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"Il Feuduccio" una giovane azienda abruzzese dal cuore antico vince

la Medaglia d'Oro

 

 

 

Un agriturismo di eccellenza in provincia di Chieti, l'AGRIVERDE di Giannicola Di Carlo

 

 

 

Sulla Costa dei Trabocchi, tante cose buone a Casalbordino con la “pizza de grandigne”, e la pesca con Giovanni Finoro de “Il Pescatore”

 

 

 

A Orsogna (Chieti): Piantato il cartello di Comune "Libero da Ogm" all’ingresso del paese

 

 

 

E' uscita la Guida Verde del Touring Club sull'Abruzzo

 

 

 

HOTEL MARA / LE SALE: un nuovo albergo ad Ortona sul mare di Lido Riccio

 

 

 

 

 

L'impegno dei Comuni su Ogm, turismo, mercati locali, vino e salute nella Convention delle Città del Vino svoltasi in Abruzzo.

Zambon: “L’agricoltura  deve diventare settore strategico dello sviluppo per far crescere un nuovo modello economico che ponga al centro il prodotto di qualità”

Il prossimo appuntamento in Puglia

 

di Donato Troiano

 

Ortona - Orsogna 15-19 giugno 2005. “I piccoli comuni come volano di una nuova cultura della crescita sostenibile”. Lo slogan è di Carlo Azeglio Ciampi.

 

Ma è anche il manifesto di un’Italia fatta da villaggi sperduti e piccoli borghi, intraprendente e piena di talento che è uscita fuori dalla Convention di primavera dell’Associazione nazionale delle Città del Vino che si è svolta, dal 15 al 19 giugno, in Abruzzo in provincia di Chieti.

“I borghi e i paesi sono parte integrante del sistema agricolo che, attraverso la valorizzazione di molte aree considerate marginali, abbinano ai prodotti le risorse turistiche e ambientali, l’artigianato, i beni culturali”, così ha fotografato la situazione il presidente delle Città del Vino, Floriano Zambon, nella sua relazione all’assemblea nazionale dell’Associazione svoltasi ad Orsogna. “L’agricoltura –ha detto ancora Zambon- deve diventare settore strategico dello sviluppo ed intorno ad essa deve crescere un nuovo modello economico che ponga al centro il prodotto di qualità e le eccellenze enogastronomiche”.

 

Nella precedente Convention di Marsala (novembre 2004) erano state indicate dieci azioni urgenti per ridare fiato al mondo del vino di qualità e al comparto del turismo enogastronomico con la valorizzazione delle produzioni tipiche e le identità locali, ora con la Convention abruzzese si è aperta invece la fase di azione delle Città del Vino, con l’impegno dei sindaci a sviluppare progetti e iniziative locali che diano concretezza ai grandi temi portati avanti dall’Associazione Nazionale (Ogm, mercati locali, turismo, vino e salute), oggi che l'associazione Città del Vino è aperta oltre che ai Comuni, anche a Province, Parchi e Comunità Montane.

 

Dall’assemblea delle Città del Vino di Orsogna è stata lanciata una sfida al mondo politico per uno sviluppo “pulito”, di qualità,  delle città e dei paesi. E non a caso l’assemblea quest’anno è stata dedicata a quel grande maestro delle "denominazioni comunali" che risponde al nome di Luigi Veronelli.

 

“I paesi, le piccole Città – ha affermato infatti il direttore Paolo Benvenuti – si sono molto trasformati in questi anni, ritagliandosi ruoli e funzioni nuove. Si sono trasformati in piccoli distretti economici e turistici, hanno unito le loro forze dando vita a consorzi e società di servizi per l’assistenza socio-sanitaria, lo smaltimento dei rifiuti e altri servizi ancora. Adesso bisogna fare tesoro di tutte queste esperienze amministrative e profondere nuove energie e risorse nel turismo enogastronomico, cogliendo le opportunità che il mercato ci presenta, sviluppando sinergie più efficaci tra pubblico e privato, sviluppando strumenti concreti come le Strade del Vino. Un’esperienza quella delle Strade del Vino che lo Stato e le Regioni non possono lasciare in mezzo al guado, ma che dovrebbero invece rilanciare con nuove risorse e nuovi impegni”.

Nella competività territoriale, come ha ampiamente dimostrato questa Convention abruzzese, non esistono aree deboli, ma soltanto aree non messe in condizione di competere e dunque costrette a tenere sotterrati i propri talenti e le proprie eccellenze.

 

E giustamente il coordinatore delle Città del Vino d’Abruzzo, Fabrizio Montepara, ha voluto sottolineare questo aspetto dichiarando che “l’Abruzzo oggi grazie al vino e al Montepulciano sta conoscendo un nuovo corso, sta dando un contributo notevole al mantenimento del territorio e del paesaggio. Un nuovo corso che va sostenuto e proprio dall’Abruzzo durante la Convention delle Città del Vino -ha aggiunto Monterapa- abbiamo lanciato l’idea di un marchio Italia che contraddistingua tutta la produzione italiana di qualità, compreso il vino. Un marchio che dovrebbe nascere all’interno di un progetto preciso, con l’impegno delle nostre istituzioni a tutelare i prodotti e a comunicare in modo efficace le nostre identità”.

 

Che dire ancora della Convention “Abruzzo, Terre del Montepulciano”?. E’ stata davvero una bella enofesta, che ha visto la partecipazione di oltre duecento Sindaci e amministratori provenienti da tutta Italia,  ramificatasi in tutta la provincia di Chieti con incontri, dibattiti e scorpacciate di prodotti tipici.

Unico neo l’assenza “fisica” della regione Abruzzo. Sebbene annunciato l’assessore regionale alle risorse agricole Marco Verticelli ha disertato l’importante convegno, dove doveva trarre le conclusioni, su “Il Marketing del vino e del territorio” svoltosi a Lanciano. L’assenza della regione è stata notata anche nella riunione dei Sindaci che si è tenuta nella sala consiliare della provincia di Chieti alla presenza del Presidente Tommaso Coletti (erano presenti solo alcuni consiglieri regionali) e nell’assemblea delle Città del Vino svoltasi al Teatro comunale di Orsogna.

 

Ma a questa assenza ha fatto da riscontro l’accoglienza davvero straordinaria di moltissime cantine e oleifici abruzzesi (citiamo solo l’azienda agricola Il Feuduccio e quella di Valle Martello, la cooperativa Citra, Agriverde, le cantine e gli oleifici della Frentana con la Cantina Sangro, quelle della Val di Foro e la nota Cantina Tollo) e dei Sindaci della zona (citiamo per tutti il Sindaco di Ortona, Orsogna, Fossacesia, Vacri, Villamagna, Miglianico, Crecchio, Francavilla al Mare, Lanciano).

 

Una volta di più l’Abruzzo reale, l’Abruzzo ospitale, ha capito l’importanza di questo evento e la capacità di questa associazione che riunisce ben 540 Città del Vino a veicolare all’esterno il territorio e i prodotti tipici di eccellenza.

 

Dall’Abruzzo dunque un nuovo messaggio per amare il turismo “multistrato”, capace di assommare paesaggio, storia, bellezze artistiche e cultura alimentare del territorio.

Il vino, questo infine il messaggio uscito dai tanti incontri abruzzesi,  è un traino fantastico, soprattutto quando è figlio di una scelta di qualità.

Ora gli occhi sono tutti puntati alla prossima Convention che si terrà in Puglia.

  

 

 

 

 

 

 

 

La relazione del Presidente dell'associazione Città del Vino, Floriano Zambon, all'assemblea nazionale

 

 

 

L' ABRUZZO protagonista nella Convention delle “ Città del Vino”.

I commenti di Nicola Mincone, Fabrizio Montepara, Paolo Benvenuti.

Massimo Ferretti

 

 

 

In un incantevole Castello di Gianni Masciarelli si è svolta la prima assemblea di RES TIPICA

 

 

 

Il Convegno di Lanciano: “il marketing del vino e del territorio”

 

 

 

Villamagna e le sue realtà vitivinicole sotto i riflettori delle Città del Vino

 

 

 

 Dai Sindaci delle Citta del Vino un “NO” deciso al vino sfuso

 

 

 

L'ultimo libro sulle Città del vino  

 

 

 

Un libro di Alain Denis e i prodotti di Diana D'Orsogna per gli appassionati delle ricette e della cultura legata alle spezie

 

 

 

 

 

 

 

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