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Verso una nuova agricoltura europea partendo dalla qualità dei prodotti
Un Convegno della Camera di Commercio e della Provincia di Parma discutendo sul libro di Paolo De Castro
Parma 6 aprile 2005. “Che cosa ci si attende da un settore agricolo moderno e quale contributo può dare la politica comunitaria? Come si può migliorare la sostenibilità in agricoltura da un punto di vista economico, ambientale e sociale? Quali scenari si prospettano nella nuova Unione Europea allargata?”.
A queste domande hanno risposto Andrea Zanlari, presidente della Camera di Commercio di Parma, il vicepresidente della Provincia e Assessore all'Agricoltura e Alimentazione Pier Luigi Ferrari, Guido Baratta della Cia di Parma, Mario Girolami, della Confagricoltura dell'Emilia Romagna e Davide Guareschi, presidente della Coldiretti provinciale discutendo con Paolo De Castro, ordinario di Politica Agraria all'Università di Bologna e autore del libro “Verso una nuova agricoltura europea”. Cesare Azzali, direttore dell'Unione degli Industriali di Parma ha moderato il dibattito in qualità di presidente del Collegio europeo.
Il convegno, promosso dalla Camera di Commercio e dalla Provincia di Parma, si è aperto con un intervento di Andrea Zanlari che ha sottolineato come nel parmense dal 1999 ad oggi le aziende agricole sono calate del 13%, di fronte ad un saldo provinciale positivo nelle iscrizioni di nuove imprese. “Nel 1903 -ha detto Zanlari- l'agricoltura determinava il 93,7% del Pil : nel 2003 era il 3,15 e la stima per quest'anno è del 2,7 per cento”.
E proprio dai problemi locali è partito il vicePresidente Pier Luigi Ferrari per invocare lo spirito di coesione del territorio, l'unica strada per difendere le sue produzioni, dal pomodoro fino a latte e formaggio.
“Per noi “fare sistema” -ha detto Ferrari- significa metterci tutti nelle condizioni d'agire con grande responsabilità: gli attori della filiera (dai produttori ai consumatori) debbono affermare la regola della qualità.
I prodotti del Parmense stanno fra mercato e qualità. Quest'ultima dev'essere una linea-guida della nostra economia, altrimenti in una crisi di medio-lungo periodo avremo brutte sorprese. Nel contempo bisogna curare ambiente e sicurezza”.
E poi Ferrari si è chiesto: è possibile pensare a una rimodulazione della Politica agricola comune? Perché certe culture devono sparire? È possibile che della qualità possiamo fare, come “sistema-Parma” e come Italia, un punto di riferimento?”. La risposta è la qualità soprattutto.
“Fra gli obiettivi del commissario europeo Franz Fischler -ha aggiunto il vicePresidente della Provincia di Parma- c'era quello di potenziare la competitività dell'agricoltura, orientandola al mercato e promuovendo insieme qualità e tutela ambientale. Per questo l'augurio -ha concluso Pier Luigi Ferrari- è un ripensamento di certi aspetti della Pac in modo che il sistema-Italia possa rispondere al meglio ai problemi dell'agricoltura. Penso agli zuccherifici ma Parma da sola non può farcela a vincere la battaglia”.
Paolo De Castro ha, a sua volta, detto che “Parma è il cuore pulsante della Food valley italiana. Pulsa con indicatori positivi, che non devono essere messi sotto il tappeto. Non sempre sottolineiamo con sufficiente passione i successi ma solo le difficoltà. Un successo di Parma per esempio è l'assegnazione dell'Authority europea per la sicurezza alimentare. All'indomani della decisione proposi di intestarla al presidente della Provincia Andrea Borri, che intuì che c'erano le condizioni per portare a casa questo successo. E poi Parma ha la Fiera, di cui faccio parte del consiglio d'amministrazione, che costituisce un punto di riferimento nell'agricoltura italiana e non solo. Molti in Europa si stanno rendendo conto che nella globalizzazione c'è bisogno di identità. Il made in Italy alimentare ce l'ha e Cibus è un'occasione per metterla in mostra».
De Castro ha sfatato il mito di un'Europa in cui può sembrare facile imporsi. “L'Europa -ha aggiunto- non è un terreno facile, dove andare e battere i pugni sul tavolo e ottenere qualcosa subito. Non era così negli anni Sessanta, figuriamoci ad esempio nel Consiglio con venticinque ministri dell'agricoltura, due collaboratori per ognuno e la traduzione simultanea per venti lingue”.
Al contrario nell'Unione Europea bisogna trovare la sintesi fra posizioni contrastanti. I Verdi tedeschi e il nuovo commissario all'Agricoltura, la danese Marianne Fisher Boel, considerano l'agricoltura come un settore da usare per la tutela ambientale e del benessere animale mentre gli interessi degli agricoltori non sono considerati al centro: il contrario dell'idea della Francia. Gli inglesi pensano che il settore debba riuscire a stare sul mercato e vorrebbero eliminare i 50 miliardi di euro che ogni anno l'Unione europea stanzia per gli agricoltori. Poi ci sono i nuovi membri Ue, che confidano nel rilancio grazie a questi aiuti”.
“L'alimentare -ha concluso De Castro- è il secondo settore più importante dopo la meccanica e per rimanere in testa l'agroindustria deve puntare tutto sulla qualità”. Questo vale per Parma e per l'Italia intera.
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