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Il centenario della “Premiata
(Distilleria Liquori G. Fabbri “)
Nicola, Andrea, Umberto e Paolo, pronipoti
di Gennaro Fabbri , che nel 1905 pose le basi dell’odierno colosso mondiale
della pasticceria, vanno avanti con l’ articolato programma di iniziative
internazionali per festeggiare il centenario dell’ azienda
di
Luciano Ferrari
Quando
ancora la nonna filava, prima del 1900, la grande cucina-sala da pranzo delle
case italiane, soprattutto quelle di campagna, regno incontrastato della regiura,
o arsdora secondo le regioni,
recava in una dispensa a vetri in bella vista o sul ripiano di altri mobili una
collezione di recipienti o contenitori di varia forma e contenuto. Era
costituita da bottiglie, fiaschette, anfore, vasi, con etichetta a stampa o scritte a mano nella bella calligrafia in corsivo che allora
s’insegnava nelle scuole elementari anche ai figli dei villici.
Quei recipienti contenevano per la cuoca
preziosi ingredienti di cucina ed erano un segno se non un simbolo incontestabile della potestà della padrona
di casa, anche se il loro contenuto era
spesso oggetto del desiderio dei maschi.
Il perché della cupidigia maschile? Le
etichette recavano la scritta Marsala
Ingham o Whoodhouse poi Florio, oppure
Porto, Xeres, Anice Varnelli, preziosi sapori per le scaloppine o anche
per dolci, poi l’immancabile
bottiglietta di aceto balsamico tradizionale di Modena e, sia pure meno
frequentemente , anche il nocino casalingo, anch’esso ad usum coquinarium. o
digestivo,
La svolta del 1905
Sempre in bella vista in cucinao in
anticamera figuravano policrome scatole con gli amaretti e altri
vasi con gli sciroppi. Questo fino al
giro di boa del secolo ventesimo, quando le nonne non filavano più tanto e le
massaie invece continuavano a unire l’utile al dilettevole arricchendo ulteriormente a fini di utilizzo in cucina
ma anche decorativi l’esposizione domestica di bottiglie, vasi e scatole.
Il colpo d’ala nello stile e nell’eleganza
di questi contenitori da cucina e da salotto venne però a partire dal 1905,
anni in cui un intraprendente romagnolo, Gennaro Fabbri, entrò nel
settore della distillazione
distinguendosi presto sia per i suoi innovativi prodotti sia per la scelta dei
contenitori.
Citiamo fra tutte le sue creazioni di
successo la Amarene Fabbri,vendute nel
famoso vaso in ceramica faentina decorata in
bianco- azzurro. Fu così che ad un
decennio dalla Prima Grande
Guerra mondiale del ‘15-’18 nelle case
della Penisola fece il suo trionfale ingresso il vaso delle amarene di
Vignola, i cui antichi esemplari sono
oggetto di collezionismo, e che sin dall’inizio si dimostrò un riuscito veicolo di promozione
d’immagine aziendale oltre che di incentivazione diretta delle vendite.
All’opposto del mitologico vaso di Pandora
pieno di infausti eventi, quel contenitore ha portato notorietà e fortuna alla
Fabbri. Fu una delle prime riuscite scelte , molte delle quali avveniristiche,
di Gennaro Fabbri, eccezionale imprenditore sul quale, dopo questo lungo prologo tra storia e cronaca, è giunto il
momento di accendere le luci della ribalta.
La Premiata Distilleria
Gennaro
nasce in un gelido giorno del gennaio 1860 nel Ferrarese, e deve il proprio
nome di battesimo non a discendenze partenopee
bensì al nome del mese in cui è
venuto alla luce. Da giovane fa molte
esperienze di lavoro mettendosi presto
in luce per intraprendenza , ottimismo, energia e soprattutto idee. L’occasione
buona per mettersi in proprio gli si presenta però soltanto nel 1905 quando ha
già 45 anni.
Si tratta di un piccola drogheria in
Portomaggiore , vicino a Bologna. L’esercizio , con annessa tinaia , è in
svendita ma Gennaro non ha i soldi
sufficienti. In aiuto gli viene il fratello maggiore che lo finanzia sotto
forma di un prestito di 3000 lirette anno 2005, un bel gruzzolo allora e che Gennaro riesce a restituire in poco
tempo.
Con le 3000 lire trasforma l’ex drogheria
in un una sede di produzione e vendita
sulla quale inalbera sin
dall’inizio dell’attività la seguente ’orgogliosa insegna d’esercizio: “Premiata Distilleria LiquoriG.Fabbri”
Non immagina certo che il suo esordio è soltanto l’inizio di un’avventura
imprenditoriale che crescerò al di là delle più ottimistiche previsioni e che si espande tuttora. Una
crescita che in un secolo ha portato
fabbriche e sedi anche in altri continenti , dando vita ad una holding
familiare che distribuisce i suoi prodotti in oltre 70 nazioni di tutto il
mondo e che ha fatto dei figli, nipoti e pronipoti , tutti coinvolti nella
”premiata distilleria “altrettanti leader
della moderna imprenditoria internazionale.
Qual è stato il segreto o l’intuizione che
ha prodotto dapprima il successo e poi la positiva esplosione aziendale? Sin
dagli esordi Gennaro Fabbri sa chiaramente che il mondo della distillazione e
dintorni è difficile e che non è sufficiente produrre meglio degli altri, bensì
è indispensabile sfornare nuove idee e
prodotti innovativi, ampliarne la penetrazione sul mercato e la diffusione tra
i consumatori con ogni mezzo e dovunque .
Intuito innovativo
Ai suoi tempi non esistevano i master di
specializzazione settoriale, le teorie del marketing, i briefing aziendali e i
moderni media che bombardano
famiglie e singoli individui di tambureggianti messaggi e tantomeno le nicchie di mercato. Ma
Gennaro era uno stratega ante littera delle più avanzate teorie e tecniche
aziendali, e senza averle apprese on the desk.( negli atenei ) le ha
applicate con strepitoso e crescente successo on the field , sul campo
di battaglia delle strategie produttive
e di mercato.
Ecco qualche esempio delle sue riuscite
intuizioni e scelte. Esordisce lanciando i suoi primi prodotti con un occhio
all’orientamento politico prevalente dell’Emilia Romagna e un altro al
sentimento patriottico nazionale.
Un primo
esempio é il lancio del distillato ”Primo Maggio”, che in etichetta
esibisce due lavoratori con tanto di
falce e martello, allora simbolo del socialismo emiliano prima che
venisse avocato dal comunismo a seguito della storica scissione delle sinistre
italiane.
L’Altro è
“L’Amaro Carducci”, in omaggio al poeta dell’unità nazionale insignito nel 1906
del Nobel per la letteratura, un liquore che
in etichetta reca la figura di un leone, la fiera tanto cara al grande
letterato.
E’ soltanto l’inizio del successo, che si
duplica per la “Premiata Distilleria
Fabbri “ con
Il classico
“Brandy Gran Senior”. Poi in azienda nascono altri prodotti innovativi: il liquore alle amarene in vaso(quello
dell’inconfondibile ceramica bianc’azzurra ),poi gli sciroppi, le granatine che
invadono le case degli Italiani, in città e
soprattutto , nelle campagne.
Ben presto nel catalogo e nel mirino dei
Fabbri i prodotti semilavorati per la grande pasticceria prendono il
sopravvento su quelli già pronti per il consumo famliare. Il successo
impone al fondatore di ampliare l’area di vendita oltre i confini
regionali fino a quelli nazionali. Pertanto coinvolge maggiormente nelle
attività e responsabilità aziendali i due figli Aldo e Romeo (la
prima delle quattro generazioni di successori), che al ritiro del fondatore entreranno anche col proprio nome nella
ragione sociale modificata dal
1933 nella nuova denominazione di “Ditta
G.Fabbri di Aldo e Romeo Fabbri”)
Ecco quindi che Gennaro Fabbri mette in
pratica un’altra delle sue idee originali: portare il verbo Fabbri in tutta
l’Italia , cioè attuare la promozione diretta dei suoi prodotti, la cui gamma
si è ampliata enormemente e con successo direttamente, in ogni angolo della
Penisola.In che modo? Quali alfieri Fabbri ha in mente di spedire in trasferta?
Le Auto Bell’Epoque
Gennaro acquista due costose
autovetture-mito .una ’Isotta Fraschini(l’auto delle dive e degli snob
da Belle Epoque) e una Itala ( la vettura del raid Parigi
Pechino). e ne fa coprire le fiancate della
carrozzeria di insegne e slogan aziendali ). Quindi piazza al volante i due
figli e li
spedisce a girare tutta la Penisola, sia per reperire nuovi agenti di vendita sia per fare promozione diretta tra la
popolazione delle grandi città e dei centri minori, a quei tempi più facilmente
accessibili di oggi anche nel centro urbano perché attraversati dalle strade statali e non isolati dalle
circonvallazioni.
Di successo in successo, la ex-drogheria
divenuta grande distilleria richiede più spazio s’impone il suo trasferimento a
Borgo Panigale, che a quei tempi era ancora un sito suburbano, mentre oggi è
parte integrante della capitale felsinea e tuttora ospita il quartiere generale
della Fabbri.
La ricetta della moglie
Nel frattempo il catalogo aziendale s’arricchisce
di molti altri prodotti, alcuni originali. sciroppi, oltre alle famose amarene,
la cui ricetta era stata creata sempre in famiglia, su ricetta di Rachele Buriani, moglie del titolare
Gennaro. Tra le novità aziendali entrano succhi di frutta : arancio, ciliegie,
lamponi, poi confetture, varie
marmellate, granatine.
Un’altra coraggiosa svolta di quegli anni
in Fabbri, tale da lanciarla alla conquista del mercati internazionali, è stata
la produzione dei cremolati, , nicchia di mercato in cui la casa
bolognese è tuttora leader indiscusso.
Da quel giorno la Fabbri è é divenuta il
maggior fornitore di semipreparati , appunto i cosiddetti cremolati per la
produzione artigianale di pasticcieria, dolci vari, torte e gelati.. Il suo cliente maggiore quindi
non più il singolo consumatore , bensì
l’esercito dei pasticcieri e gelatai impegnati nella confezione
artigianale di dolciumi d’ogni genere.
Per questo settore Fabbri ha creato di
tutto e di più, anche la didattica, fondando nel 1996 a Bologna “La Spiga”,
istituto permanente internazionale di gelateria e pasticceria che sforna ogni
anno centinaia di professionisti. Un’altra scuola gemella Fabbri ha avviato nel
suo stabilimento argentino, con sede in Buenos Aires.
Prima di concludere questa sintetica
carrellata su nascita,sviluppo e successi Fabbri, qualche altro spunto e alcuni
dati.
La sua sede produttiva maggiore è oggi ad
Anzola Emilia (30 mila metri quadrati, cui fa da guardia e a richiamo un
gigantesco vaso classico bianco-azzurro
da Amarene Fabbri alto almeno 5 metri. Ad Anzola lavorano 250 dipendenti, impegnati in una gamma di 1.200 prodotti
destinati al canale gelateria-pasticceria.
Altre sedi
produttive o commerciali Fabbri, oltre a quella in Argentina operano in Brasile , e Germania.Il dolce Italian-style
ha conquistato 70 nazioni in tutto il mondo, dove l’azienda ha contribuito
anch’essa a sfatare la ingiusta nomea
che la nostra Penisola ospitasse soltanto un popolo di mandolinisti.
Ha fatto invece sapere che vi nascono imprenditori come
Gennaro Fabbri che, con un piccolo prestito familiare ma grande intuito e molte
idee innovative , sono diventati nel loro settore i primi della classe.
E’ quindi giusto ed encomiabile che la quinta generazione
dei Fabbri :Andrea,Nicola, Paolo e Umberto, cioè l’attuale vertice
aziendale,abbia lanciato una grande campagna per ricordare urbi et orbi il centenario della “Premiata
(Distilleria Liquori G.Fabbri “) e
onorare degnamente il suo fondatore, nonno Gennaro.
……..
Per informazioni: www.fabbri1905.com
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