Ecco i cinque finalisti del

Premio Marietta 2011


Domenica 19 giugno si sfideranno ai fornelli di Casa Artusi presentando la loro ricetta artusiana. Alle 20,45 la premiazione al vincitore, insieme alla consegna del riconoscimento ad Honorem a Michele Serra e Paola Gho



img2.gifForlimpopoli 15 giugno 2011. Nord, Centro e Sud. Ovvero tutta la Penisola. Sarebbero certamente piaciuti a Pellegrino Artusi i finalisti della XIII edizione del Premio Marietta, in programma domenica 19 giugno a Casa Artusi nell’ambito della Festa Artusiana (18-26 giugno a Forlimpopoli). Così come il suo celebre manuale è il primo a mettere insieme un corpus di cucine regionali, così lo saranno i finalisti di questo concorso nazionale che vedono la presenza di ben cinque diverse regioni italiane: Paola Saccoman di Venezia (insegnante); Angela Cocca di Bologna (barista); Serena Pieralli di Firenze (impiegata); Domenica Romanelli di Rutigliano – Bari (medico); Fabio Giordano di Palermo (operatore call center).


Saranno loro a contendersi questo prestigioso riconoscimento che rende omaggio alla fedelissima governante di Artusi, Marietta Sabatini. Promosso dal Comune di Forlimpopoli, il Premio Marietta è riservato a cuochi per passione, ovvero a coloro che, nella cerchia privata della loro vita, esercitano con amore e abilità “la scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, come raccomandato nel celebre manuale artusiano. Quale unico requisito richiesto, è la presenza di riferimenti alla cucina regionale, alla filosofia e all'opera di Pellegrino Artusi, tanto negli ingredienti quanto nella tecnica di preparazione e presentazione, nonché una o due ricette originali di un primo piatto a base di pasta, secca o fresca, o riso, eseguibile in un tempo massimo di due ore. Ed è ciò che faranno i cinque finalisti che domenica 19 giugno a Casa Artusi a partire dalle 9,30 saliranno in cattedra per cucinare il proprio piatto: tagliatelle coi bisi per Paola Saccoman; fusilli al tegamino per Angela Cocca; pici al sugo di scamerita per Serena Pieralli; cavatelli di farro e rucola con vongole e julienne di zucchine a carote per Domenica Romanelli; busiati freschi con gambero rosso di Ma zara del Vallo e macco di fave fresche per Fabio Giordano.

A vagliare le tantissime ricette pervenute da tutta la penisola, a testimonianza della straordinaria ricchezza della cucina domestica italiana, una giuria composta da Verdiana Gordini (presidente Associazione Mariette), Franco Mambelli (Comitato scientifico Casa Artusi), Giorgio Amadei (sommelier professionista), Carla Brigliadori (responsabile scuoca cucina Casa Artusi), e Caterina Valbonesi (sommelier professionista).


In palio un premio di 1000 euro al vincitore e la consegna di 5 kg di pasta per tutti i finalisti. La premiazione avverrà domenica 19 giugno alle 20,45 a Casa Artusi. Nella stessa occasione saranno assegnati anche i due Premi Marietta ad honorem, attribuiti a chi, con modalità differenti, contribuisce alla diffusione della conoscenza della cucina domestica. Premiati e presenti a ritirare il premio a Forlimpopoli saranno il giornalista Michele Serra e la celebre critica gastronoma Paola Gho.


Marietta Sabatini: una vita alla corte di “re” Artusi

Cameriera e cuoca (è lei la titolare della ricetta del Panettone Marietta 604, alla quale Artusi non volle mai sostituire la ricetta del dolce milanese), Marietta Sabatini era originaria di Massa e Cozzile, un piccolo paese collinare della provincia di Pistoia, dove nacque nel 1860.

Fu presa a servizio da Artusi intorno al 1887-1888, e gli rimase vicino, discreta efficiente fedele, fino alla fine. Governante, ma anche accompagnatrice dei soggiorni estivi sulla montagna pistoiese, ai Bagni di Montecatini o a Viareggio, è lei a rivelarci le abitudini quotidiane del riverito padrone, le sue frequentazioni, le sue passioni, e in particolare l'amore per i libri.

 

In una intervista del 1932 pubblicata sulla Cucina Italiana Marietta parla così di Artusi: “L’unico suo divertimento era lo scrivere. Il libro lo cominciò quasi per ischerzo. Poi vide che gli veniva bene e vi si appassionò. A poco a poco venne ad avere una corrispondenza con persone d'ogni ceto e d'ogni parte d'Italia. Scriveva sempre. Si alzava la mattina alle otto e si metteva a tavolino fino all'ora del pranzo. Poi riprendeva a scrivere per qualche ora. Ed era un continuo alternarsi fra lo studio e la cucina, la penna e le pentole. Si provavano le ricette, tutte, una ad una. Accanto a lui instancabile era sempre il suo cuoco che gli voleva tanto bene. Io pure non lo lasciavo mai. Altri compagni fedeli gli erano i due gatti ai quali dedicò la prima edizione del suo libro. […] La cucina era per lui un campo d'azione. Un luogo di studio. Io ho ancora e tengo come fossero gioielli le sue bilance, i suoi arnesi, tutto quanto gli era necessario ed egli adoperava sempre”.

E ancora: “Era un terribile giudice delle pietanze, sapeva al solo assaggio riconoscere gli ingredienti e trovare qualsiasi difetto, immediatamente. A parte la cucina gli piaceva leggere […]. Era un uomo coltissimo, ed amava istruire anche me. Ed io gli ero tanto riconoscente per questo”.


Per info: tel. 0543 749234/5, 0543 743138, info@festartusiana.it, www.casartusi.it.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Festa Artusiana

  

Serge Latouche, economista e sociologo francese, vince il Premio Artusi 2009

  

 

  

 

 

 

 

 

 

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