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Milano con il menu De.Co di
Palazzo Marino punta all'Expo 2015 e trova alleata Parma. Il congresso mondiale del World Processing Tomato Council del 2010 a Parma?
Milano 6 dicembre 2007. La Michetta diventa a Denominazione Comunale (DE.CO) e Parma mette in piazza i suoi legami con la cooperazione internazionale e mostra i suoi gioielli di capitale della Food valley italiana per appoggiare Milano.
L'obiettivo è unico: rafforzare la candidatura di Milano a capitale del food mondiale, soprattutto in vista dell'Expo 2015 , il cui tema è proprio l'alimentazione.
Intanto ieri sera, - proprio mentre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri in visita a Milano, dichiarava: “auguro a Milano di ospitare l'Expo. La cooperazione interistituzionale, dal Comune di Milano al Governo, si è rivelata decisiva”-, presso la “Casa del Pane” nell'ex Casello del Dazio restaurato impeccabilmenmente dall'Associazione dei Panificatori di Milano, nell'ambito della manifestazione “Pane & Amici”, l'assessore comunale alle attività produttive e agricoltura, Tiziana Maiolo, ha annunciato che è pronta la delibera per il riconoscimento della “De.Co.” (Denominazione Comunale) ai piatti e ai prodotti gastronomici tradizionali milanesi.
Cinque sono le prime bandiere assegnate ai prodotti Deco, un primo, due secondi, un dolce e un pane simbolo di Milano.
Nell'ordine: “risotto alla milanese”, “ossobuco”, “cassoeula”, “panettone” e la celebre “michetta”, che quasi non esiste più.
Una serie di bontà meneghine che avranno, d'ora in poi, il marchio ideato da Luigi Veronelli. De.Co.
Tutte scelte pro-Expo.
Poi, sempre ieri, mentre Milano incassava l'appoggio della Spagna e della Grecia, due dei 140 Paesi che voteranno il prossimo anno per scegliere la sede dell'Expo, il sindaco di Milano, Letizia Moratti ha firmato a Parma un accordo con il Comune, sede dell'Authority europea per la sicurezza alimentare, per sancire la collaborazione tra le due città in una serie di iniziative congiunte nella speranza che il percorso in chiave Expo 2015 non venga interrotto a marzo 2008 in caso di bocciatura del capoluogo lombardo a favore di Smirne.
Ma Parma ha altri assi nella manica per convincere i membri del Bei a votare Milano. Proprio da poche settimane, dopo la nascita di Europass (un ufficio per lo sviluppo delle attività del territorio collegato all'Efsa e presieduto dal presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli), è operativo il Consorzio italiano per la Ricerca sulla qualità e la sicurezza degli alimenti, un organismo promosso da ben quattro ministeri con sede presso la Provincia di Parma.
Inoltre è di questi giorni la nascita di “Foire agricole”: un grande Centro per l'agroalimentare in Marocco targato Parma. Tutte iniziative che dimostrano la grande vitalità di questa città emiliana per la cooperazione e la qualità alimentare.
Ultimo asso nella manica, ad ulteriore testimonianza dei caratteri peculiari di Parma nel settore dell'agro-alimentare, è l'annuncio di Pier Luigi Ferrari, presidente dell'Associazione del Distretto del Pomodoro da industria e vicepresidente della Provincia di Parma, della candidatura di Parma per avere in città il congresso mondiale del World Processing Tomato Council nel 2010. E il legame di Parma con il pomodoro è di lunga data.
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