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Parte il Comitato nazionale per sicurezza alimentare
Al via, da oggi, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa), istituito dal ministro Turco e dal ministro De Castro
Roma 26 luglio 2007 - Dalla collaborazione fra i ministri della salute e dell'agricoltura è nato il comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa), istituito oggi con decreto ministeriale dai ministri Livia Turco e Paolo De Castro. Si tratta di un organo tecnico-consultivo, che farà da raccordo fra le strutture nazionali che si occupano dei rischi alimentari e le strutture Ue. Di conseguenza, il Cnsa agirà in stretta collaborazione con l'Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare), partecipando al forum consultivo attraverso un proprio rappresentante. Inoltre, il comitato, composto da 18 membri individuati tra esperti delle materie attinenti la valutazione del rischio nella catena alimentare, svolgerà consulenza tecnico-scientifica e formulerà pareri scientifici. Gli esperti del Comitato, che resteranno in carica tre anni, si occuperanno prevalentemente di additivi alimentari, additivi nei mangimi, salute dei vegetali, Ogm, prodotti dietetici, pericoli biologici, contaminanti della catena alimentari e salute e benessere degli animali. Direttamente correlato al Cnsa, è il comitato strategico di indirizzo.
«Con questo comitato», ha sottolineato De Castro, «si colma l'assenza nel nostro paese di un punto di riferimento rispetto all'autorità europea, un organismo che coordini le strutture presenti nel territorio e funga da interfaccia scientifica per dialogare con l'Europa». «Non escludo che il Cnsa possa trasformarsi in una agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, ma perché questo accada è necessaria una legge», ha aggiunto il ministro dell'agricoltura annunciando che oggi in consiglio dei ministri si parlerà della sede del comitato, che molto probabilmente sarà Foggia.
«Il tema della sicurezza alimentare», ha spiegato il ministro Turco, «è strategico per la sanità pubblica, e quello di oggi non è un adempimento burocratico, stiamo istituendo una struttura che ci mette in sintonia con gli altri paesi europei, che avrà una sua autonomia e sarà uno strumento in più per promuovere la sicurezza alimentare e prevenire le emergenze».
Scetticismo è stato espresso, tuttavia, da Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in commissione agricoltura: «I comitati istituiti dai ministri Turco e De Castro non intaccano i problemi storici di trasparenza delle informazioni e di coordinamento dei controlli che affliggono il sistema nazionale per la sicurezza alimentare. Ritengo che le legittime aspettative dei consumatori e delle imprese richiedano un ulteriore salto di qualità che discuteremo in parlamento», ha dichiarato auspicando che il parlamento, appunto, possa «discutere a breve dell'istituzione di una Agenzia per gli alimenti».
Intanto in aperta polemica con l'Efsa il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio con L'Efsa, che ha annunciato di aver inviato una lettera al collega portoghese Francisco Nunes Correia, presidente di turno del Consiglio Ue per salvaguardare la credibilità dell'autorità europea per la sicurezza alimentare.
Ecco quello che ha scritto il quotidiano Finanza e Mercati.
Pecoraro Scanio spara su Parma «Troppo facile produrre Ogm»
La replica di Efsa: «Decidiamo sulla base di dati scientifici forniti da chi fa ricerca Le scelte politiche non ci riguardano»
L'Ue dà troppe «autorizzazioni disinvolte» sugli organismi geneticamente modificati. Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio annuncia battaglia e chiede una radicale riforma dell'Efsa, l'Autorità europea sulla sicurezza alimentare. «Gli ultimi due pronunciamenti dell'Autorità ha dichiarato Pecoraro Scanio relativi alla patata geneticamente modificata della Basf e del mais transgenico MON 863, sono sconcertanti. Non è possibile - ha proseguito il ministro - che dal 2002, anno della sua istituzione, l'Autorità europea abbia concesso il nulla osta a tutti i prodotti geneticamente modificati basandosi esclusivamente su dati forniti dalle aziende biotech». Per questo al prossimo Consiglio dei ministri Ue dell'ambiente Pecoraro Scanio chiederà di bloccare tutte le autorizzazioni di Ogm fino a quando la riforma dell'Autorità non sarà completata.
«L'Efsa - replica a F&M la direttrice dell'Autorità sulla sicurezza alimentare Catherine Geslain-Lanéelle - è un organismo fondato sulla scienza e noi restiamo aderenti alla scienza, non entriamo in considerazioni di tipo politico, commerciale o economico. Noi possiamo basare le nostre valutazioni soltanto su dati scientifici e questo è quanto abbiamo fatto sistematicamente sinora e continueremo a fare. La Commissione europea e gli Stati membri hanno la facoltà di considerare, oltre alla scienza, questioni non scientifiche, ma queste esulano, però, dal mandato Efsa. È inevitabile - prosegue Geslain-Lanéelle - che i dati forniti dalle aziende che si occupano di biotecnologie siano fondanti per le valutazioni di rischio da parte dell'Efsa, dato che esse stesse, dovendo sviluppare questo tipo di prodotti, hanno effettuato le ricerche e sono in possesso dei dati pertinenti. Efsa terrà sempre conto di questi dati per quanto riguarda la loro qualità e pertinenza e inoltre considererà sempre qualsiasi altro dato rilevante e disponibile». (da Finanza & Mercati luglio 2007)
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