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Italia e All Blacks: è stata la
festa del rugby
Il
Gusto del terzo tempo: collaborazione tra Buonitalia Spa e la
Federazione Italiana Rugby
La cucina maori in Academia Barilla
Milano 15 novembre 2009. Tutti
pazzi per la partita di rugby, il match tra l'Italia e gli “All
Blacks” svoltasi ieri al Meazza di Milano.
Per una settimana a Milano ma anche a
Parma e in altre città del nord d'Italia non si è parlato d'altro.
I giocatori neozelandesi All Blacks incontrano le scolaresche di
Milano, i giganti “tutti-neri” vanno a vedere il Cenacolo in
ciabatte, gli All Blacks sbarcano nella capitale della Food valley, a
Parma, e visitano l'Academia Barilla,
Poi è arrivato sabato e in ottantamila
sono corsi a San Siro per assistere al testmatch
della Nazionale italiana di rugby, con Cariparma,
sponsor ufficiale,
contro i bravissimi All Blacks e ascoltare e vedere
la famosa 'haka', la colonna sonora del rugby neozelandese,
che gli All Blacks usano per spaventare i loro rivali prima di ogni
match.
Tutti hanno sottolineato che, al di là
del risultato della partita, è stato il numero degli spettatori a
fare notizia. Solo pochi
anni fa nessuno avrebbe mai immaginato che fosse possibile portare
per un incontro di rugby 80 mila persone al Meazza di Milano.
Era
importante essere testimoni oculari dell'evento ha commentato Aldo
Grasso sul Corriere della Sera.
La
partita, o meglio l'evento, con uno “stadio pieno di bambini”, era
oggi sulle prime pagine di tutti i giornali e il
Sole 24 Ore gli
ha dedicato l'editoriale, “Rugby da favola.
Festa ovale al Meazza”, nella
pagina dei commenti.
Neanche l'Italia del calcio, di questi
tempi, riempe facilmente gli stadi e, questa volta, si sono
presentati davvero tanti a vedere uno sport di cui sanno poco, di cui
a mala pena conoscono le regole, per assistere tutti gioiosi a una
partita nella quale sapevano tutti che gli italiani avrebbe perso. E
infatti la partita è finita com'era lecito attendersi, con la Nuova
Zelanda che ha fatto suo il risultato con 20 a 6.
Ma il risultato non è tutto, perchè è
stato bello assistere a tutto quello che è successo, compreso il
“terzo tempo”, il post-partita in cui dopo essersele date ce la
si racconta bevendo e mangiando.
Il “terzo tempo” della partita si è
consumato nel lussuoso ristorante “Acanto” dell'hotel Principe di
Savoia in piazza della Repubblica. Cena di gala e smoking sopra i
muscoli, e a seguire il divertimento nelle discoteche di Corso Como.
Sushi, tanto sushi ma non solo anche
prodotti made in Italy.
Il
Gusto del terzo tempo: collaborazione tra Buonitalia Spa e la
Federazione Italiana Rugby
Proprio con la prima
partita di Milano è iniziata la collaborazione tra Buonitalia
Spa e la Federazione Italiana Rugby (FIR) che ha visto nel
Terzo Tempo la presenza dei prodotti agroalimentari italiani
certificati. Un format che caratterizzerà in febbraio anche l’atteso
torneo del “Sei Nazioni”.
“Abbiamo voluto
stringere questo accordo con la Federazione Italiana Rugby – ha
dichiarato Walter Brunello,
Presidente di Buonitalia Spa – perché riteniamo che lo sport, e in
questo caso particolare il rugby, sia uno strumento valido per
promuovere a livello nazionale e internazionale l’importanza di
un’alimentazione di qualità rappresentata appieno dai prodotti
che il panorama agroalimentare italiano sa produrre: garanzia di
gusto e sicurezza alimentare. Del resto – ha concluso Brunello –
una prestazione sportiva eccellente richiede un’alimentazione di
alto livello qualitativo”.
Nel Terzo Tempo milanese
erano presenti i prodotti dei Consorzi del Formaggio
Parmigiano-Reggiano, del Prosciutto di Parma, per la Tutela del
Formaggio Gorgonzola e dell’Olio Extra Vergine di Oliva Riviera
Ligure, tutti Dop.
I
giocatori neozelandesi a Parma all“Academia Barilla
Sulla scia del test match di rugby mercoledì 11
novembre un importante appuntamento con la cultura della Nuova
Zelanda si è svolto all'Academia Barilla, all'interno
dell'auditorium del Barilla Center.
E' stato il direttore dell’Academia Barilla,
Gianluigi Zenti a presentare l'Istituto parmense ai giocatori
neozelandesi ma anche ai tanti presenti compresi i rugbysti della
Federazione italiana rugby di Parma. “L'Academia Barilla è nata
nel 2004 -ha detto Zenti- con l'intendo di promuovere il cibo top
quality made in Italy e la cultura gastronomica italiana con una
scuola di cucina e commercializzando i migliori prodotti italiani
certificati in Italia e nel mondo”. (Per informazioni:
info@academiabarilla.it o telefonate al numero: 0521 264060).
Poi
la parola è passata a Nuk Korako, project manager della Nz
Maori Tourism Council, che ha illustrato, con grande capacità ed ironia, i
caratteri storici e culturali, compreso i
passi della Haka: la danza maori, di questo
popolo. Un popolo che vive sulle tradizioni e sul forte senso di
appartenenza e che ha proprio nel cibo una delle sue
caratterizzazioni più vive.
“La
Nuova Zelanda è lontana geograficamente da noi -precisa Zenti- ma il
cibo ci accomuna”.
In
previsione dei mondiali di Rugby che si svolgeranno nel 2011 nel
Paese del Pacifico., Marco Cadeddu, titolare di Esatour
Travels & Events, ha infine spiegato i progetti e le
possibilità turistiche che si stanno preparando per scoprire un
paese ancora sconosciuto ma ricco di sorprese.
Al
termine, mentre un video illustra come “Il cibo è tutt'uno con la
storia di un popolo”, entra in scena la cucina maori. Spetta a
Matteo Carboni,
cuoco dell'Academia Barilla preparare in diretta il pumpkin soup, una
specie di torta di zucca, piatto tipico neozelandese.
Si
è conclusa così con la partita di Milano una settimana piena di
rugby, cucina e cultura neozelandese. Questa volta la festa del
rugby ha davvero vinto!.
E
sabato prossimo ci sarà il Sud Africa.
Ad
Udine si svolgerà il terzo Cariparma test-match con l'Italia che
incontrerà i campioni del mondo in carica del Sud Africa.
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