In archivio la Bit della ripresa: il mondo del turismo

guarda con più fiducia al futuro

 

Enrico Pazzali: “questo è il terzo segnale forte di ripresa,

dopo i saloni Macef e Made"

 

Enrico Pazzali (foto INformaCIBO)Milano 22 febbraio 2010. Dopo quattro giorni di visite da parte di decine di migliaia di operatori turistici e viaggiatori, la Bit della trentesima edizione chiude i battenti registrando un incremento del 6% negli ingressi rispetto alla scorsa edizione e il mondo del turismo da oggi guarda con più fiducia al 2010.

 

“La Borsa del Turismo di quest'anno -dice ad INformaCIBO Enrico Pazzali, amministratore delegato di Fiera Milano- si è chiusa con successo e i viaggi a carattere religioso, sportivi e culturali sono quelli che vanno per la maggiore. Ciò che spinge a partire, nonostanjte la crisi, sono le emozioni e la voglia di viaggi personalizzati”.


"Dall'inizio dell'anno -sottolinea con soddisfazione Pazzali - questo è il terzo segnale forte di ripresa, dopo i saloni Macef e Made".


Oltre cinquemila realtà messe in mostra tra i padiglioni di Rho-Pero, 130 Paesi presenti e un continuo via vai di presentazioni, incontri e strette di mano tra gli stand hanno animato la rassegna, arrivata quest'anno al suo trentesimo anno di vita. "Le trattative tra buyer e seller del comparto turistico effettuate in questi giorni - spiega Pazzali - sono andate molto bene, soprattutto per quanto riguarda il prodotto Italia, e questo fa ben sperare, sia per il settore sia, più in generale, per il Pil" (il comparto turistico vale il 10% del prodotto interno lordo italiano, ndr).


"Quest'anno - prosegue Pazzali - abbiamo anche ricevuto con piacere la visita di monsignor Antonio Maria Vegliò, che è il ministro del Turismo del Vaticano. Speriamo l'anno prossimo di poter avere in fiera anche lo Stato pontificio". Note positive, infine, anche dall'evento promozionale sull'Expo 2015, che nei giorni della Fiera ha fatto incontrare i vertici della società organizzatrice, con il suo ad Lucio Stanca, e 800 buyer arrivati da tutto il mondo.

 

"La presentazione - spiega Pazzali - ha suscitato grande interesse nei buyer, con i quali contiamo di proseguire il confronto l'anno prossimo, per proporre l'Expo nel mondo".


Nei prossimi giorni pubblicheremo ampi servizi sulla Bit.


Il commento 

Parte la Bit 2010, a Milano dal 18 al 21 febbraio

 Al turismo manca una strategia unitaria

 

 

Milano 15 febbraio 2010. Al via nel fine settimana, dal 18 al 21 febbraio, la 30° edizione di BIT 2010: una straordinaria occasione per scoprire tutte le interessantissime novità che riguardano il settore del turismo e dei viaggi.

 

Ma quest'anno la domanda che tutti si porranno è se il business della vacanza risentirà della crisi economica e se, finalmente, il turismo diventa in Italia una cosa seria e si doti di una strategia unitaria oppure continua ad andare in ordine sparso.

 

Quello che è chiaro a tutti è che non possiamo continuare a vivere di rendita.

 

Il turismo purtroppo è stato sempre considerato un fenomeno di cronaca e di costume, mai un settore economico. Tanto che il nostro Paese era al primo posto per arrivi turistici negli anni Settanta ed ora è sceso al quinto posto. Non possiamo continuare a farci del male in un settore che dà lavoro a 2 milioni di persone e produce un giro d'affari per circa 164 miliardi di euro.


Recentemente Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, intervenendo alla giornata sul turismo organizzata da Federturismo-Confindustria ha detto che che non è una chimera che il turismo passi dal 10% al 20% del pil entro la fine della legislatura e che "come Confindustria abbiamo una visione di medio termine sul turismo e possiamo presentare noi un nostro piano con le cose da fare alla politica e al governo".


Anche tutti i rappresentanti del governo presenti dal ministro del Turismo Vittoria Brambilla a quello del Welfare, Maurizio Sacconi e al vice ministro all`Economia, Giuseppe Vegas si sono detti d'accordo.

D'accordo a parole però. Perchè manca ancora una strategia complessiva per il turismo. Il turismo non c'è quando si parla di politica industriale e quando si parla di sostegno (le aliquote Iva degli alberghi in Italia sono al 10%, in Grecia al 9%, in Spagna e in Germania al 7%, in Francia al 5,5% e in Portogallo al 5%).

 

Il turismo non è presente nemmeno in questa campagna elettorale, nonostante la competenza del turismo sia in mano alle regioni. E manca anche una strategia per il turismo in vista dell'Expo 2015 di Milano.

Anche noi concordiamo con l'auspicio della Confindustria: “la politica torni al turismo”.

E la Bit potrà cominciare ad essere la platea giusta per impegni concreti?. Vedremo.

 

 

 

 

 

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