Il libro di Roberto De Donno
Le Denominazioni Comunali tra tradizione e mercato
Il manuale Denominazioni Comunali: opportunità di sviluppo territoriale. Identità, Tradizione e Mercato redatto da Roberto De Donno (Edizioni Giuffrè, Collana Economica della L.U.M. “Jean Monnet” di Bari, con Introduzione di Orazio Olivieri), rappresenta nel panorama editoriale italiano un inedito studio riguardo l’utilizzo e la valorizzazione delle produzioni tipiche di un “luogo” come strumento di crescita per un territorio.
Partendo dall’idea originaria dell’enogastronomo Luigi Veronelli, ossia di coniugare la “salvaguardia delle produzioni territoriali” al concetto di “autonomia comunale” attraverso la De.Co., De Donno analizza così da un punto di vista sia giuridico che economico-sociale la nozione di “certificazione De.Co.” e le sue potenzialità di promozione e sviluppo per un’area geografica.
Si tratta di un’indagine accurata con spunti riflessivi di particolare interesse culturale e scientifico, che si accostano all’argomento tenendo sempre presente e rispettando il “valore” reale del prodotto tipico di una città o di un territorio come componente essenziale della storia, del costume e della vita di una comunità locale.
Roberto De Donno conduce il lettore in uno studio appassionato e attento che mette in risalto dapprima l’importanza culturale e storica del patrimonio enogastronomico italiano e successivamente affronta tematiche di ordine giuridico e regolamentare al fine di dirimere la discussione sulla conformità della certificazione De.Co.. In tal senso, l’autore sostiene la soluzione del “marchio collettivo” come strumento collettivo di identificazione da utilizzare per le Denominazioni Comunali, il quale ha come finalità il garantire l’origine, la qualità o la natura di un prodotto.
Inoltre, De Donno nella stesura del manuale non tralascia la discussione sulla tutela giuridica delle produzioni agroalimentari tipiche e di qualità, le questioni inerenti la legittimità della De.Co. alla luce del diritto comunitario, come pure l’analisi sul rapporto fra la De.Co. e la normativa nazionale e comunitaria in materia di marchi e denominazioni di origine. Tali riflessioni offrono una panoramica completa del contesto giuridico in cui si muovono le Denominazioni Comunali.
In più, minuziosamente elenca ed esamina gli aspetti procedurali e regolamentari per l’attuazione della De.Co., tra cui gli strumenti attuativi, le procedure, i documenti di attuazione, la struttura organizzativa (competenze e funzioni), i soggetti interessati, l’iter da seguire e le funzioni da attribuire in ogni fase. Divenendo al contempo anche un’utile “guida” per qualsiasi amministratore comunale che intenda adottare la certificazione De.Co. per i propri prodotti territoriali.
Quindi, siamo di fronte ad un testo che è allo stesso tempo uno studio ma anche un vademecum da cui attingere l’importanza della valorizzazione delle produzioni tipiche locali attraverso la certificazione De.Co., le quali divengono nel breve periodo un vero e proprio strumento di marketing territoriale per il comune d’origine. Infatti, De Donno si sofferma sul concetto di “valorizzazione” del prodotto mediante l’applicazione del marketing, in particolare dimostrando come il prodotto certificato come De.Co. possa divenire un media verso l’esterno, comunicando l’identità di un luogo e l’insieme dei valori umani e culturali della comunità d’origine. In poche parole, il manufatto con certificazione De.Co., secondo De Donno, rappresenta il media attraverso il quale un territorio o una specifica area geografica comunica all’esterno la propria “esistenza”, dando la possibilità soprattutto a quei piccoli comuni spesso inesplorati di ottenere una visibilità finora sconosciuta ed essere riconoscibili oltre i propri confini provinciali e regionali.
Ma l’autore grazie alla sua esperienza va oltre, ovvero propone la certificazione De.Co. all’interno di un vero e proprio progetto di marketing territoriale analizzando parallelamente il ruolo dell’Ente locale all’interno del processo di sviluppo del territorio. Di fatto, De Donno sostiene che affinché le Denominazioni Comunali siano il reale volano della crescita territoriale, bisogna creare una sorta di “sistema De.Co.” e pianificare indirizzi mirati attraverso la creazione di organismi “ad hoc”, vere e proprie agency di sviluppo territoriale, in grado di studiare, organizzare e coordinare l’intero iter processuale legato al marketing territoriale. Creare quindi organismi specifici, in grado non solo di gestire le fasi di attuazione degli indirizzi programmatici ma che siano nel contempo rappresentanti degli interessi socioeconomici e culturali del territorio.
Infine, l’autore espone un’accurata indagine a livello nazionale circa l’adozione della certificazione De.Co. nei singoli comuni italiani. Una desk research che individua i comuni che hanno approvato negli ultimi anni la Denominazione Comunale riconoscendo così ufficialmente i propri prodotti tipici del “luogo”, fornendo così una mappatura dettagliata dell’attuale situazione nazionale che vede quasi 200 comuni d’Italia (di cui più del 50% sotto i cinquemila abitanti) aderenti ed attivi nella certificazione della Denominazione Comunale. In tal senso, De Donno mette in risalto il “caso” della città di Modica, in cui l’Amministrazione comunale siciliana individuando i suoi prodotti con certificazione De.Co. (il cioccolato, la fava “cottoia”, il pane “a forma di spiga” e il formaggio “tumazzo”) ha valorizzato l’intero territorio comunale, organizzando tra l’altro una serie di eventi e manifestazioni che in poco tempo hanno elevato non solo il grado di notorietà della città all’esterno, ma altresì hanno determinato una crescita sostanziale delle vendite degli stessi prodotti, generando un importante sviluppo economico del territorio.
Una crescita che Roberto De Donno definisce “sviluppo endogeno” di un’area geografica, ovvero la capacità di un territorio di trovare nel proprio patrimonio storico-sociale e umano la vera “leva” di sviluppo locale.
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