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Enrico
"Chicco" Cerea

Roberto
Cerea
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DA
VITTORIO
Via
Papa Giovanni XXIII, 23 24121, Bergamo (BG)
TELEFONO 035 213266 FAX 035 218060
info@davittorio.com
www.davittorio.com
chiusura:
mercoledì
coperti
totali: 80, con
una
saletta da 35 coperti
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 “DA
VITTORIO” UNA FIRMA DI GARANZIA PER LA QUALITA’ E LA
TRADIZIONE"
Nel
firmamento della ristorazione italiana la stella della Famiglia Cerea
brilla dal 1967
Il
cibo è un rito e cosa c’è di meglio che assaporarlo a
Bergamo, nell’elegante ristorante Da
Vittorio, all’interno di un bel palazzo dei primi del
‘900 in una serata particolare dove il vento, la pioggia, la
grandine e il diluvio la fanno da padrone?. Ci ritroveremo proprio
per questo, più tardi, vicini di tavola dell’arbitro
Pierluigi Collina costretto a rinviare la gara di spareggio tra
Atalanta e Reggina alle 21:48 proprio per il cattivo tempo. Una
brutta serata questa per i tifosi bergamaschi, perchè il
giorno dopo, nella gara di spareggio, l’Atalanta perderà
con la Reggina dando così l’addio alla Serie A.
Ma
ritorniamo a DA VITTORIO. In questo locale, dal 1967 ad oggi,
l’intera famiglia Cerea, il commendatore Vittorio, patron e vera
anima del ristorante, i figli Enrico e Roberto chef bravissimi in
cucina, Rossella e Francesco accolgono i clienti in sala con grande
savoir faire e simpatia. Molto bravi e simpatici anche gli altri
componenti: lo staff di sala, il signor Dino che, da circa 20 anni,
consiglia e spiega ai clienti con competenza le varie portate, e il
giovane Ferruccio esperto sommellier che ha girato il mondo dei vini
prima di approdare, recentemente, in questo locale.
Diciamo
subito che dopo essere stati DA VITTORIO si capisce perchè i
componenti la famiglia Cerea fanno parte dell’Associazione dei
Giovani Ristoratori d’Europa che hanno come motto “Talento &
Passione”. Ci vuole proprio una grande passione e tanto talento
per creare una cucina così sublime ed eccezionale come quella
gustata in questo locale, a pochi passi dalla stazione e in pieno
centro di Bergamo bassa.
Vittorio
è un vero personaggio, semplice, ma concreto ed antiretorico.
L’abbiamo visto parlare con i clienti e abbiamo convenuto che
Vittorio sembra avere amici e non clienti. Parlandoci ti trasmette
quel personale bagaglio di sensazioni e di esperienze accumulate
nella sua vita: “sono contento di lasciare il cliente
soddisfatto” ci dice con profonda naturalezza.
Il
Commendatore Vittorio, se da una parte non ricorda l’anno che è
stato insignito dell’onorificenza di Commendatore (Andreotti in
precedenza l’aveva nominato Cavaliere del Lavoro), dall’altra è
capace di trasmettere e consegnare ai figli (ed anche ai clienti)
quella memoria storica costruita anno dopo anno all’interno e fuori
del suo luogo di lavoro, quel ristorante DA VITTORIO che è
sangue e carne della sua vita. Un ristorante meta di amanti della
cucina e di personaggi famosi, “una settimana fa sono stati qui
i Savoia, Vittorio Emanuele, Marina Doria e il “principino”
Emanuele Filiberto”, ricorda Dino. Ai primi di maggio invece
aveva fatto tappa, nel suo giro in Lombardia, il Presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Quali
sono i prodotti della cucina? Certamente prodotti genuini.
Produzione propria di salumi a Grumello del Monte (BG), prodotti
tipici di qualità delle varie regioni italiane, il pesce
fresco che arriva direttamente dalla Riviera Ligure e da Mazara del
Vallo (Trapani).
Ma
com’è la cucina del locale? I piatti si basano su cibi di
tradizione regionale, che sono indispensabili come i dialetti.
Patron
Vittorio però, mentre parliamo con Enrico, ci tiene a
rafforzare questo concetto: “ noi ci teniamo all’innovazione
ma partendo sempre dalla nostra antica tradizione culinaria”.
Quella tradizione che ha portato Enrico a “crescere” all’interno
del locale sin da bambino e ora, dopo aver conseguito il diploma in
lingue straniere e aver girovagato per le scuole e i ristoranti
d’Europa, arrivando fino all’Indonesia, tiene con grande capacità
le redini della cucina insieme al più giovane fratello
Roberto, che è “bravissimo a preparare i primi” ci
dice con orgoglio papà Vittorio.
Ma
veniamo alla cena a base di pesce e ai vini consigliati dal sommelier
Ferruccio. La scelta del vino, presentato da una lista suddivisa per
regione, cade su una buona bottiglia di vino bianco. Quella di Greco
di Tufo Nova Serra di M. Mastroberardino del 2001.
Dopo
dei buonissimi antipasti ( tra gli altri, scampi al vapore,
filetto di triglie agli asparagi e astice alla maionese)
assaggiamo una gustosissima creazione a base di pesce di mare. Un
“risottino bianco con al centro nero di seppia con fave fresche
appena scottate”. Buono e delicato il tutto. In
seguito è la frittura a deliziare il nostro palato. Sogliole,
calamari, pesciolini, seppie, triglie, scamponi e gamberoni.
Una
frittura sobria e variegata, “ogni mare ha il suo pesce” spiega
così il Commendatore la grande quantità di varietà
di pesce di questo locale.
Al
termine, insieme ad un bicchiere di Moscato Scanzo passito del
1997 dell’azienda agricola Celinate, ci attende una vera
apoteosi di dolci e di dessert straordinari, preparati con cura da
Enrico “un vero genio dei dolci” reduce dal concorso “Dolc’è”
a cui hanno partecipato i migliori chef internazionali.
Dolci
da applauso, scenografia di colori e di forme, capace di tentare
perfino le aspiranti modelle, perennemente a dieta. Eccoli qui
elencati un pò alla rinfusa: mousse al caffè con
banana, rabarbaro e fragole, marquise di cioccolato al latte con
cuore di gelatina alle ciliegie, le mele calde con gelato al
caramello, gelatina al limone chantilly, gelato al pepe rosso,
souffle al cioccolato, sorbetto all’arancio, ministrone di frutta,
gelatina di frutta all’ananas, cocktail di fragole, fruttato alla
gianduia, biscotto tiepido al cioccolato, tegole di zucchero, coktail
alla fragola, sigarette di zucchero, lamponi farciti. E a questo
punto, è proprio il caso di dire Dulcis in fundo una squisita
LACRIMA AL CIOCCOLATO con amarena e vino rosso.
L’ora
è tarda ma il gentile Ferruccio si ricorda del nostro
interesse a visitare la cantina del locale. Scendiamo i gradini e
troviamo locali molto spaziosi, ricavati nelle fondamenta dello
stabile. L’ideale per conservare a temperatura ottimale la
fornitissima (oltre mille etichette e 12.000 bottiglie) enoteca di
vini d’annata. Una cantina gestita magistralmente da Francesco,
sommelier, direttore di sala e figlio di Vittorio.
Con
un saluto caloroso a tutti, compresa la signora Bruna, moglie di
Vittorio Cerea, ci avviamo verso l’uscita, dove ha smesso di
piovere e il silenzio ci avvolge nella notte. Cosa dire di
più? Parlare di cucina sublime ed essere DA VITTORIO è
la stessa cosa. Come non dare ragione alla Guida Michelin che gli ha
assegnato due prestigiose stelle?.
In
conclusione, per chi si reca a Bergamo e cerca un locale di alta
qualità, buon cibo e buon bere, sa dove andare. Ad una cucina
con la C maiuscola, DA VITTORIO.
d.
versione
stampabile
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Queste
le altre specialità della casa “DA VITTORIO”:
risotto
ai gamberoni reali e branzino selvaggio in bellavista al forno,
moscardini al verde con polenta, tagliolini di pasta fresca fatti in
casa con funghi porcini, spiedino di scamponi alla Vittorio, branzino
arrosto con broccoli e salsa acida al caviale, terrina di foie gras e
faraona, testina di vitello con scampi giganti, stufato di manzo alla
bergamasca.
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LA
CANTALUPA
Alziamo
l’ultimo sipario della famiglia Cerea. E’ nato quattro anni fa
“CANTALUPA” è un qualcosa di più di un
semplice hotel - ristorante, immerso nel verde: anche un grosso centro
di Catering.
Una
iniziativa ancora in fase di costruzione e ampliamento: tra breve
saranno pronti 11 suite, una sala congressi, un gran parco
attrezzato:
tutto “stile Vittorio&figli”. Ne riparleremo.
LA
CANTALUPA
Via
Cantalupa, 17 – Brusaporto (BG)
Tel.
035 681024 – 680849),
Posti
a sedere: 350
Chiuso
in agosto
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