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Se il Sindaco fa il garante...
di Luigi VERONELLI (dal Corriere della Sera del 20 aprile 2003)
Paolo Panerai, editore e giornalista –che molti temono per la severa aggressività- è un amico. Lavoro con lui da sempre. Credo non si sia mai stati d’accordo su nullo che si riferisse al sociale e al politico, lui favorevole ad una proprietà concettosa e al fluire rapido della finanza, io no. Lui ha sempre rispettato in ogni impresa giornalistica, percorsa insieme, il mio serio lavoro, io il suo, serio altrettanto. Con l’inizio dell’anno ha voluto che la mia rubrica su Class non fosse più solo rivolta agli effimeri piaceri dei cibi e dei vini, la volle allargata –ma sì- alla vita materiale e le diete un titolo sorprendente: Maitre-à-vivre.
Quando mi dicono maestro, subito m’oppongo; non mi sento maestro per la sola ragione che non ho mai utilizzato le mani se non per tenere una penna. Le mani, così individuali –la destra ha propositi suoi, ed anche la sinistra, a volte in contrasto, sottratte addirittura al pensiero –vogliono l’amorosa contiguità con la terra e i suoi strumenti e con gli oggetti, di contro, più sofisticati.
Maitre-à-vivre. Con molto timore, penso di esserlo. Ho lavorato tanto e desidero di continuare sino al raggiungimento dei miei obiettivi. Ho commesso errori –lievi, debbo dire- mai col proposito malizioso. Ho disprezzato il danaro. L’ho esatto nella misura, e non oltre, in cui servivia per ottenere, nei limiti del possibile, la visibilità che mi è negata dalle autorità e dai padroni delle multinazionali. Ci sono riuscito con la vittoria contro tutti –quasi- nella costituzione legale delle denominazioni comunali.
Non passa giorno senza conferme.
Riccardo Lagorio, mio primo missionario (da mesi ha ottenuto la de.co. per il mais belgrano di Castegnato), mi annuncia oggi la de.co., per il formaggio tombea di Magasa, anche nel bresciano; e l’agronomo Angelo Magliaro di Paola, missionario casentino, la de.co. del Comune di Belmonte Calabro, con il pomodoro “Cuor di bue”.
E che sono lì lì per arrivarci, Amantea, con la cipolla rossa e i fichi; Santa Maria del Cedro, con il cedro della varietà Liscio Diamante; Diamante, con il cedro e il peperoncino, e Verbicaro, con i vini bianchi e rossi “di Verbicaro”. |