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Timballo di Ferdinando II per cena al Zunica
Civitella del Tronto 22 marzo 2010.
Il cuoco Luca Di Felice di Villa Lempa confessa di essersi
ispirato al film The Big Night.
Il piatto forte della serata infatti
era il timballo, in questo caso di Ferdinando II con zite di Gragnano
e poi bufala, alici, naturalmente spagnole, impanate e fritte,
fegatini di agnello con cacio e uovo e, per dolce, rigorosamente pan
di Spagna, guarnito con archemes, cioccolato e crema.
Questo il menù
borbonico.
In settanta hanno cenato allo Zunica
di Civitella, sabato sera, fino a mezzanotte inoltrata, trascorrendo
la vigilia della riconquista della fortezza aragonese in un’atmosfera
sobria, resa aristocratica dal principe Sisto di Borbone, discendente
di Filippo V e Carlo III, e come ogni anno, da quarant’anni,
colorita da Giovanni Salemi da Capua, decano della Nunziatella, che
tra un brindisi e l’altro ha inneggiato al Borbone urlardo il suo
«Viva ’o re».
Da Il Centro 22 marzo 2010
I borbonici riconquistano Civitella di
Lorenzo Colantonio
“Viva
o Re” i borbonici a Civitella Fotocronaca da Il Centro
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Anteprima con La Grande
cucina borbonica
sabato 20 marzo al Ristorante Zunica 1880
Civitella del Tronto
15 marzo 2010. Mentre a Torino, il 17 marzo del 1861, si
proclamava il Regno d’Italia, a Civitella del Tronto ancora si
resisteva all’assedio dell’esercito dei Savoia.
La capitolazione
si concluse il 20 marzo: tre giorni dopo la proclamazione ufficiale
dell' Unità d' Italia.
Proprio per essere stata
l'ultima roccaforte borbonica a piegarsi “all’invasore”
piemontese, la cittadina teramana ha sempre rivestito un ruolo
particolarmente significativo nel percorso verso l’Unità d’Italia.
Eppure
non è stata facile per il Comune abruzzese
entrare a far parte delle città simbolo delle celebrazioni del
150.mo anniversario dell'Unità d'Italia.
“Sarebbe
un’ingiustizia di carattere storico non riconoscere questo ruolo”,
aveva tuonato il sindaco di
Civitella, Gaetano Luca Ronchi,
un anno fa, chiedendo di entrare nel Comitato nazionale per le
celebrazioni. “Rivendichiamo
il diritto di esserci per fare giustizia rispetto ai troppi malintesi
sorti sulla finalità di questa significativa celebrazione”, aveva
aggiunto l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo
dell'Abruzzo, Mauro
Di Dalmazio.
Ma ora,
finalmente, la battaglia è vinta.
Anche
Civitella del Tronto fa parte dei 35 comuni che parteciperanno ai
festeggiamenti in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Tutto il paese è mobilitato per la ricorrenza e non tanto solo per celebrare
l'evento ma -come ha affermato alla Bit
di Milano l'assessore regionale al Turismo,
il civitellese Di Dalmazio- "per dare
il nostro contributo ad una valutazione
critica degli avvenimenti".
Subito
si è costituito un apposito
“Comitato per la celebrazione” presieduto dal professor Italo
Di Dalmazio e sempre
alla Bit di Milano è stato presentato il logo
della ricorrenza e il programma dei festeggiamenti.
Saranno festeggiamenti lunghissimi.
Partiranno il prossimo mese di giugno per concludersi nel novembre
2011. Un anno e mezzo di celebrazioni che, nelle intenzione del
Comitato faranno di Civitella un punto di attrattiva sia dal punto di
vista culturale che turistico-storico.
Diverse
sono le iniziative che l’Amministrazione Comunale ed
il Comitato istituzionale hanno promosso per celebrare l’importante
avvenimento, che avrà come filo conduttore la rilettura storica di
quei momenti.
Già
sabato 20 marzo presso la Sala del Consiglio Comunale, dalle
ore 10.30 e fino alle 18.00, si svolgerà un importante Convegno
di Studi "Verso l'Unità d'Italia" organizzato dal
Comitato per le Celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità
d'Italia.
E
non può mancheranno approfondimenti sul ruolo significativo rivestito dai
percorsi enogastronomici della cucina borbonica.
Chi già ci ha pensato e preparato una Anteprima con i fiocchi, è Daniele
Zunica,
patron dell'Hotel Ristorante
Zunica 1880, persona molto attiva nella preparazione di eventi
storici legati alla gastronomia. Ed anche nella grande inchiesta a
puntate che esce il sabato sul Corriere della Sera, dove Sergio
Rizzo
e Gian
Antonio Stella
fanno un’analisi del nostro Paese a quasi 150 anni dall’Unità
d’Italia, viene citato il locale della famiglia Zunica per il migliore
«Filetto alla borbonica» della zona.
Proprio
in
questo contesto per il prossimo sabato 20 marzo,
nel giorno dell'anniversario (20 marzo 1861), il ristorante Zunica 1880
mette in mostra i suoi gioielli gastronomici con un menu della Grande cucina
borbonica.
Qui
troverete la descrizione dello speciale menu al “Ristorante Zunica
1880” e, qui sotto, una dettagliata
ricostruzione storica della gastronomia dell'epoca che -come scrive
Daniele Zunica-
“ha ispirato la fantasia creativa degli chef del Zunica 1880,
inducendoli a rielaborare in chiave moderna alcune ricette
descritte nei libri.
Presentazione
di
Daniele Zunica (Ristorante Zunica 1880)
“I
viaggiatori che giungevano a Napoli nel Settecento e nell’Ottocento
restavano incantati, oltre che dai reperti archeologici, dalle
bellezze naturali e dalla magnificenza dei siti reali, dalla grande
tradizione culinaria. I sorbetti, i gelati ed i dolci napoletani,
insieme a quelli siciliani, non avevano pari in Europa. Le
sfogliatelle di Pintauro ottennero addirittura l’approvazione del
principe di Metternich durante il suo viaggio politico a Napoli, ed
anche Carème, uno dei padri della gastronomia dell’Ottocento,
incluse Napoli nel suo viaggio in Italia intrapreso per conoscere ed
appropriarsi dei segreti della cucina italiana.
In tema di
gastronomia partenopea, non si può non far riferimento alla Cucina
Borbonica,
oggetto, tra l’altro, di due originali pubblicazioni: A
tavola con i Borbone
di Raffaele
Riccio e La
tavola del Re
a cura di
Nicoletta D’Arbitrio e Luigi Ziviello. In esse gli autori, facendo
riferimento a tante fonti documentarie, diari di viaggiatori
stranieri, libri di cuochi, di gastronomi e dei monzù (1)
attivi in città e presso le dimore
nobiliari tra ‘700 ed ‘800, descrivono ricette e menu dei pranzi
serviti nelle feste di corte e in quelle popolari. In un altro libro,
Il Cibo Pitagorico
del frate
benedettino Vincenzo Corrado, una delle personalità più
rappresentative della gastronomia partenopea del Settecento, viene
presentata un’interessante descrizione dell’alimentazione a base
di verdure che, per certi versi, può essere considerata antesignana
della dieta mediterranea.
Tra
le fonti documentarie può annoverarsi anche la
lettera di padre Antonio da Nereto,
inviata il 22
giugno 1657 da Civitella del Tronto
a Padre Filippo da Secinara quale resoconto delle feste centenarie di
Civitella tenutesi il mese precedente.
Questo
documento è di particolare interesse perché segnala il
meglio di quella cultura gastronomica meridionale del Settecento
italiano che influenzò l’affermarsi, non solo della cucina
napoletana in generale e di quella Borbonica in particolare, ma
anche, attraverso contaminazioni da quella francese, di una cucina
sopranazionale che fu spesso presente nei pranzi ufficiali di corte
(si consideri ad esempio l’arrosto
di pernici in salsa piccante, il
Timballo di zite
ed i ravioli fritti con burro).
La lettura di questa missiva è affascinante per il sotteso risvolto
storico-gastronomico che ha ispirato la fantasia creativa dei nostri
chef, inducendoli a rielaborare in chiave moderna alcune ricette in
essa contenute”.
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(1) Il monzù, da
monsieur, era il capo della cucina dei palazzi nobili nel Regno di
Napoli. Un cuoco-artista che godeva di grande prestigio. Egli era
responsabile della preparazione di piatti ricchi ed elaborati, come i
grandiosi timballi di pasta o riso.
Comitato
per la Celebrazione dei 150 anni dall’Unità d’Italia
C/o
Comune di Civitella del Tronto, Corso Mazzini, 34 64010 Civitella del
Tronto
Info:
0861 918321 www.comune.civitelladeltronto.te.it
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