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Fabbri e la Comunicazione


CAROSELLO FABBRI

 

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Torino si prepara alla Fiera del libro 2007. I Caroselli Fabbri

 

Torino 6 maggio 2007. Si terrà al Lingotto Fiere di Torino dal 10 al 14 maggio la ventesima edizione della Fiera internazionale del libro. La manifestazione avrà come tema conduttore i confini.

Per l'edizione 2007 la Rai festeggia al Lingotto di Torino i 50 anni di Carosello in occasione della Fiera Internazionale del Libro. Un vero proprio teatrino di Carosello verrà allestito all'interno della Fiera per rivedere gli spot che hanno scandito la storia della pubblicità.

 

INformaCIBO mette a disposizione, qui a fianco, i Caroselli della nota azienda Fabbri, quella della celebre Amarena Fabbri.

 


 

3 febbraio 1957 -1 gennaio 1977

 

Anniversario di Carosello dove la pubblicità era poesia.

 

Carosello Fabbri, veri e propri serial pubblicitari di successo

affidati a importanti registi

 

Milano gennaio 2007. A distanza di cinquant'anni dalla nascita, con Carosello l'Italia celebra gli “antenati degli spot”.

Il “Ta-ta-ta-ta-ta-taratatà” ha segnato l'infanzia della Tv e da tutti ricordato anche perchè Carosello fu il primo spazio televisivo dedicato alla pubblicità.

 

"A letto dopo Carosello", è entrata nella Treccani delle frasi più celebri.

 

0x01 graphicCarosello, a trent'anni dal tramonto, sarà festeggiato a Milano, il prossimo febbraio.

Carosello è entrato a buon diritto tra le produzioni cult della Rai e più in generale della tv italiana degli inizi. ''A letto dopo Carosello'' era la frase urlata dai genitori ai bambini cresciuti a pane e reclame dal 3 febbraio 1957 a quel triste 1 gennaio 1977 in cui chiuse il sipario.

 

Carosello, programmato per 20 anni, ha chiuso 30 anni fa per decisione della Commissione di vigilanza Rai che protestava contro la troppa pubblicità nell'orario di maggior ascolto, e continua a rimanere il luogo della memoria televisiva.

 

"Carosello" resta ineguagliabile per la sua genialità: in quei 30 anni la pubblicità è stata al centro della tv in modo genuino e fiabesco.

Ogni scenetta durava più o meno 2 minuti, e solo nel codino finale c'era la pubblicità vera e propria con la vista del prodotto reclamizzato. Gli spettatori nel '77 erano quasi 20 milioni, per metà bambini.

 

"Carosello", luogo mitico della nostalgia, brandello di dna della Rai e degli italiani, evocatore di un tempo felice della tv del focolare domestico. Ernesto Calindri in mezzo al traffico brinda con un amaro al carciofo, il Cynar, “contro il logorio della vita moderna”. Ave so Caio Gregorio er guardiano der Pretorio. E ancora, le gemelline Imec, il pianeta Papalla, Calimeno piccol-e-nero, l'infallibile ispettore Rock che correggeva sempre l'aiutante Giuliano Isidori, con Non è esatto anche io ho commesso un errore.

 

E poi ci sono i Caroselli Fabbri.

 

Una storia lunga, costellata di produzioni memorabili, veri e propri serial pubblicitari di successo affidati a registi della portata di Luciano Emmer e a disegnatori, artisti, attori e cantanti di primo livello. Nella serie “Un pittore alla settimana” il brandy Gran Senior ha come testimonial artisti del calibro di Guttuso, Capogrossi, Gentilini, Levi, Cagli, ripresi mentre lavorano alle loro opere. L'idea alla base del ciclo “Una canzone per voi”, invece, è fare la parodia dei successi musicali dell'epoca.

“Tutti i gusti sono gusti” è un mini-show che rappresenta l'esordio nei Caroselli di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Il grande attore Adolfo Celi interpreta per Fabbri un ineffabile James Bond. E l'istrionico Tino Buazzelli sorseggia gli sciroppi Fabbri “Gli Inventabibite” e degusta la frutta al liquore, mentre cita brani e personaggi di Shakespeare e Goldoni.

Nella mostra, "1905 - 2005 Cento Anni Fabbri: 28 artisti interpretano un'azienda", allestita l'anno scorso alla Fondazione del Monte di Bologna fu esposta per la prima volta al pubblico un'opera realizzata nel 1957 da un giovane Renato Guttuso, testimonial per il Carosello Fabbri "Un pittore alla settimana".

 

Ma Carosello mise in mostra una miniera di personaggi. Dall' Amarena Fabbri alle gambe delle Kessler e a Calimero, il pulcino nero che reclamizzava il detersivo Ava, disegnato da Nino Pagot (Ignazio Colnaghi aveva prestato l' inconfondibile voce al pulcino). Di lui Umberto Eco disse: ''Quando un personaggio genera un nome comune ha infranto la barriera dell'immortalità ed è entrato nel mito''.

 

Gli attori facevano a gara per entrare in quelle scenette: Ubaldo Lay era il tenente Sheridan dell'aperitivo Biancosarti, Cesare Polacco era l'ispettore Rock della Brillantina Linetti. E poi ancora Tino Scotti con il confetto Falqui che basta la parola, Carlo Dapporto con la sua Pasta del Capitano, Nicola Arigliano con il digestivo Antonetto, il musicista Franco Cerri uomo in ammollo, la sensuale svedese Solvi Stubing "sarò la tua birra". Virna Lisi che con quella bocca può dire ciò che vuole...

 

A "carosello", allora, ancora lunga vita, se non nel tubo catodico, nella memoria dei telespettatori. “Ta-ta-ta-ta-ta-taratatà”..............

 

 

 

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