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Cent’anni
di Pellegrino Artusi: l’unificatore dell’Italia a tavola
(1911-2011)
Firenze
e Forlimpopoli (Fc) celebrano il padre della cucina
italiana
Mercoledì
30 marzo (giorno della morte) a Palazzo Vecchio l’apertura
ufficiale del Centenario a Firenze Venerdì 1 aprile (giorno di
arrivo del telegramma) a Casa Artusi l’avvio delle celebrazioni
a Forlimpopoli
Forlimpopoli,
28 marzo 2011.
Si apre il sipario sul Centenario di Pellegrino Artusi.
Dopo l’antipasto con “Auguri Italia da Pellegrino Artusi” -
celebrato in oltre 30 città italiane, 1.800 Km da Sciacca a Bormio,
unite dai menù de La Scienza in cucina - ora è la volta dei
festeggiamenti ufficiali al padre del “Risorgimento gastronomico
italiano”. L’anno artusiano parte il 30 marzo (giorno della
morte) e animerà i prossimi mesi (fino al 28 febbraio 2012 ), con
convegni, incontri, degustazioni, mostre e video. Due le cittadine,
centro di gravità delle celebrazioni: Forlimpopoli, in
Romagna, città che gli ha dato i natali (qui l’Artusi è nato il 4
agosto 1820); Firenze (dove ha vissuto per sessant’anni, ed
è morto il 30 marzo 1911). Artusi 100 – Il Secolo
Artusiano Le celebrazioni del centenario di Pellegrino Artusi
si aprono ufficialmente il 30 marzo a Firenze con un convegno
di studi, “ARTUSI 100 - Il secolo artusiano”. Quattro le
sessioni del convegno, le prime due a Firenze (30-31 marzo),
le altre a Forlimpopoli (1-2 aprile). Ad aprirlo mercoledì 30
al Palazzo Vecchio (ore 16,30) saranno i sindaci Matteo Renzi
(Firenze) e Paolo Zoffoli (Forlimpopoli), a suggellare l’asse
tosco-romagnolo dell’autore del celebre “La scienza in cucina e
l’arte di mangiare bene”.
- Protagonisti
della quattro giorni di studi saranno i massimi esperti di
cultura gastronomica italiana, che si confronteranno sull’Artusi e
sulla sua opera. Verranno approfonditi numerosi temi,
dall’importanza e all’attualità del progetto
cultural/gastronomico della Scienza in cucina, al contributo
di Artusi, nell’anno del 150°, alla costruzione della nazione, a
partire dalla lingua. Il mondo degli chef viene rappresentato dal
numero uno al Mondo (riconosciuto dall’Accademia internazionale
della cucina), Massimo Bottura, che parlerà sul tema “Per
una cucina artusiana oggi”. Il mondo accademico viene
rappresentato da diversi studiosi di chiara fama, fra cui Massimo
Montanari (Università Bologna), Alberto Capatti
(Università Scienze Gastronomiche), Gian Luigi Beccaria (Università
Torino), Giovanna Frosini (Università di Siena), Angelo Varni
(Università Bologna), Nicoletta Maraschio (Presidente Accademia
della Crusca), Giuseppe Polimeri ( Università di Pavia), Ugo
Vignuzzi/Patrizia Bertini Malgarini (La Sapienza di Roma ), Dino
Mengozzi (Università di Urbino).
Mercoledì
30 marzo
alle 19,15 sempre a Palazzo Vecchio a Firenze, Paolo
Petroni,
autore e esperto di cucina, introdurrà il pubblico nel mondo di
Pellegrino Artusi, prendendo spunto dall’edizione Giunti del
Centenario, presentata per la prima volta in questa occasione. Sempre
nella serata, Luisanna
Messeri,
autrice e conduttrice televisiva di Alice Tv, preparerà alcune
ricette “alla maniera dell’Artusi”, che saranno poi realizzate
e servite ai presenti dagli studenti delle Scuole
Alberghiere di Firenze.
Venerdì
1 aprile
le celebrazioni si spostano a Forlimpopoli.
Prima del convegno, alle
15,30 nella centrale piazza Garibaldi
ci sarà una degustazione di ricette artusiane alla lampada a cura
degli Istituti Alberghieri di Forlimpopoli, Cervia e Castel San
Pietro Terme e l’Associazione dei Maitres d’Hotel. Alle
17,00 a Casa Artusi prende il via la terza sessione del convegno
“Laboratorio Artusi”, che
porrà l’attenzione all’influenza dell’Artusi nella storia
d’Italia, per concludersi il giorno dopo sul tema : “Artusi nella
storia dell’Italia unita”. Le
mostre. Due
le mostre in programma nei prossimi giorni. Alla Biblioteca nazionale
di Firenze,
sala poliziano,
sarà allestita la mostra documentaria “ Pellegrino Artusi: il
tempo e le opere” dal 31 marzo al 30 aprile. Inaugurazione il 31
marzo alle ore 16. A Casa Artusi, Forlimpopoli,
sarà invece ospitata l’esposizione documentaria “Pellegrino
Artusi: la cucina domestica e i ricettari di casa” dal 1 al
30 aprile. Inaugurazione
il 1 aprile alle ore 16.30 in Casa Artusi. Il
video-documentario Un
video di 10 minuti, realizzato per il centenario, ripercorrerà la
storia ordinaria di un signore borghese e la storia straordinaria di
un libro che ha molto viaggiato, anche nelle valigie dei migranti,
per saldare e rafforzare l’identità gastronomica degli italiani.
Il documentario su Artusi vede la partecipazione di Massimo Bottura,
Alberto Capatti, Denio Derni, Massimo Montanari, Valentino
Marcattili. Le musiche originali sono della Scuola di musica popolare
di Forlimpopoli, il soggetto di Laila Tentoni e Antonio Tolo. La
regia è Mauro Bartoli. Il video sarà presentato in Teatro
Verdi il 1 aprile, alle ore 21. “L’Italia è
servita”, spettacolo teatrale a Forlimpopoli Venerdì
1
aprile al
Teatro Verdi di Forlimpopoli,
alle ore 21.30
sarà messa in scena, in anteprima nazionale, una commedia in un
unico atto, con musica dal vivo, ricette ed effetti multimediali,
scritta e interpretata da Denio Derni con la regia di Enrico Messina.
Insieme a Derni sul palco ci saranno Fabrizio Sirotti e Giuditta del
Cherico. “L’Italia è servita” racconta la vita di
Pellegrino Artusi e la storia dell’unità d’Italia vista da
dietro le persiane dell’intimità domestica di colui che ha unito
gli italiani a tavola. Tratto dall’autobiografia di Pellegrino
Artusi e da brani di “La scienza in cucina”, da testi dell’amico
antropologo Paolo Mantegazza e di Olindo Guerrini, quello che viene
presentato è uno spaccato dell’humus storico e culturale che diede
origine al manuale di cucina più famoso d’Italia. I tre attori
impersonano tre generazioni che si misurano con l’eredità
artusiana, realizzando in scena la celebre ricetta dei “Cappelletti
all’uso di Romagna”. Lo spettacolo è a ingresso libero,
prenotazione obbligatoria. ( tel 0543 749234/5/7)
In
occasione del centenario due sono le edizione del manuale realizzate
in collaborazione con Casa Artusi e Comune di Forlimpopoli.
Edizione
BUR, a cura di Alberto Capatti (2010) Questa
edizione, che porta il logo di Casa Artusi, è ricca di note e
permette di osservare la nascita dei piatti artusiani e la loro
fortuna; di esplorare, nel 150° dell’Unità d’Italia, la
formazione dell’italiano culinario; di collocare Artusi nella
letteratura gastronomica regionale italiana. In particolare la
prefazione di Capatti illustra la diffusione dell’opera di Artusi e
la sua ricezione critica sino ad oggi, le ricette di Artusi e la loro
collocazione nell’ambito delle quindici edizioni da lui pubblicate,
le corrispondenze inedite artusiane dell’Archivio di Forlimpopoli
con i consigli a lui pervenuti. una documentazione linguistica sul
lessico culinario artusiano e il suo contributo alla formazione
dell’italiano culinario con particolare riferimento al toscano, al
bolognese al romagnolo e al francese, la prima recensione di Artusi
da parte dell’amico antropologo e sessuologo Paolo Mantegazza.
Ristampa
anastatica della prima edizione del manuale artusiano
(2011) “Rarissima,
introvabile, la prima edizione de La
scienza in cucina
è un oggetto di antiquariato costoso e un testo ignorato dagli
editori. Nessuna ristampa da centoventi anni, un esemplare alla
Biblioteca Nazionale di Firenze”. Grazie al Comune di Forlimpopoli
e a Giunti Editore è in stampa il volume con le sue 475 ricette e la
dedica ai gatti Biancani e Sibillone (che scomparirà nelle
successive 14 curate dall’autore, sempre a proprie spese) a cui si
aggiungono contributi di Giovanna Frosini (Accademia della Crusca),
Alberto Capatti (Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e
Colorno), Massimo Bottura (il migliore chef italiano, secondo la
classifica S. Pellegrino World’s 50 Best Restaurant 2010 e
l’Accademia internazionale di gastronomia di Parigi 2011), Massimo
Montanari (Presidente Comitato Scientifico Casa Artusi ).
Per
info: tel. 0543 749234/5, 0543 743138, info@festartusiana.it,
www.casartusi.it.
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