Rilanciare la “qualità della piccola Italia” con le DE.C.O.

Un “marchio” di origine per difendere un patrimonio cultural-gastronomico.

Un convegno ad Alessandria e varie iniziative in molte regioni d’Italia.

 

Un libro di De Donno e, forse, una petizione per il riconoscimento de

“Lu tarallucce” a Casalbordino in provincia di Chieti

 

di Donato Troiano

 

 

Sulla carta d’identità del Comune di Casalbordino in provincia di Chieti, alla voce “segni particolari” tra qualche tempo potrebbe apparire questa scritta: in questo paese  si produce un dolce buono ed esclusivo “lu tarallucce”, come già ora a Ladispoli, sul litorale laziale, dove si produce il “carciofo romanesco”, per non parlare di  Modica, in Sicilia, dove si crea un particolare cioccolato locale, fatto con la pasta di cacao lavorata a crudo. Una vera leccornia che ha portato nella piccola cittadina in provincia di Ragusa ben cinquantamila turisti in tre giorni.

 

Questi sono esempi concreti di DE. C.O. La sigla contraddistingue le Denominazioni comunali d’origine: in Italia sono più di duecento i municipi dove si è discusso e approvato una delibera di riconoscimento di una o più specialità del luogo.

 

A Casalbordino, se tutto va bene, si sta pensando per la prossima estate addirittura al lancio di una “Petizione popolare” per sottoporre al Sindaco e all’Amministrazione comunale la proposta di tutelare “lu tarallucce”, un vero giacimento gastronomico di questo piccolo paesino vicino Vasto, con un marchio “deco”. E proprio lì vicino, a tre chilometri di di distanza c’è un altro ancor più piccolo comune, Villalfonsina, poco più di mille abitanti, dove il Sindaco, Nicoletta D’Ortona, proprio ad INformaCIBO l’anno scorso dichiarò di volersi impegnare per il riconoscimento di  altri  gioielli dell’enogastronomia locale “la sfogliatella” e “lu vino cotto”.

L’obiettivo è sempre lo stesso, quello di rilanciare l’economia del paese e insieme produrre una risposta culturale legata alle tradizioni enogastronomiche del passato.

 

Ma le De.Co. non sono una novità assoluta. Il primo  a parlarne e a crederci spingendo i sindaci a farle approvare fu Luigi Veronelli. Agli inizi degli anni novanta ne fece una bandiera: “dovete difendervi dalle omologazioni del gusto e dalla burocrazia che impone bolli e scartoffie. Basta una delibera comunale per tutelare i prodotti tipici locali e territoriali”.

 

La campagna ora è andata avanti e recentemente ad Alessandria per merito di Paolo Massobrio, collega e discepolo di Veronelli, si è svolto un affollatissimo Convegno alla presenza di moltissimi Sindaci ed esperti.

 

E ad Alessandria è arrivato anche un messaggio di attenzione e “apertura” al problema Deco da parte del Ministro alle Politiche Agricole Gianni Alemanno: “Le De.co, intese come censimento dei prodotti che identificano un Comune sono un ulteriore elemento di distinzione che sicuramente rafforza il valore identitario di un territorio”.

Con queste parole inviate a Paolo Massobrio presidente di Papillon e al sindaco di Alessandria Mara Scagni, il ministro Alemanno ha riconosciuto la validità delle denominazioni comunali. “Il Comune – ha ribadito il ministro per le Politiche Agricole nel suo lungo messaggio – rappresenta senza dubbio il soggetto principale, a cui la legge dell’8 giugno 1990 n. 142 dà facoltà di disciplinare in materia di valorizzazione delle attività agroalimentari.”

 

Una posizione di apertura, anche se ancora cauta, questa del Ministro, ma certamente più avanzata di quella espressa dal presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci (“stiamo attenti alle forme tecniche” ha detto il deputato della Margherita), presente anch’egli al convegno di Alessandria.

 

La posizione del Ministro, accompagnata dalla sua proposta di promuovere un “tavolo permanente di lavoro per accompagnare il percorso dei prodotti censiti dai comuni”, è un passo avanti di fronte alle chiusure degli anni scorsi.

 

Non si tratta di un marchio in più, ma di un modo per tramandare ai posteri un prodotto territoriale e rendersi conto, da parte di un’amministrazione pubblica, che si ha in casa un patrimonio da tutelare certificandolo con una semplice delibera comunale.

“Il marchio collettivo geografico – dice infatti Orazio Olivieri, esperto di prodotti a denominazione - permetterebbe di rafforzare il concetto di De.Co. inquadrando il fenomeno nel canale della tutela. Questo strumento sarebbe oltremodo opportuno, trattandosi di un marchio che darebbe tutela di rilevante spessore contro le imitazioni e le contraffazioni.”In ogni caso le De.Co. darebbero uno stimolo fondamentale, come ha ricordato Riccardo Lagorio, altro esperto che fra i primi ha promosso denominazioni comunali in Italia: “Il concetto di denominazione di origine è antichissimo, e già Plinio era così avveduto da comprendere che le denominazioni troppo vaste non andavano bene”.

Il lavoro ora è cominciato e su questa strada il movimento si ramifica  ingrandendosi e, come voleva Veronelli, le iniziative nascono dal basso. Petizioni, assemblee,  convegni, iniziative e ora anche un libro.  Un volume frutto di un lavoro paziente e tenace di un grande assertore delle denominazioni comunali d’origine, il docente universitario Roberto De Donno, che ha appena raccolto in un libro (“Le Denominazioni Comunali: opportunità di sviluppo territoriale, identità, tradizione e mercato”. Edizioni Giuffrè Milano) tutte le delibere e i prodotti censiti dai vari Comuni.

Un libro vademecum indispensabile per chi voglia approfondire l’argomento e per le amministrazioni comunali che vogliono “deliberare”.

 

Ad Alessandria insieme al convegno si è festeggiata, con il sindaco Mara Scagni a fare da madrina, la nascita della De.Co per la tipica pasticceria della città; dalla “tartufata ai cannoncini” ai “Mandrugnin” e ai “Lacabon di zucchero” che si preparano a dicembre per la festa di Santa Lucia.

 

Ora che il dato  è tratto bisogna andare avanti. Anche INformaCIBO, da parte sua, appoggerà l’iniziativa e si allea a questa grande carovana per ricordare e portare avanti gli insegnamenti del Maestro Luigi Veronelli.

 

 

Per info: www.infodeco.it

 

 

 

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