|
|
Riccardo
Ricci Curbastro riconfermato all’unanimità Presidente della
Federdoc
Nella
squadra Giuseppe Liberatore vice – presidente e i nomi più
noti del mondo del vino
Continua
l’impegno per tutelare il vino a Denominazione di Origine e
certificarne la tracciabilità
Roma,
14 luglio 2004. – Riconfermato
all’unanimità Riccardo Ricci Curbastro alla
Presidenza e Giuseppe Liberatore alla Vice-presidenza
della Federdoc, la Confederazione nazionale dei Consorzi volontari
per la Tutela delle Denominazioni dei Vini italiani, a far parte
della squadra del Presidente i nomi più rappresentativi del
mondo del vino. Infatti l’Assemblea dei soci della Federdoc che
vede riuniti l’80% dei Consorzi italiani, ha nominato il consiglio
di amministrazione per il triennio 2004-2007. <La
rielezione per il terzo mandato a Presidente della Federdoc, afferma
soddisfatto Ricci Curbastro, mi onora e mi conforta
perché sta a dimostrare che negli anni con il Consiglio
abbiamo lavorato bene raggiungendo importanti successi. Un numero per
tutti, continua Ricci Curbastro, risultano certificate
dal Piano dei Controlli circa 90 milioni di bottiglie di vini a
D.O. E’ stato impegnativo confrontarsi con il Ministero, ma ad oggi
sono ben 24 i Consorzi di Tutela già autorizzati che stanno
svolgendo l’attività prevista dal Piano dei Controlli, 5
sono in corso di autorizzazione, tutelando ben 53 denominazioni di
Origine pari a circa il 45% della produzione D.O.>.
Un
risultato importante per il Presidente e il suo consiglio
considerando che il Piano dei Controlli, un insieme di verifiche
effettuate sui soci e non soci del Consorzio, coinvolge tutti gli
utilizzatori e tutta la filiera di produzione dei vini a D.O. e
quando sarà giunto a regime, permetterà di conoscere
l’effettiva consistenza della superficie vitata di ogni
Denominazione, di avere in tempo reale il catasto viticolo dei VQPRD
italiani, di conoscere l’uva e il vino prodotto e le conseguenti
bottiglie realizzate di ogni vino a Denominazione di Origine, nonché
di rendere rintracciabile ogni singola bottiglia.
Sarà
quindi possibile, partendo dal numero identificativo o lotto presente
sulla bottiglia, risalire all’imbottigliatore, alla data di
imbottigliamento, alla partita imbottigliata, alla composizione
chimico-fisica del vino ed in alcuni casi al vigneto che ha prodotto
l’uva. <Federdoc nel corso degli anni, afferma il
vicepresidente Giuseppe Liberatore, si è dedicata
parallelamente alla sua attività istituzionale, alla
realizzazione di progetti di educazione, informazione, e
valorizzazione dei Vini a D.O. italiani in collaborazione con il
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e con la Comunità
Europea. L’obiettivo di questi progetti, continua Liberatore, è
di diffondere la conoscenza e la certificazione dei processi
produttivi dei vini a D.O. italiani, le loro peculiarità e il
legame con il territorio presso i diversi target di riferimento
creando delle certezze di tutela per il consumatore>.
<Per
il futuro, afferma Ricci Curbastro, continueranno le
attività di promozione mentre un grosso impegno sarà
profumo insieme a tutta la filiera e al Mipaf nella formulazione
della nuova legge per le denominazioni>.
Membri
eletti nelle sezioni territoriali
Elio
Assirelli, Ezio Plissetti, Patrizia Barreri, Giovanni Minetti,
Riccardo Ricci Furbastro, Vittorio Ruffinazzi, Giancarlo Vettorello,
Giulio Liut, Arturo Stecchetti, Luciano Piona, Paolo Bianchi, Renzo
Santi, Lauro Coronati, Giuseppe Liberatore, Stefano Campatelli, Luca
Giannozzi, Andrea Muzi, Maurizio Tamburrano, Francesco Liantonio,
Francesco Siciliano, Marco Rabino, Silvio Ottonelli, Alberto
Mazzoni, Patrizia Montone.
|
|
|