerano necessario introdurre l’obbligo di indicare la
provenienza della componente agricola impiegata in tutti gli
alimenti.
Negli Stati Uniti la National Farmers Union (NFU) e altre
associazioni di consumatori, in rappresentanza di cinquanta milioni
di cittadini americani presenti sull’intero territorio
statunitense, hanno chiesto in una lettera al presidente George W.
Bush di rendere operativa la legge denominata “COOL” “country
of origin labeling” che rende obbligatoria l’indicazione del
Paese di provenienza per molti alimenti poiché allo stato
attuale i cittadini Usa non hanno sufficienti informazioni per
distinguere e quindi scegliere tra prodotti nazionali e importati.
In
Italia la Coldiretti ha promosso una proposta di legge di iniziativa
popolare per "L'indicazione obbligatoria nell'etichettatura
dell'origine dei prodotti alimentari", ora all’esame del
Parlamento italiano, che ha raccolto un milione di firme tra le quali
quelle di rappresentanti istituzionali, parlamentari bipartisan,
associazioni ambientaliste e dei consumatori, gastronomi,
nutrizionisti e personalità della scienza e del mondo dello
sport, dello spettacolo e opinion leader.
Un’iniziativa che -
conclude la Coldiretti - ha favorito l’adozione, in Italia e in
Europa, di provvedimenti per la trasparenza delle informazioni in
etichetta e dopo la carta di identità per la carne bovina (a
seguito dell’emergenza mucca pazza), l’obbligo di indicare
provenienza, varieta’ e qualità della frutta acquistata, le
uova con il pedigree (rappresentato da un codice di
rintracciabilità), è in arrivo l’obbligo di indicare
nelle confezioni la provenienza del latte fresco posto in vendita sul
territorio nazionale.
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