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Le Marche verso un “Nuovo Rinascimento”
Tipicità 2010
di Alba Simigliani
Foto Nicola Zinni
La Regione Marche è plurale come il suo nome e Tipicità,
da 18 anni, ha sposato il binomio territorio e prodotti per la promozione di entrambi
I luoghi ed i prodotti hanno un'anima, ed è questo valore aggiunto che emerge dal Made in Marche e da una regione centrale, nel cuore dell'Italia, discreta, laboriosa e tranquilla. Una regione facile da raggiungere, capace di fondere il richiamo turistico con una grande varietà di prodotti enogastronomici, di eccellenze nel campo delle calzature e pelletterie e di creare benessere con la piccola e media impresa e marchi prestigiosi conosciuti in tutto il mondo.
Molte le qualità di questo territorio vario, straordinarie le potenzialità delle Marche, regione “plurale” che può rappresentare una sintesi in miniatura dell'Italia intera, capace di trasferire nei suoi luoghi, nella gente e nei suoi prodotti grandi emozioni, e di coniugare nel prodotto passione, esperienza e professionalità.
E' quanto emerge anche dal Festival dei Prodotti Tipici delle Marche “Tipicità” che dal 13 al 15 marzo ha richiamato migliaia di visitatori, anche stranieri, giunti a Fermo per assaporare, sorseggiare, ascoltare, indossare e celebrare le Marche e fare assaggi nazionali ed internazionali, all'insegna della promozione congiunta, per affermare un “Nuovo Rinascimento”.
Il tutto parte dalla tenacia dell'ideatore di “Tipicità” dott. Angelo Serri e dalla forte consapevolezza di Enti, Istituzioni, Produttori e Operatori dei vari settori, che per competere nel mondo, bisogna uscire dal proprio piccolo ed elevare lo sguardo, uscire un po' da sé, dai propri confini e, al di là del proprio “particulare” (ed anche aldilà degli schieramenti politici), unirsi in una unità di intenti che miri alla valorizzazione ed allo sviluppo del territorio. All'insegna, dunque, della collaborazione è stata inaugurata e si è svolta la edizione 2010 di questa importante manifestazione, che ha messo in evidenza la sinergia di cui sono capaci le cinque Province delle Marche che, lasciando da parte i campanili, si sono unite a Tipicità per la promozione congiunta del territorio. Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Pesaro Urbino, tutti insieme, sostenute anche dalle Camere di Commercio di Ascoli Piceno e Macerata, seguite dai Comuni di Ancona e Porto San Giorgio, sono stati protagonisti di un grande coro polifonico, una sinergia promozionale del territorio e dei suoi prodotti, che si riflette in modo positivo sul mercato e che educa alla unione: carta vincente, specie in momenti di crisi.
L'altra grande sfida, lanciata nel corso degli articolati ed interessanti Convegni che si sono succeduti, è quella di continuare a lavorare affinché tutta l'Italia possa dotarsi anche di adeguati mezzi di comunicazione e di distribuzione per l' ulteriore affermazione nel mondo degli eccellenti suoi prodotti. La manifestazione ha confermato la sua vocazione di punto di incontro privilegiato per monitorare il mercato, di occasione di riflessione importante e la sua funzione di grande contenitore capace di riunire in un unico momento prodotti tipici, territorio e offerta turistica. La giornata inaugurale è anche stata l'occasione per conferire i Premi Autore di Marche. Premiato, tra gli altri, Riccardo Venchiarutti, giornalista Rai di Economia e Finanza, Sindaco di Iseo.
Tipicità ha compiuto 18 anni, è diventata maggiorenne. Oltre 60 gli espositori, 10 le delegazioni estere in rappresentanza di 10 Paesi. All'importante vetrina il meglio del Made in Marche, dal nord di Montefeltro al sud del Piceno, per far salire le Marche alla ribalta internazionale, e sottolineare la vitalità e l'impegno di tutta la regione. Al centro di questa edizione ancora una volta la cooperazione transnazionale con Verdicchio & Co, che vede le Marche confrontarsi con altri territori a vocazione vitivinicola attraverso il Progetto della Rete europea dei vini a tonalità verde, nato proprio a Tipicità per celebrare uno dei simboli di questa regione, il Verdicchio. La Slovenia con la Valle del Vipada ritorna con lo Zelen, che significa, in sloveno, verde. E' tornata anche la regione spagnola di Castilla y Leon con il Verdejo, a rappresentarla, la Diputation de Segovia. Il vino Juhfark è stato rappresentato dal comprensorio della città ungherese di Varpalota. La Rete europea dei vini a tonalità verde supera anche le note rivalità tra Italia e Francia, quest'ultima è presente con il Piquepoul de Pinet.
Il continuo confronto ed interscambio di conoscenze con gli altri territori rappresenta la chiave di sviluppo e la carta vincente di questa importante manifestazione.
Anche la Baviera ospite a tipicità 2010.
Oltre alla cultura della buona tavola, è anche il turismo religioso a legare, con un solido gemellaggio, la Germania alle Marche. Altotting, la corrispondente teutonica di Loreto, da più di 1200 anni è il centro spirituale della Germania per la presenza del Santuario della Madonna Nera, situata nella Kapellplaz, prossima alla città che diede i natali a Papa Benedetto XVI. Al Ristorante Minonda la cena-spettacolo tipica bavarese ha rappresentato una allegra occasione per gustare le WeiBwurste e le altre gustose specialità della cucina tipica bavarese innaffiate con tanta buona birra.
La cucina marchigiana ha anche incontrato la tradizione ed i sapori intensi della Sardegna a Sant'Elpidio a Mare, nella Taverna della Contrada San Martino della rievocazione storica Contesa del secchio con la Cena tipica sarda.
A chiusura della tre giorni di Festival una vera celebrazione del baccalà con “Stoccafisso senza frontiere”. Ai fornelli cuochi provenienti da varie parti d'Italia per proporre il gustoso pesce in tutte le salse: dal baccalà alla vicentina a quello siciliano, dallo stocco norvegese al riso veronese: un giro d'Italia dello stocco.
Una serata speciale realizzata con la collaborazione, fra gli altri, dell'Unione Italiana Ristoratori, dell'Ordine dei Ristoratori Professionisti Italiani, della Strada del Riso Vialone Nano Veronese I.G.P., dell'Accademia dello Stoccafisso all'Anconetana, della Confraternita del Bacalà alla Vicentina e dell'erede del mercante veneziano Pietro Querini che “scoprì” il baccalà. Storia raccontata dal discendente Paolo che ha anche partecipato alla realizzazione del fumetto di Paolo Cossi in cui si racconta questa pagina della storia, dei viaggi e delle esplorazioni, con grande realismo e attenzione al dato storico.
”1432, Il veneziano che scoprì il baccalà" è la storia del mercante Pietro Querini, gentiluomo veneziano che nel 1431 partì da Candia per le Fiandre.
Ma la "Gemma Quirina", la nave carica di vino e spezie sulla quale era partito con un equipaggio di 68 uomini, non giunse a destinazione; in seguito a una violenta tempesta, andò alla deriva per molti giorni e, nel pieno dell'inverno polare, raggiunse le sponde dell'isola di Rost, in Norvegia. Solo 11 persone, fra le quali lo stesso Querini, si salvarono grazie al soccorso degli isolani. E' qui che Querini scoprirà quell' oro bianco, il baccalà, che, in seguito, comincerà ad importare a Venezia. Il volume è arricchito, oltre che da alcune gustose ricette del baccalà, dalla prefazione di Paolo Francis Quirini di Santa Giustina, discendente diretto di Pietro Querini. “Tipicità” si è confermata una opportunità per conoscere le Marche nelle sue eccellenze e nelle sue bellezze ed attrattive turistiche afferma soddisfatto il Sindaco di Fermo Saturnino Di Ruscio che, insieme al direttore storico dell'evento, Angelo Serri, dà appuntamento al 2011 per la 19° edizione.
Itinerari turistici
Ancona una città da scoprire
Ancona è' una città da scoprire che ha tutti i numeri per essere meta turistica. Ingiustamente trascurata, offre al visitatore molti tesori: l'Arco di Traiano, l'Arco di Clementino, il Palazzo degli Anziani, Piazza Plebiscito, il Duomo di San Ciriaco, il Teatro delle Muse, il Museo Nazionale Archeologico: Pinacoteca Comunale e Galleria d'Arte Moderna. Il suo centro storico racchiude sorprendenti testimonianze di diverse epoche a cominciare da quella romana. A “gomito” sul mare ( dal greco Ankon: gomito ), ponte e porta d'Oriente, da sempre snodo strategico, fu fondata dai Dori siracusani. Un “gomito” antico che conserva nel Museo Nazionale testimonianze della civiltà picena dell'età del Ferro. Dal XIV al XVII sec. ha vissuto il periodo più prospero e luminoso della sua storia e arricchito il tessuto urbano di notevoli monumenti. Oggi è un importante centro nel settore secondario e terziario, è sede della più importante marineria peschereccia dell'Adriatico e dell'Istituto di ricerca sulla pesca marittima. Ma è anche città di cultura e di arte e polo universitario. Abituata da secoli al rapporto con popoli diversi, è città ospitale, di profonde e ricche tradizioni gastronomiche e vini eccellenti, città moderna con i sapori veri di una cultura millenaria. Ingiustamente considerata di “passaggio” è, invece, città grande ed interessante, piena di vita, di bellezza e di arte. Città di mare, è l'unico punto di tutta la costa adriatica dal quale d'estate si può vedere il sole sorgere e tramontare in mare. A chi vi giunge dal mare la città si mostra in tutta la sua scenografica bellezza, ma è possibile raggiungere la città anche in aereo: l'Aeroporto internazionale “Raffaello Sanzio” si trova a Falconara Marittima, ben collegata al capoluogo, o in treno, Ancona si trova sulle linee ferroviarie Milano-Lecce e Roma-Ancona, e in auto è raggiungibile dall'Autostrada A14.
La spiaggia degli anconetani è il Passetto, strabiliante balconata a picco sul mare, una spiaggia insolita. In origine un posto di piccoli pescatori che hanno scavato grotte nella pietra friabile della falesia per metterci al riparo le barche. Di pescatore in pescatore, col passare del tempo le caratteristiche grotte sono diventate 270 e rendono questo posto ancora più particolare ed affascinante, come tutta la costa che ha nella Riviera del Conero la sua perla. Un montagnone di fittissimo bosco, di circa 600 metri, che si tuffa nel mare e forma brevi spiagge sassose, piscine naturali e scogliere che si alternano a spiagge sabbiose.
Il Monte Conero la sua Riviera.
Komaròs,in greco antico, è l'unica sporgenza sul mare da Trieste al Gargano. Ricco di interesse naturalistico e paesaggistico, l'imponente monte protegge col suo selvaggio verde l'azzurro del mare e custodisce tesori ambientali ed interessanti testimonianze artistiche, come la chiesetta di S. Maria, capolavoro romanico avvolto in un'atmosfera solenne e mistica, edificato nel XI sec. dai benedettini. Sempre a Portonovo, a nord del promontorio, nella baia più verde e con l'acqua più cristallina, si trovano anche la settecentesca Torre di Guardia ed il Fortino Napoleonico, edificato nel 1810 per ordine di Napoleone, trasformato recentemente in lussuoso Hotel sul mare, a ridosso dell'antico approdo della Baia. Per inf.: Tel. 071801450 - www.hotelfortino.it
L'ampia baia di Portonovo ha una lunga storia da raccontare.
La dispensa del mare ha reso la gastronomia della Riviera del Conero ricca, prelibata ed intraprendente. Nel Conero sopravvivono le ultime cozze che si riproducono naturalmente attaccate agli scogli immersi in un mare di acque purissime. Per l'eccellente qualità e per assicurarne la sopravvivenza, Slow Food ha costituito il Presidio del Mosciolo di Portonovo.
Oltre al mosciolo, le specialità di mare sono tante e fra sogliole, cefali, ostriche e lumachine di mare, spigole, ombrine e seppie , i cuochi si possono sbizzarrire e legare, con eccellenti risultati, i prodotti biologici e genuini della collina, al centro del Parco del Conero, ricca di tradizione e di grande qualità, e nel cuore della Doc del Rosso Conero, un grande rosso in cui Montepulciano e Sangiovese si uniscono tra i profumi del mare e quelli della verde collina.
Ad assicurare una vacanza radicata nella natura e nel territorio, c'è anche il Consorzio Operatori Turistici, unione di operatori nati e cresciuti a Portonovo, che vigila sulla natura, mantiene viva la tradizione e condivide un'esperienza unica col visitatore.
Singolare e lodevole condivisione di amore per il luogo che viene da lontano, da quando pionieri, tutti al femminile, “capitanati” da Eugenia Casaccia in Giacchetti, agli inizi del '900, avviano una attività tipicamente di servizio. Seguirà Giulia Palmina Gasparoni, detta “Emilia”, nomignolo che caratterizza ancora oggi l'omonimo Ristorante e anche l'attuale erede, Maria Luisa Dubbini, che attinge dal patrimonio gastronomico lasciato da nonna Emilia (Tel. 071801109 - 071801328). Nel cuore del Parco del Conero, a metà tra la la baia di Portonovo e il Monte, c'è anche l'Hotel Emilia, dal quale si gode uno splendido panorama sulla incontaminata macchia mediterranea e sul mare. Per inf.: www.hotelemilia.com tel 071801145
Altre donne ancora, Malvina, Nitria, Anna, Elsa, segnano con la loro intraprendenza ed intuito imprenditoriale l'avvio di Portonovo come centro turistico moderno con ristorazione di piatti tipici che nel tempo ha saputo coniugare al meglio la cucina contadina con i frutti di un mare straordinario come quello della Riviera del Conero.
L'intero territorio racchiude il fascino di una terra dai paesaggi vari, dalle molteplici occasioni di scoperte culturali ed artistiche, oltre che naturalistiche. Eleganti cittadine custodiscono inaspettati tesori d'arte e ricche tradizioni culturali e gastronomiche.
Fermo, città rinascimentale, di studi e di cultura, è uno dei centri più belli ed interessanti delle Marche. La stupenda Piazza del Popolo, di rara bellezza e rigore architettonico, il duecentesco Palazzo dei Priori, sede della Pinacoteca (una delle più prestigiose raccolte d'Italia) e del Museo Archeologico, l'attigua Biblioteca Comunale, risalente al 1500, la più ricca delle Marche, fra le prime dieci d'Italia, ed ancora, le Cisterne Epuratorie Romane, monumento unico nel suo genere in Italia e perfettamente conservato, il settecentesco Teatro dell'Aquila, il Tempio gotico di San Francesco, il maestoso Duomo affacciato sul mare con la splendida facciata romanico-gotico, rendono obbligatoria una sosta senza fretta.
Di notevole interesse anche le sue frazioni, come il borgo medievale di Torre di Palme con l'antico, intatto centro storico e le numerose chiese, fra cui Sant'Agostino che conserva un prezioso polittico di Crivelli. Una terrazza panoramica sulle colline che degradano dolcemente verso il mare, morbidi paesaggi, infiniti orizzonti che hanno ispirato il genio di Leopardi e che ha reso il suo borgo nativo, Recanati, altra meta obbligata.
Anch'essa “città balcone” sull'ampio panorama, è dominata dal settecentesco Palazzo Leopardi, tutt'ora abitato da discendenti ed aperto, in parte, al pubblico. Nella preziosa biblioteca-museo si trovano oltre 20.000 volumi, tra cui incunaboli e testi antichi, raccolti dal padre del poeta, ed alcuni manoscritti e disegni di Giacomo Leopardi, fra le più importanti figure del panorama letterario e culturale mondiale, genio mai abbastanza celebrato. Una visita a questo “tempio” della lirica spiritualità leopardiana è quantomai necessaria per nutrire l'anima. Per inf. Tel. 0717573380 .
E, poiché non si vive di solo spirito, approfittate anche di scendere in cantina a ristorarvi con l'ottimo vino delle Cantine Leopardi.
Fra l'Appennino e il mare, negli antichi colli, ideali per la coltivazione dell'ulivo e della vite, tuttora, da 600 anni, la famiglia Leopardi coltiva ulivo e vite. E così, prima e dopo Giacomo, di generazione in generazione, la famiglia Leopardi si è sempre dedicata all'arte di “far vino”. Continuando la tradizione, la “chiave” della Cantina è oggi nelle mani del Conte Pierfrancesco che invita a brindare con gli ottimi vini nelle Cantine storiche del Palazzo, riportate all'antico splendore per ospitare anche eventi culturali ed enogastronomici.
Per inf.: www.giacomoleopardi.it/vini - Tel. 0717576061
In ogni momento dell'anno in questi luoghi il visitatore troverà la convivialità schietta dei marchigiani. Il turista potrà in questi posti assaporare il gusto di piatti tipici accompagnati da pregiati vini Doc locali, vivere esperienze difficili da dimenticare. Da assaggiare l'inconfondibile “ciauscolo”, salume tipico della tradizione contadina, i sapori intensi dei formaggi, le famose olive “ascolane”, i primi piatti corposi a base di paste all'uovo come i “vincisgrassi” ed i maccheroncini di Campofilone, e le svariate specialità a base di pesce.
A Porto San Giorgio nei Ristoranti
Minonda: Tel. 0734679505 - www.hoteltimone.com
Delfino verde: dove a preparare i piatti tipici della tradizione marinara sangiorgese sono gli stessi pescatori “capitanati” dal bravo Riccardo Tarantino. Tel.0734676750
Numerose anche le strutture ricettive che propongono soluzioni adeguate per tutte le esigenze. Il Centro Turistico Holiday ne è un esempio, a Porto S. Elpidio per inf. :Tel. 07349071 - www.centroturistico.it
Nelle Marche un microcosmo di eccellenze
Non solo cibo, città d'arte e vacanze: un viaggio anche fra gli outlet
Apprezzabile ed unica in questa sorprendente Regione, anche la multiforme offerta di shopping di qualità.
Un viaggio ed un itinerario in questi luoghi, non può prescindere dalla visita ai numerosi spacci aziendali di grandi nomi della moda nel mondo. Fra le maggiori firme: Nero Giardini, Prada, Tod's, Della Valle, Sergio Rossi, Cesare Paciotti.
Nel cuore dell'industria calzaturiera italiana, un vero punto di riferimento per la calzatura Made in Italy, tra tradizione ed innovazione è quella di Giovanni Fabiani.
Importante realtà quella di Giovanni Fabiani, affermata anche su scala internazionale. Un'area produttiva di oltre 5000 mq, con 140 dipendenti, tutti del posto. Con estrema cura e sapienza le mani delle signore ricercano la perfezione nelle fasi più delicate per la cucitura a mano o l'applicazione dell'ornamento, per i prototipi e il fissaggio. Mani esperte ed abili delle donne, insieme alla maestria degli artigiani, alla manodopera specializzata ed esperta, alla tecnologia di ultima generazione, alla rigorosa scelta dei materiali, alla esperienza ed assoluta professionalità e passione, riescono a produrre circa 1000 paia di calzature. Modelli esclusivi e di gran classe quelli di G. Fabiani, che da 40 anni è uno dei protagonisti in questo settore, una risorsa per il territorio. In una struttura ampia e raffinata c'è lo showroom interno che mette in mostra le nuove proposte di alta moda, tutte all'insegna della bellezza e del confort.
Per inf. - Fermo, Zona Industriale Sud - tel. 0734 642479 - www.giovannifabini.it
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Tipicità 2010

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