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L'Expo 2015 Atto II, scatta il totonomine
Al via la partita delle nomine della Società Expo che gestirà l'evento. Le indiscrezioni parlano di Stefano Parisi, Carlo Buora e Claudio Artusi, Ad di Fiera Milano. I primi nomi delle commissioni
di Donato Troiano
Milano 8 aprile 2008. Dopo l'assegnazione a Parigi e i festeggiamenti a Milano (domenica scorsa in Corso Buenos Aires festa in stile New York) è partita la “fase due” dell'Expo che si svolgerà a Milano nel 2015.
Ancora sette anni per preparare un evento che dovrà portare benefici a Milano ma anche a tutto il Paese.
Milano e Italia sull'Expo sono una cosa sola, è stato detto da molti, ma proprio per questo bisogna partire da subito e parlare non solo in termini di metri quadri e di metri cubi ma guardare agli esempi positivi delle Olimpiadi a Barcellona, gli esempi di Valencia e, in casa nostra, le Olimpiadi invernali di Torino, per mettere in piedi un grande evento che pensi al futuro.
Anche se agli allarmismi di Adriano Celentano (a cui ha dato manforte l'architetto Renzo Piano), che ha paventato per l'Expo “una colata di cemento”, ha risposto prontamente il Sindaco di Milano Letizia Moratti: “Prima legga i progetti e poi parli, anzi, meglio che canti” e poi, noblesse oblige, gli ha ricordato che testimonial di Milano è stato Al Gore, premiato con il Nobel per il suo impegno ambientale, nondimeno però vale la pena segnalare l'ammonimento di Ermanno Olmi: “L'Expo è una grande opportunità a patto che non si dia spazio agli opportunismi”.
Questo perché d'ora in poi le scelte devono essere molto oculate per garantire la qualità degli interventi, la loro sostenibilità ambientale e per dirla con Carlin Petrini che si coniughino tre questioni: il riconoscimento del valore del cibo dell'economia rurale; il diritto alla sovranità alimentare dei popoli e il sostegno alla produzione sostenibile. Tutti aspetti che dovranno avere un confronto diretto con le iniziative in tutta Italia sui temi dell'agroalimentare.
Ma anche gli aspetti organizzativi della fase due sono già in atto.
Il giorno dopo l'assegnazione a Parigi, il Comitato di candidatura Milano Expo 2015 ha cambiato nome, trasformandosi in Comitato di pianificazione. A dirigerlo è stata scelta colei che è stata la vera artefice di questo successo, il sindaco di Milano, Letizia Moratti.
Paolo Glisenti, ex segretario generale del Comitato promotore per l'Expo è stato nominato segretario esecutivo del comitato Expo.
Il Comitato che verrà nominato nei prossimi giorni, resterà in carica tre mesi e poi, a fine giugno, annuncerà scelte fondamentali per il grande evento, cioè i dossier tecnici, i budget e la progettazione complessiva.
E' già cominciato il totonomine.
Fabio Tamburini, direttore dell'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor in un commento sul Sole 24 Ore del 5 aprile ha citato alcuni nomi di quelli che probabilmente andranno a formare la ristretta squadra organizzativa di un appuntamento destinato ad essere ricordato a lungo. A formare l'organismo di vertice dell'Expo, (una “Fondazione”, una “Società per azioni” o un “Ente senza fini di lucro”? , la formula organizzativa, società unica oppure una holding, è ancora da definire), tra i nomi più segnalati, secondo Tamburini, spicca quello i Stefano Parisi, attualmente amministratore delegato di Fastweb ed ex city manager del Comune di Milano all'epoca in cui Sindaco era Gabriele Albertini. “Letizia Moratti -scrive Tamburini- lo considera l'uomo giusto al posto giusto”. Ma altre candidature non mancano. Per esempio quelle di Carlo Buora, ex vicepresidente esecutivo di Telecom, e Flavio Cattaneo, ex-direttore generale della RAI e amministratore delegato di Terna.
“La partita delle nomine -scrive Tamburini- viene seguita con straordinaria partecipazione dalla compagnia delle Opere e, in particolare, dalla parte più attenta alle occasioni offerte dal mondo degli affari”. Il riferimento naturale è all`amministratore delegato di Fiera Milano, Claudio Artusi, “ma la sua candidatura -scrive Tamburini- ha come principale ostacolo l'andamento deludente della società da quando è stato nominato, nell'ottobre 2006, Ad di Fira Milano”.
Da non dimenticare però che proprio all'indomani dell'assegnazione a Milano dell'Esposizione Universale 2015 Artusi ha presentato ufficialmente l'intesa tra la Fiera di Milano e la Deutsche Messe di Hannover, le due maggiori protagoniste del settore espositivo europeo. E nell'occasione Ernest Raue, membro del consiglio di gestione della Deutsche Messe, ha ricordato che ad Hannover si è svolta nel 2000 l'ultima e non felice Expo in terra tedesca. “Abbiamo all'interno di Deutsche Messe due persone che hanno contribuito all'organizzazione dell'Expo di Hannover e offriremo la loro collaborazione a Milano -ha detto Raue- così che a Milano non si ripetano gli stessi errori che abbiamo compiuto noi in Germania”.
Totonomine anche per i Comitati fiancheggiatori.
Qui si parla di nomine bipartisan: da Riccardo Muti a Umberto Veronesi, da Giorgio Armani a Luca Ronconi, da Vittorio Sgarbi a Natalia Aspesi, i giornalisti Paolo Mieli, Beppe Severgnini e Ferrucio de Bortoli e nel mondo gastronomico. Gli chef Gualtiero Marchesi e Carlo Cracco, la scrittrice Roberta Schira e il critico Paolo Massobrio.
Milano seguirà inoltre con attenzione il prossimo Expo che si terrà nel giugno prossimo a Saragozza in terra di Spagna e proprio su questo aspetto Glisenti ha dichiarato all'agenzia Adnkronos: “Andremo a Saragozza per vedere come si comportano e l'esperienza ci servirà come esempio delle cose che funzionano e che possono essere fatte anche da noi o per introdurre eventuali correttivi”.
Per l'Expo 2015 il tricolore dell'enoturismo-gastronomico si deve mettere in rete da subito: la parola a Formigoni, D'Alema, De Castro, al direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani e al presidente delle Strade dei Sapori dell'Emilia Romagna Mario Schianchi
(dt)
Milano 7 aprile 2008. Una rete di alleanze tra Milano, le città e le Regioni d'Italia per l'Expo 2015. A lanciare l'idea è stato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Che così spiega il progetto: “In vista dell'Esposizione Universale dobbiamo stringere i nodi delle reti di cui Milano e la Lombardia sono protagonisti. L'abbiamo fatto a livello internazionale, adesso ci vuole un lavoro analogo a livello nazionale”. (QN 5 aprile 2008).
Passare dalle infrastrutture materiali a quelle immateriali. Proprio perché Milano e l'Italia sull'Expo sono una cosa sola è necessario, aggiungiamo noi, una rete tricolore anche sul versante dell'enogastronomia.
In un'intervista rilasciata a “L'Unità” del 2 aprile il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha dichiarato: “Non bisogna fare dell'Expo solo l'occasione per valorizzare aree e costruire padiglioni. Bisognerà fare dell'Expo un evento nazionale”. E poi, in sintonia con la scelta del tema alimentare dell'Expo milanese, il ministro degli Esteri ha lanciato la proposta di coinvolgere tutte le Regioni italiane all'evento: “in coincidenza con l'Expo sulla nutrizione -ha detto D'Alema nell'intervista a Ninni Andriolo- noi, per esempio, potremmo organizzare un percorso eno-gastronomico dell'Italia. Dobbiamo fare diventare questo evento una grande occasione per il Paese”.
Avvicinato da INformaCIBO nella giornata inaugurale di Vinitaly, il ministro alle Politiche agricole e alimentare, Paolo De Castro, concorda con D'Alema. “Dobbiamo continuare a fare squadra valorizzando l'enogastronomia anche durante i sei mesi dell'Expo -ci ha detto il ministro De Castro-. Dobbiamo valorizzare i nostri prodotti che, grazie al lavoro delle nostre aziende, sono sempre di più all'attenzione del turista e del consumatore. La grande appetibilità del made in Italy deve giocare un ruolo importante -ha concluso De Castro- durante l'Esposizione Universale in tutte le regioni d'Italia”.
Dello stesso parere è anche il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani che a INformaCIBO dice in maniera colorita: “dobbiamo “saltarci” addosso subito perché l'Expo è una grande opportunità per tutto il mondo dell'agroalimentare”.
Anche per il presidente delle Strade dei Sapori dell'Emilia Romagna, Mario Schianchi, è importante il coinvolgimento dell'Italia enogastronomia all'Expo. “Dobbiamo studiare delle grandi iniziative -dice Schianchi- per costruire attorno alle Strade dei vini e dei Sapori eventi di grande spessore”.
La proposta della rete tra le Regioni avanzata da Formigoni e quella di D'Alema sui percorsi eno-gastronomici vede l'appoggio anche di INformaCIBO.
Partire da qui per un lavoro che coinvolga da subito le migliori intelligenze e i tanti saperi di questo settore.
E come per il Comitato che ha conquistato l'Expo, che vedeva la presenza di esperti del calibro di Carlin Petrini e Paolo Massobrio, anche i nuovi organismi devono vedere al loro interno studiosi e esperti capaci di mettere a punto un programma di vasto respiro sui temi dell'alimentazione, del turismo e dell'eno-gastronomia in ogni regione.
La rete delle città pro-Expo.
Alcune città già si stanno muovendo. Per prima è partita la città di Torino: il Comune di Torino con il Sindaco Sergio Chiamparino ha firmato con Letizia Moratti un accordo di sostegno al progetto Expo e di impegni comuni (nel 2011 a torino si terrà l'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia). Parma ha siglato con Letizia Moratti un protocollo di intesa tra Comune di Parma e Comune di Milano. Piacenza e Foggia hanno già avanzato una proposta di colloborazione. Il sindaco di Bergamo, Roberto Bruni, ha proposto la nascita di un Comitato bergamasco per l'Expo “con l'obiettivo di riunire e coordinare le istituzioni, ma anche le forze economiche e sociali” verso lo sviluppo e la promozione del sistema turistico ed enogastronomico orobico”.
INformaCIBO seguirà con attenzione gli sviluppi di queste proposte, con particolare attenzione ai temi dell'alimentazione e dell'agroalimentare, affinché, parafrasando Ermanno Olmi, questa grande opportunità non si trasformi nel trionfo degli.
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