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L’Identità
della cucina italiana
sul palco di Gusto in Scena
Paolo
Teverini: "la cucina italiana ha una
precisa identità: quella del proprio territorio,
dei suoi artigiani e dei suoi prodotti"
Fausto Arrighi, direttore
Michelin Italia: "educare il consumatore"
Venezia
4 marzo 2010.
Con grande successo di pubblico (oltre 3500 visitatori tra addetti
ai lavori, giornalisti ed appassionati) e di idee si è conclusa la
seconda edizione di Gusto in Scena, svoltasi a Venezia nel lussuoso
Molino Stucky Hilton Venice dall’1 al 3 marzo scorso.
Nel
2008 il tema era stato: “ristorazione e salute” ed aveva fatto
clamore l'intervento di Francesco
Scaglione,
farmacologo di fama, con un passato tra i fornelli di un ristorante
stellato, che aveva affrontato uno spinoso problema, quello della
cucina molecolare.
Una festa per gli occhi e il palato, innovativa e
fantasiosa, ma a che prezzo?. Qualche mese dopo sarebbero arrivate le
bordate di Striscia la Notizia e quindi la pubblicazione, poche
settimanwe fa, sulla Gazzetta Ufficiale di un’ordinanza ministeriale (molto
discussa dagli addetti ai lavori) per regolare l’utilizzo di
sostanze chimiche nella ristorazione.
Tantissimi
gli chef saliti sul palco dell'Hilton nella
tre giorni cveneziana ed
applaudatissimo è stato l'intervento dello chef
stellato, Paolo Teverini.
Lo
chef di Bagno di Romagna, che riesce sempre
a sorprendere con la sua cucina creativa
ma strettamente ancorata alla tradizione,
ha difeso fortemente l'identità della
cucina italiana: "la cucina italiana
ha una precisa identità -ha detto Teverini-
ed è quella del proprio territorio, dei
suoi artigiani e dei suoi prodotti".
E Corornini ha aggiunto "e dei suoi
cuochi".
Quest'anno,
oltre alla parata di chef stellati che hanno preparato in diretta i
loro piatti, il momento clou è stato il talk show
svoltosi nella giornata conclusiva dei lavori sul tema dell’identità
della cucina italiana, che d'altronte, con Chef in
Concerto, era stato il tema dominante dell'intera manifestazione.
Forse
non si è arrivati, come era logico attendersi, ad un pensiero unico
ma dal dibattito sono uscite delle interessanti riflessioni
nell’ambito del talk show che si è aperto con la risposta di
Marcello Coronini: “l’identità
della cucina italiana è la capacità dei nostri cuochi di aver
interpretato in passato, di interpretare oggi e in futuro, con la
loro creatività, la più grande varietà di materie prime
esistente in Europa”.
Durante
il dibattito, condotto proprio da Marcello Coronini, sono intervenuti, Fausto
Arrighi,
Direttore Italia della Guida Michelin, lo chef stellato, Alfonso
Jaccarinoe moltissimi altri chef.
“Definire
la cucina italiana non è facile -ha detto Coronini- perchè ci
portiamo dietro l’eredità del Rinascimento che ha visto la nascità
di molte cucine legate alle singole regioni, a differenza della
Francia, in cui dopo la Rivoluzione è nata una cucina nazionale..
L’unico elemento che unisce quindi l’Italia è la ricchezza di
materie prime e la capacità straordinaria dei cuochi di
interpretarle”.
Secondo
Coronini “storicamente sono le
nonne, le prime a valorizzare le materie locali visto che 100 anni fa
in ogni punto del nostro paese si lavorava, per forza di cose, a
kilometro zero
e si creavano piatti solo con quello che offriva il territorio
circostante.
Alfonso
Jaccarino ha ribadito che le nonne sono state le prime
depositarie delle ricette italiane, mentre successivamente sono i
cuochi
ad interpretare e modernizzare la tradizione alleggerendola e
adeguandola a un tipo di vita diverso. Grazie a loro, nonostante le
difficoltà e le contaminazioni, l’Italia è ancora il paese dove
l’influenza etnica è relativa, quello dove si mantiene un
carattere preciso. Un’eredità
quella delle nonne di cui i grandi chef sono divenuti oggi i
depositari, dal momento anche che le donne dedicano sempre meno tempo
alla cucina.
Spetta ai cuochi adoperarsi per valorizzare i prodotti rari e
speciali del territorio e farli conoscere in modo che i piccoli
produttori possano continuare a lavorare.
Secondo
Fausto Arrighi, tuttavia, la ricerca degli chef spesso non viene del
tutto capita dal consumatore, che ancora non apprezza come dovrebbe
la grande cucina italiana.
Per questo motivo
diventa molto importante educare il consumatore e fargli capire che
una cucina di un certo livello ha un costo adeguato. Arrighi fa
giustamente un paragone con la Francia dove chiunque ritiene
importante almeno una volta all’anno pranzare in un grande
ristorante.
"Proprio
per
promuovere questa crescita -ha precisato Coronini- è nato Gusto in Scena" che, in un solo
luogo, ha richiamato migliaia di visitatori offrendo loro la
possibilità di conoscere vini straordinari a I Magnifici Vini,
prodotti rari a Seduzioni di Gola e ad avvicinarsi alla ristorazione
di eccellenza con Chef in Concerto.
I
numeri di questo successo, 3500 visitatori, sono la dimostrazione
che, anche se il consumatore forse non è ancora del tutto preparato,
il suo interesse è alto e va coltivato con eventi come questo.
Anche
per questa seconda edizione, Marcello Coronini ha dato ampio spazio
ai giovani, ospitando gli allievi di alcuni istituti alberghieri del
territorio e, come nel 2008, un gruppo di Jeunes Restaurateur
D’Europe che, attraverso la collaborazione del presidente Emanuele
Scarello, sono stati informati dell'evento.
Gusto
in Scena ha, infine, portato un’interessante
prospettiva internazionale,
grazie alla partecipazione a Chef
in Concerto di cuochi di Spagna, Austria e Slovenia. Da quest’ultimo
paese è venuta una provocazione: la proposta della chef stellata Ana
Ros di una ricetta a base di carne d’orso.
Una proposta che ha forse scioccato qualcuno ma che ha offerto anche
ai grandi chef presenti in sala una dimostrazione di come la ricerca
possa fare riscoprire materie prime oggi divenute inusuali ma che
fanno parte della tradizione culinaria di un paese.
Ferrarelle e la Regione Veneto
sono stati i main sponsor della manifestazione.
A questo proposito da segnalare che tre
grandi cuochi campani, Alfonso Iaccarino, Alfonso Caputo
(Taverna del Capitano) e Oliver Going (Capri Palace) sono
stati gli ambasciatori del legame tra Gusto in Scena e Napoli, città
originaria di Ferrarelle, l'acqua esclusiva della tre giorni
veneziana.
A Venezia Gusto in
Scena 2010 organizzata da Marcello Coronini
Una grande rassegna di
Alta cucina, Vino e Golosità dal 1 al 3 marzo
Venezia 9 febbraio
2010. Marcello Cororini, giornalista e
critico gastronomico, scende nuovamente in lizza con Gusto in
Scena 2010, edizione seconda.
Lo fa a modo suo e
dall'angolo che gli compete: quello di grande esperto di
enogastronomia.
Per tre giorni, dal 1 al
3 marzo prossimo, raduna a Venezia il meglio dell'enogastronomia
trasfomando la città lagunare nella capitale eno-gastronomica
mondiale.
La kermesse veneziana
proporrà spunti di riflessione sul rapporto ristorazione e vino e
sarà un contenitore di dibattiti, di idee e di proposte ma anche di
confronti e polemiche su un mondo, quello dell'enogastronomia, in
continua trasformazione.
La location scelta sarà
ancora una volta lo scenografico Hotel Molino Stucky Hilton
alla Giudecca di Venezia.
E' la prima
manifestazione in Europa ad unire tre eventi in uno: all'interno
della stessa rassegna si terranno, infatti, il congresso gastronomico
di grandi chef Chef in Concerto, I Magnifici Vini, banco d’assaggio
con circa 100 cantine di tutto il mondo, e Seduzioni di Gola,
rassegna dedicata alle sfiziosità.
Non
manca proprio nessuno a questa seconda edizione.
A
Gusto in Scena sarà protagonista infatti anche Slow Food, l’associazione
fondata da Carlin Petrini che ha fatto conoscere al grande pubblico i
prodotti di alta qualità. Grazie all’accordo con la sede nazionale
di Slow Food, a Gusto in Scena saranno presentati i presidi del
Pomodoro del Piennolo del Vesuvio, la Robiola di Roccaverano e la
Gallina Padovana, abbinati ad altrettanti grandi chef: Alfonso Caputo
(due stelle Michelin) per il Pomodoro del Piennolo del Vesuvio, Luisa
Valazza (tre stelle Michelin) per la Robiola di Roccaverano e Corrado
Fasolato (due stelle Michelin) per la Gallina Padovana.
La
sinergia tra Gusto in Scena e Slow Food deriva da una visione comune
sull'importanza del prodotto legato a un determinato territorio che
ha portato all'idea di proporre a Gusto in Scena tre presidi facendo
studiare e presentare al congresso da tre chef relatori un piatto
realizzato con il presidio stesso. "Elemento
distintivo della cucina italiana – afferma
Coronini - è, infatti, la “natura”,
ovvero la grande ricchezza di prodotti straordinari che gli chef
sanno interpretare al meglio. Tra queste eccellenze a pieno diritto
si inseriscono i Presidi Slow Food".
Anche il Buon Ricordo e l’Unione Ristoranti Buon Ricordo
(che raggruppa 114 insegne dal Nord al Sud della Penisola )
parteciperà a Gusto in Scena
Secondo le prime
indiscrezioni sarà presente anche il direttore di Michelin Italia,
Fausto Arrighi, che rafforzerà il livello culturale della
rassegna e proprio il format di Chef in Concerto sarà il momento culturale più
importante della rassegna.
Altro tema scottante,
l'uso della chimica in cucina, già affrontato nella prima edizione e
reso bollente recentemente dai servizi di Max Laudadio di Striscia la
Notizia.
La nuova provocazione di
questa edizione sarà l'apertura di un dibattito tra gli chef per
stabilire “la definizione” della Cucina italiana.
Gli organizzatori sono riusciti a
portare in scena mettendeli a confronto i migliori e più importanti
chef europei, quali: Elena Arzak (Spagna), Rossano Boscolo,
Alfonso Caputo, Flavio Costa, Pino Cuttaia, Montse Estruch (Spagna),
Corrado Fasolato, Oliver Glowig, Herbert Hintner, Alfonso Jaccarino,
Pietro Leemann, Norbert Niederkofler, Nicola Portinaro, Ana Ros
(Slovenia), Sissy Sonnleitner (Austria), Paolo Teverini, Gaetano
Trovato e tanti altri.
Evento nell' evento (anzilo si può definire
il quarto evento) è la presenza di ben sei grandi cuoche: “per
dimostrare -dice
Corornini-
che la sensibilità femminile dà origine a una grande cucina”.
Dopo anni in cui i grandi chef
internazionali sono stati esclusivamente uomini, è arrivato il
momento delle donne!
Molte
le “stelle in rosa” che brilleranno su Venezia. Due delle ospiti
al congresso, infatti, si fregiano di ben 3 stelle Michelin, il
massimo riconoscimento assegnato dalla Guida Rossa dei Ristoranti,
Michelin.
Sono
Luisa Valazza del Ristorante Al Sorriso e Elena Arzak, giunta
direttamente dalla Spagna.
Durante
il congresso gastronomico, le cuoche presenteranno la propria
filosofia e dimostreranno come le donne possiedano una sensibilità
particolare nell’interpretazione della cucina.
La
scelta di tingere di rosa Gusto in Scena è merito dell’ideatore
Marcello Coronini, che ha deciso di dare spazio alle donne chef
sottolineando che "è
un fenomeno sempre più interessante -
racconta Coronini - anche
se ancora poco diffuso. Basta ragionare sui numeri: in Europa si
contano solamente 6 donne che possono vantare le 3 stelle Michelin,
contro un numero elevato di uomini. La grande cucina è infatti
sempre stata dominata da chef maschi e raramente al centro della
scena si sono trovate le donne, questo non solo nella vita reale ma
anche nella letteratura e nel cinema: torna infatti alla mente
solamente "Il Pranzo di Babette", raffinato racconto sulla
preparazione di un fantastico pranzo curato da Babette, famosa chef
parigina che rivaleggiava senza timore con i colleghi maschi".
A Gusto in
Scena le “magnifiche donne” dell'alta cucina saranno sei: Luisa
Vallazza
- Ristorante Al Sorriso (Soriso – NO); Rosanna
Marziale
Ristorante Le Colonne (Caserta); Montse
Estruch
- Ristorante Il Cingle (Barcellona); Elena
Arzak
- Restaurante Arzak (Spagna); Ana
Ros
- Hiša
Franko (Slovenia) e Sissy
Sonnleitner -
Ristorante Kellerwand (Austria).
Anche
loro affronteranno il tema "Identità della Cucina Italiana",
argomento portante del congresso Chef in Concerto, su cui si
confronteranno tutti gli chef protagonisti di Gusto in Scena.
Ma
Gusto
in Scena non è solo un congresso: con “I
Magnifici Vini” e
“Seduzioni
di Gola”
il pubblico
avrà la possibilità di degustare durante il giorno circa 300 vini,
tra cui vere e proprie chicche enologiche quasi sconosciute
provenienti da diversi paesi europei e sfizi gastronomici
particolari, il tutto selezionato in funzione della qualità.
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