Alteo Dolcini


L'incontro tra Alteo Dolcini e Max David

nel 1967

 

 

 

 

 

 

       

 

 

 

 

Dieci anni fa si spegneva Alteo Dolcini

La Romagna lo ricorda con affetto


Uomo di profonda cultura, appassionato custode delle tradizioni della sua terra, studioso e scrittore, Alteo Dolcini ha lasciato un ricordo indelebile in chi lo ha conosciuto e apprezzato. Dotato di acuta intelligenza e fervida fantasia ha saputo concretizzare le geniali idee che maturava

 

Il Consorzio per la Tutela dei Vini Tipici Romagnoli, le Cà de Bé, il Tribunato di Romagna, la Società del Passatore sono, infatti, alcune delle sue creature. La mostra itinerante “La Romagna di Alteo Dolcini” ne ricorderà la figura e le opere


img1.gifFaenza 2 settembre 2009. Dieci anni fa, il 2 settembre 1999, chiudeva la sua esistenza terrena, Alteo Dolcini, uomo di grande cultura, figlio di quella Romagna, che, con le sue idee e iniziative, ha contribuito a promuovere e valorizzare.


Oggi, a distanza di dieci anni, l’Associazione “Alteo Dolcini” vuole ricordare un personaggio che ha profondamente amato la sua terra, e lo fa allestendo la mostra “La Romagna di Alteo Dolcini” che ne illustrerà la vita e le iniziative. Nato a Forlimpopoli nel 1923, dopo gli studi come ragioniere e la laurea in Economia e Commercio, assume l’incarico di segretario generale del Comune di Faenza; incarico che ricoprirà fino al 1988. Ed è proprio nella città Manfreda che Alteo Dolcini maturò le sue più geniali idee.


Nel 1962, assieme a Lino Celotti e Pasquale Baccarini, Dolcini darà vita al Consorzio per la Tutela dei Vini Tipici Romagnoli per la denominazione d’origine.

E’ il primo passo verso la creazione dell’Ente Tutela Vini di Romagna, organismo creato con l’obiettivo di valorizzare l’enologia romagnola. Da questa prima intuizione nasceranno, poi, le Ca’ de Bé, autentici templi della romagnolità, vetrina delle migliori produzioni enologiche tipiche locali, dall’Albana al Sangiovese, dalla Cagnina al Pagadebit. Nel 1971 viene inaugurata la “Cà de Bé” di Bertinoro, cui seguiranno, nel 1975 la “Cà de Ven” di Ravenna e la “Cà de Sanzvés” di Predappio Alta (1976).


Nel 1967, a seguito dello “storico” incontro avvenuto a Bertinoro con Max David, inviato del Corriere della Sera, Alteo Dolcini dà il via al Tribunato di Romagna, sodalizio apolitico che si occupa ancora oggi della tutela e della valorizzazione della identità culturale e delle tradizioni enogastronomiche romagnole. Una realtà che ha visto fra i suoi sostenitori illustri personaggi del mondo della cultura e della politica, tra cui l’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Regan.

Ma gli orizzonti, su cui spaziavano la fervida fantasia e la creatività di Alteo Dolcini, non avevano confini, tanto che altre preziose realtà sono venute alla luce.


Nel 1969 nasce, infatti, la Società del Passatore e, di lì a poco, l’Ente Tutela Ceramica (a cui si deve la proposta di legge per l’attribuzione della Doc alle ceramiche faentine) e il Mondial Tornianti.


Nel 1965 ha fondato “La Mercuriale Romagnola, storico organo di informazione, che ha diffuso le sue molteplici iniziative a favore della Romagna. Da non dimenticare, poi, l’Ente Musica Romagna nel 1992 che ha reso omaggio a importanti musicisti romagnoli e la “Cento chilometri del Passatore”, gara podistica divenuta un appuntamento fisso per gli appassionati di questa disciplina. Sarebbe, poi, riduttivo non ricordare la fruttuosa produzione letteraria che abbraccia temi di natura diversa, dall’enologia alla storia, dai culti religiosi locali ai confini territoriali della Romagna. Una terra che a dieci anni dalla morte vuole riabbracciare idealmente chi ne è stato profeta e cantore e lo fa con una serie di iniziative che partiranno il prossimo settembre.


Il giorno 5, a Faenza, sarà intitolato ad Alteo Dolcini il voltone di accesso a Piazza Nenni, già della Molinella, su cui si affaccia l’ufficio nel quale, per anni, ha svolto la professione di Segretario Generale. Sempre nella stessa data, alle ore 17.00, verrà inaugurata anche la mostra a lui dedicata.

Mostra che sarà trasferita a Forlì, nella Sala XC Pacifici, il giorno 1 ottobre, mentre nel Salone Comunale si terrà un concerto con la partecipazione del soprano Wilma Vernocchi e del Coro Città di Forlì, dedicato al musicologo Michele Raffaelli, recentemente scomparso, che con Dolcini aveva fondato l’Ente Musica Romagna. Inaugurazione ore 18,00.


A Ravenna, infine, il 21 novembre, verrà assegnato il Premio Alteo Dolcini, conferito a Walter Della Monica, responsabile del Centro Relazioni Culturali. Sempre il 21 e, a Casa Oriani, alle ore 17.00 ci sarà l’inaugurazione della mostra che ricorda la figura di Alteo Dolcini.


www.alteodolcini.com

 

 

 

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