Perché è importante la prima colazione: 10 buone ragioni per farla

 

 COLAZIONE DA VIP: come vivono il primo pasto della giornata attrici, modelle, campioni sportivi, nobildonne, politici, top manager e trend setters...

 

La prima colazione enl mondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La colazione preferita dagli italiani è quella tradizionale: dolce, semplice, fatta di caffè-latte e biscotti, oppure fette biscottate, pane, brioche.

 

Indagine Eurisko: il 92% degli italiani fa colazione e il 25% preferisce il bar

 

Roma - Che la colazione, primo pasto della giornata, sia fondamentale nel quadro della nostra alimentazione quotidiana lo sostengono, da sempre, gli esperti di nutrizione. E una ulteriore conferma è arrivata, nelle scorse settimane, da un incontro -dibattito che ha visto confrontarsi, oltre a medici, nutrizionisti e pediatri, anche pedagogisti, sociologi e genitori, e al quale è intervenuto anche il Ministro della Salute, prof. Girolamo Sirchia.

 

Spunto dell'incontro sono stati i dati inediti di un'indagine Eurisko, appena realizzata per conto di AIDI, l'Associazione che riunisce le principali industrie dolciarie italiane: «Abbiamo promosso questa ricerca Eurisko sulla prima colazione degli italiani - ha spiegato Umberto Rondani, Presidente dell'Aidi - con l'obiettivo di fornire un utile contributo alla conoscenza dei comportamenti degli italiani riguardo al primo pasto della giornata. Un pasto del quale, sempre più, si afferma l'importanza all'interno di una corretta alimentazione, anche in relazione alla prevenzione del soprappeso e dell'obesità. A questo proposito, il dibattito tra autorevoli relatori seguito alla presentazione dei risultati della ricerca ha voluto aggiungere un nuovo, fondamentale, tassello alla campagna di sensibilizzazione e informazione dell'opinione pubblica, avviata dal Ministero della Salute e finalizzata alla implementazione di un corretto e sano stile di vita».

 

Se è vero, infatti, come ha fatto notare Giuseppe Minoia, Presidente Eurisko, che il 92% degli italiani sostiene di fare colazione la mattina, scopriamo che ben il 15% della popolazione, però, si accontenta solo di bere un caffè senza mangiare nulla. Di fatto, dunque, è solo il 77% a mettere nello stomaco qualcosa di solido, e resta, inoltre, un 8% per il quale la prima colazione non esiste proprio come pasto. Una buona notizia è che i più assidui della prima colazione sono proprio i giovani, con una percentuale bassissima (5%) di quelli tra i 14 e i 24 anni che dichiara di non consumare mai questo pasto. La colazione preferita dagli italiani è quella tradizionale: dolce, semplice, fatta di caffè-latte e biscotti, oppure fette biscottate, pane, brioche. Ed è consumata soprattutto a casa (87%), anche se non mancano gli affezionati del bar ( 23%). Una nota negativa invece è quella che la prima colazione resta ancora un pasto troppo frettoloso (15 minuti al massimo tra preparazione e consumo) e solitario (il 55% degli italiani fa colazione da solo).

 

Secondo Marcello Ticca, libero docente e specialista in scienza dell'alimentazione, «di primo mattino è quanto mai consigliabile assicurare un adeguato rifornimento di cibo ad un organismo che proviene da otto ore e più di digiuno. Questo principio è tanto più valido se si considera che spesso è proprio nella mattinata che la maggior parte di noi è sottoposta all'impegno (lavorativo o scolastico) più gravoso. Una corretta prima colazione dovrebbe comprendere latte o yogurt, biscotti o altri prodotti da forno o fette biscottate o pane, con aggiunta di miele o marmellata ed eventualmente di moderate quantità di burro, nonché frutta. E' il cosiddetto “modello mediterraneo di prima colazione”, che si contrappone al modello anglosassone, molto più ricco di prodotti animali e di grassi, e che negli ultimi anni ha per fortuna decisamente recuperato terreno nelle abitudini della nostra popolazione».

«Tra l'altro - sottolinea Ticca - abolire la prima colazione non dà alcun vantaggio a chi desidera dimagrire: è infatti dimostrato che proprio negli obesi si riscontra la massima frequenza di rifiuto per questo pasto, e che un accurato frazionamento dei pasti nelle 24 ore (frazionamento che deve ovviamente partire fin dal mattino,)assicura una serie di vantaggi metabolici, fra i quali anche una più fisiologica utilizzazione degli alimenti ingeriti e, a parità di calorie introdotte, una minore deposizione di riserve adipose».

 

Per Giuseppe Morino, pediatra-nutrizionista all'Ospedale Bambino Gesù di Roma: «la colazione è un pasto che nei bambini ( il campione Eurisko non considera la popolazione sotto i 14 anni di età) è ancora troppo spesso trascurato. Secondo una recente ricerca INRAN, effettuata in Lazio su 7790 bambini di 9 anni, il 16% di soggetti va a scuola a stomaco vuoto. E'interessante, inoltre, vedere come tra gli scolari laziali che non fanno colazione il 15.5% è obeso ed il 28.7% soprappeso, contro il 10.8% e il 25.6% dei ragazzi che fanno regolarmente questo primo pasto. Un altro studio della Clinica Pediatrica dell'Ospedale San Paolo di Milano ha enfatizzato l'importanza della prima colazione nella prevenzione dell'accumulo di grasso corporeo evidenziando che il 4.6% dei bambini non obesi salta la prima colazione, rispetto al 22.6% dei soggetti affetti da obesità».

 

Particolarmente allarmante, secondo Giuseppe Morino, anche il dato messo in luce dall' Eurisko di una prima colazione consumata in solitudine, perchè il ruolo della famiglia è fondamentale nel determinare le abitudini alimentari e lo stile di vita dei bambini. Interessante a questo proposito l'iniziativa del MOIGE (Movimento Italiano Genitori) che in occasione dell'incontro ha presentato il Decalogo per vivere in famiglia la buona e sana abitudine alimentare della prima colazione, dal quale si ricava che una buona educazione alimentare è parte integrante dell'educazione dei figli e che deve inserirsi con naturalezza nella creazione di un clima familiare accogliente e amorevole. Perché le buone abitudini - quelle che rimangono per tutta la vita - si imparano da piccoli, anzi da piccolissimi!

 

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