I cocktail più trendy dell'estate? Poco o nulla alcolici.

Finisce l'era dell'happy hour e si beve in stile retrò chic

 

Il caldo tropicale che attanaglia tutta la Penisola fa cambiare le abitudini degli italiani in tema di aperitivi e cocktail: crollano i super alcolici e sempre più successo per drink leggeri e rinfrescanti

 

Il termometro ha ormai raggiunto temperature tropicali. Le città italiane sono schiacciate sotto la morsa dell'afa e migliaia di persone tutte le sere, alla ricerca di un po' di sollievo e refrigerio, affollano bar e locali, tra aperitivi e dopo cena dei luoghi di villeggiatura, presi d'assalto durante i week-end, in attesa della partenza per le ferie, e delle vie più trendy delle città.

 

Ma cosa si beve in quest'estate 2006? La nuova tendenza arriva direttamente dai locali più trendy degli USA, dove è esplosa la moda dei drink leggeri e poco alcolici. Dalla sempre più affascinante Jennifer Aniston, alla bellissima top model tedesca, madrina dei Mondiali, Claudia Schiffer, questi sono solo alcuni dei “nomi” celebri che si sono “convertiti” al “no alcool”, o che comunque hanno archiviato gli aperitivi a base di bombe super alcoliche. E questa nuova moda non è sfuggita ai guru dell'aperitivo e i virtuosi dello shaker italiani, complice il gran caldo estivo.

 

Dalla Costa Smeralda a Milano, dalle spiagge più trendy della Sicila e del Salento ai locali capitolini, rispetto allo scorso anno sono molte le cose cambiate nel mondo dei cocktail. In ribasso le “bombe alcoliche” e out la birra. A vincere sono cocktail poco o per nulla alcolici e i drink a base di frutta e sciroppi o dal gusto retrò chic. E davanti al bancone del bar gli Italiani si dividono in vere e proprie tribù: dai puristi del cocktail ai perfezionisti del drink, per arrivare ai retro' trasgressive, a caccia di quei sapori e i quelle atmosfere della belle epoque, veri appassionati di marchi “storici” come il Chinò o l'intramontabile Zucca, magari rivisitati in chiave moderna.

 

È questa la tendenza che emerge da uno studio realizzato da Eta Meta Research

su 110 tra bar e locali tra i più trendy e famosi d'Italia.

 

Dopo l'estate 2005 a base di super alcolici, il 2006 scopre il bere “trendy e sano”

 

La scorsa estate? Tutta a base di Mojito, di Caipirinha e di cocktail iper alcolici. L'aperitivo diventava una vera prova di forza e di resistenza, senza considerare l'attentato per il fegato. Quali sono invece le tendenze del bere dell'estate che i metereologi hanno definito come una delle più calda degli ultimi 2 secoli? Ben il 67% dei barman intervistati non ha dubbi, l'estate 2006 è all'insegna del “poco alcolico”: la moderazione, insomma, sembra aver conquistato gli italiani al bancone del bar. Solo l'11%, soprattutto nel Triveneto e in Lombardia, non ha notato nessuna flessione nella richiesta di cocktail a base di super alcolici. In generale, comunque, il consumo di super alcolici, a detta del 75%, si è spostato in avanti come orario, mentre l'aperitivo è tornato ad essere più leggero.

 

E se i cocktail a base di 3 o 4 qualità diverse di liquori sono al tramonto, quando gli Italiani scelgono cosa bere la tendenza è per il retrò chic (lo sostiene il 52%): cocktail dal gusto decisamente vintage, come il “Fuori di Zucca” a base di Vanil, Zucca e ghiaccio shakerati o il Cubotto con Chino' e Rum.

 

I motivi di questa vocazione “salutista” degli italiani? Sicuramente il gran caldo. A sostenerlo è il 35% dei barman: “le temperature tropicali che si registrano, infatti, se mixate con i super alcolici può diventare veramente una bomba”. E se alcuni degli intervistati (20%) sottolineano che l'attenzione alla linea e alla salute è il motivo principale per questa temperanza alcolica, non manca nemmeno chi (14%) dice che molti clienti hanno fatto esplicito riferimento alla paura di essere “pizzicati” in un controllo della stradale e vedersi togliere dalla patente dei punti preziosi per un tasso alcolico troppo alto. Al fianco di queste motivazioni, sono molti i barman (15%) che sottolineano come in molti casi si tratti semplicemente di una moda. D'altra parte alcuni dei personaggi più in vista del jet-set internazionale e del mondo del cinema si sono convertiti a questo modo di bere.

 

E' talmente diffusa la passione per questi cocktail che sia Jennifer Aniston, la sempre più affascinante ex signora Pitt, che Jessica Simpson e Eva Longoria, lanciata dal serial cult Desperate Housewives, ne hanno fatto un vero stile di vita: “nelle loro ville californiane durante gli abituali party hanno indetto delle vere gare tra i loro ospiti per creare nuovi drink rigorosamente no alcool”, come riportano le cronache mondane del L.A. Times. Ecco che una delle novità più trendy dell'estate, che hanno spopolato durante il Festival di Cannes, sono ad esempio i Fruit Perrier, a base di Perrier e sciroppi di frutta, dove ad essere curato è non solo il sapore, ma grande attenzione viene data all'aspetto scenografico del drink.

 

Davanti al bancone del bar gli Italiani si dividono: da un lato gli insicuri, che si affidano completamente al barman, e dall'altro gli esibizionisti del drink, e i barman virtuali

 

Ma come scelgono cosa bere gli italiani? Nel 20% dei casi, a detta dei barman, i clienti sono “sicuri di ciò che vogliono bere e “fedeli” ad un cocktail”, mentre il 45% si affida alla scelta e all'estro del barman. Il 34%, dicono ancora gli intervistati, si affida alle bevande “tradizionali” o di moda. E sempre parlando di “moda” relativa al bere, tra gli “ingredienti e gli aromi” più utilizzati per creare i cocktail, in calo le spezie, mentre nei locali più trendy d'Italia, quelli che lanciano le nuove mode in termini di aperitivi e drinks, ad essere i veri protagonisti sono gli sciroppi alla frutta (75%), ma resiste anche il binomio “lime-menta” (44%), anche se rivisitato in chiave analcolica, e torna la vaniglia (47%), magari abbinata al caffè freddo.

 

E anche il “modo” di fare l'aperitivo sembra essere cambiato: la moda dell'aperitivo abbuffata (nata a Milano con l'Happy Hour, ma poi dilagata in tutto il Bel Paese) secondo il 67% dei barman intervistati è in forte calo. Sempre meno piatti traboccanti di pasta, verdure ripiene, distese di pizza untissima, adesso i cocktail e le bevande vengono accompagnati da frutta fresca (25%), finger food (49%) e salatini (13%).

 

Ma non basta, di fronte al bancone del bar, gli italiani si dividono in vere e proprie “tribù”.

 

Oltre infatti a tutti quelli che frequentano i locali di tutta la penisola per concedersi un aperitivo o un drink in tutta tranquillità, senza particolari bizze o manie, scegliendo sulla base dei loro gusti, o anche delle proposte dei barman, il popolo degli avventori si suddivide in alcune particolari categorie:

 

Il popolo degli “indecisi cronici”: non sanno mai cosa ordinare, restano anche un quarto d'ora a studiare la lista, per poi chiedere al barman di scegliere al posto loro. Non solo, sono capaci di cambiare idea anche tre o quattro volte mentre fanno l'ordine. Alla fine, pur iniziando immancabilmente con la frase “questa sera non voglio bere la solita cosa”, finiscono sempre per scegliere lo stesso cocktail, a meno di non trovare un barman particolarmente energico che li convince ad affidarsi per la scelta di cosa bere.

 

Gli “esibizionisti del drink”: si considerano dei veri esperti, e non perdono occasione per ordinare per tutta la compagnia. Sono sempre aggiornati sul drink o sul cocktail più di moda nelle diverse zone d'Italia, sanno naturalmente quali sono gli ingredienti più “in” e non mancano di lasciarsi andare a dissertazioni sulle qualità delle diverse bevande ed ingredienti. Tra questi si trova anche l'equivalente dei fashion-victim: se un anno va di moda un determinato drink o cocktail non ci rinunciano per nulla al mondo, anche se in fondo non gli piace tanto.

 

I “retrò trasgressive”: amano riscoprire i sapori “antichi” come quelli del Chinò o dello Zucca, ma rivisitati in chiave moderna. Ricercano la semplicità e aperitivi leggeri con cocktail che riscoprono ingredienti decisamente retrò come il rabarbaro, il Vanil, il bitter, la crema di cacao, il vino accompagnati da raffinati finger-food, creativi, sfiziosi e colorati piatti da gustare esclusivamente con le dita.

 

I “barman virtuali”: la lista delle consumazioni? Roba da “pivelli”. Di fronte ad un bancone si trasformano, diventano dei veri esperti, fanno le richieste più strane, i cocktail più complicati, ma soprattutto loro stessi ne inventano di frequente e cercano di spiegare ai poveri barman come realizzarli. Allo stesso modo sono attentissimi alla preparazione, pronti a criticare o a fare osservazioni su come è stato shakerato un cocktail o sulle proporzioni dei diversi ingredienti utilizzati.

 

Gli “statali dell'aperitivo”: bersi qualcosa con gli amici diventa per loro come timbrare il cartellino. Non scelgono mai niente di nuovo, in qualsiasi posto o località si trovino, chiedono sempre la stessa cosa, in qualsiasi stagione e con qualsiasi clima. Cambiare e scegliere qualcosa di nuovo? Assolutamente no, si tratterebbe sicuramente di una grandissima delusione.

 

 

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