CONSORZIO DI TUTELA
DELL’ASTI SPUMANTE
AL VIA
LA VENDEMMIA DEL MOSCATO: MIGLIAIA DI PERSONE IMPEGNATE IN TRE PROVINCIE
PER UNA RACCOLTA CHE SI PREANNUNCIA OTTIMA
VALUTAZIONI
TECNICHE, PROSPETTIVE DI MERCATO
Con una abbondante settimana di anticipo
rispetto agli anni passati, si sta iniziando la vendemmia del Moscato:
impegnate oltre seimila aziende agricole in 52 paesi produttori su un
“vigneto” di oltre nove mila ettari. Questo il quadro complessivo di
una annata che nonostante la persistente siccità (ha accelerato i tempi
di maturazione), presenta un prodotto di alto livello. “I nostri tecnici
– annota il direttore Ezio Pelissetti – hanno monitorato la situazione
in tutte le zone. Ovunque la gradazione minima di nove gradi alcolici per
l’Asti Spumante e di 10 per chi vinifica il Moscato, è rispettata. Il
ph è in incremento e l’acidità in fase di calo. La componente
aromatica è più che soddisfacente”. Il consiglio del Consorzio di
tutela è di iniziare la raccolta dal 25 agosto.
“Si
profila una vendemmia serena e con un tempo favorevole – commenta il
presidente del Consorzio di tutela Paolo Ricagno -
l’accordo interprofessionale siglato il 22 luglio scorso è
dettagliato su prezzi e rese e i viticoltori sono pronti ad iniziare”.
Questo non appena le case spumantiere (in generale dall’inizio della
prossima settimana), siano disponibili al ritiro del prodotto. Qualche
curiosità: tra le prime zone ad iniziare il Nicese (a Nizza e San Marzano
Oliveto si sfiorano o superano i 13 gradi alcolici), Canelli (anche 14,16
gradi registrati dal laboratorio), Ricaldone e le aree più vocate di
Santo Stefano Belbo.
APPUNTI
SULL’ACCORDO 2003. PREZZI E RESA
L’accordo prevede
una resa ettaro di 75 quintali per uve atte a diventare Asti Spumante docg
e di 90 quintali ettaro per uve che diventeranno Moscato d’Asti docg. Le
eccedenze (previste dal disciplinare), potranno essere destinate a mosto
parzialmente fermentato (15 quintali/ha) e il resto alla vinificazione in
secco, oppure per base di vermouth. Il prezzo delle uve sta in una forbice
da 8,47 a 8,99 euro al miriagrammo. Le uve saranno valutate e divise in
tre fasce con remunerazione diversa (A: 8,77 €, B: 8,52, C: 8,36). I
viticoltori potranno contare su un reddito che varia dai 13 ai 14 milioni
ettaro di vecchie lire. Anche
per i mosti ci sono fasce differenziate a seconda della qualità con
remunerazioni diverse. Tra le novità di maggiore importanza, le
trattenute di 0,13 euro a miria sulle uve a docg finalizzate alla gestione
dell’accordo, fatturate da Associazione produttori Moscato e Vignaioli
Piemontesi. Inoltre sulla parte di uve destinate a mosti per vino da
tavola bianco secco, sul prezzo concordato di 1,66 euro al miria, lo 0,88
andrà nel fondo per interventi a sostegno dell’Asti Spumante, il
progetto innovativo per il rilancio del prodotto.
www.astidocg.it
Consorzio
di tutela dell’Asti Spumante
Strada
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