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AUTHORITY
ALIMENTARE EUROPEA:
CRESCONO
I TIMORI CHE LA SEDE PROVVISORIA DI BRUXELLES DIVENTI DEFINITIVA.
LA
SCELTA DI QUELLA ITALIANA SARA’ A ROMA?
di
Donato Troiano
Al
termine di questo mese di maggio sarà formalizzato il Comitato
scientifico dell’Authority europea per la sicurezza alimentare
(European Food Safety Authority, EFSA), dopo che il 29 aprile
scorso il Consiglio di amministrazione dell’Authority ha ratificato
la lista dei 1024 candidati che hanno partecipato alla selezione.
Inoltre
l’EFSA ha finalmente ottenuto lo sblocco del 50% del bilancio 2003
(oltre 8 milioni di euro), che il Parlamento europeo aveva posto
sotto riserva a condizione della definizione della sede.
Queste
due recenti notizie ci fanno capire che l’Authority procede con
celerità nell’avvio dei propri lavori e delle proprie
strutture tecniche facendo diventare sempre più concreta la
possibilità che la sede provvisoria dell’Agenzia europea per
la sicurezza alimentare fissata a Bruxelles possa diventare
definitiva a scapito di Parma e di Helsinki. E per le legittime
aspettative dell’Italia, e in particolare per Parma, sarebbe una
beffa!
Ma
per Parma si profila una seconda e forse più cocente beffa.
Che una volta sfumata la sede europea anche quella italiana trovi
collocazione altrove.
Ma
procediamo con ordine.
In
tutta Europa l’Italia è rimasta sola, insieme a Portogallo e
Liechtenstein, a non aver ancora stabilito la sede dell’Agenzia
nazionale per la sicurezza alimentare. In corsa per questo “titolo”
ci sono Torino, Verona, Teramo oltre che Parma, nel caso svanisse
l’assegnazione di quella europea. Ma in Italia, a livello
governativo, esiste una certa confusione attorno alla realizzazione
di questa Agenzia nazionale. Recentemente anche il settimanale de “Il
Sole 24 Ore” AGRISOLE si è posto la domanda sul perché
del mancato “decollo” dell’Agenzia nazionale. “Perché
l’Italia –si è interrogato Agrisole- a dispetto del
suo ruolo fondamentale nella produzione agroalimentare europea, è
in così grave ritardo rispetto all’organizzazione di un ente
di interfaccia con l’Authority europea?”.
Questi
i problemi sul tappeto. Dopo che è stato rifiutato per
impraticabilità, da parte del Comitato promotore di Parma, lo
“sdoppiamento” della sede europea, a Helsinki per la sicurezza e
a Parma per la qualità, lo scenario che si prospetta ora è
che la sede europea rimanga definitivamente a Bruxelles e quella
italiana venga assegnata a……..Roma.
Le
intenzioni del Governo italiano infatti, spiegate in una intervista
delle settimane scorse anche a INFORMACIBO dal professore Giorgio
Calabrese , è quella di istituire presso la presidenza del
Consiglio dei ministri, una Commissione interministeriale –Sanità,
Industria, Politiche agricole e forestali, Funzione pubblica,
Politiche comunitarie- per la sicurezza alimentare. Questo vuol dire
che cambiano i connotati dell’Agenzia e la sede centrale trova
collozione a Roma.
A
rafforzare questa linea c’e’ da dire che tra il marzo e il
dicembre scorso si sono succedute ben quattro iniziative parlamentari
volte tutte a istituire un’Autorità centrale di
coordinamento per la sicurezza alimentare. Tutte scelte che vanno
contro le richieste di Parma, Torino, Verona e Teramo.
Da
ultimo è stato persino proposto, e sembra che a questa
proposta fosse contrario anche il ministro delle Politiche agricole
Alemanno, di affidare le ricerche scientifiche sulla sicurezza
alimentare addirittura al Corpo Forestale dello Stato.
Per
tutti questi motivi noi pensiamo che si debba al più presto
fare chiarezza, perché altrimenti mentre gli altri stati
europei da tempo hanno organizzato organismi per l’analisi, la
gestione e la comunicazione dei rischi che possono interessare
alimenti e mangimi, ("organismi –come scrive Il Sole 24 Ore-
di eccellenza scientifica, indipendenti, operanti in raccordo con le
amminsitrazioni, i centri di ricerca, le organizzazioni di
produttori, distributori, consumatori”) l’Italia non sia nemmeno
in grado di partecipare alla costruzione di un sistema comune di
garanzia della sicurezza alimentare. Una vera iattura per i
consumatori. Che va al di là della mancata scelta, pur grave,
di Parma a sede dell’Agenzia alimentare.
Ci
auguriamo di saperne di più dopo il vertice di Salonicco
fissato per il 19 e il 20 giugno prossimo.
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