A proposito di una foto su “Il Giornale”

Non ci sono Ogm nei nostri prodotti Dop....

anche il Parmigiano è "libero da ogm"

La cattiva informazione getta solo discredito sui nostri prodotti Dop


Parma 5 marzo 2010. Un “inquietante titolo”, come lo definisce Paolo Massobrio sulla sua newsletter, apparso sul Giornale di questa mattina, cerca di coinvolgere nella bagarre degli Ogm anche i cibi Dop italiani, compreso il Parmigiano Reggiano. La tesi è semplice: "Tutti i prodotti italiani dop – scrive la giornalista Enza Cusmai - provengono da carni e latticini di allevamenti italiani dove si trovano animali che si nutrono di mangimi ogm" e nel calderone finiscono anche altri formaggi eccellenti come pecorino, provolone, gorgonzola, mozzarella e non solo.


Perchè -si domanda Massobrio- “fare una cattiva informazione che ha solo il merito di creare discredito su un prodotto e falso allarmismo?”.


Noi di INformaCIBO aggiungiamo, senza tema di smentita, che nessuno studio ha mai evidenziato la presenza di elementi transgenici nel Parmigiano-Reggiano e Prosciutto di Parma e in altri prodotti Dop. Tanto è vero che la stessa giornalista deve ammettere "nessun allarme...e i responsabili dei settori tengono a precisare che non si può parlare di prodotti ogm".

E allora perchè il Giornale ha riempito  un'intera pagina sul problema?


Ricordiamo inoltre, a quelli del Giornale innanzitutto, che il Consorzio del Parmigiano-Reggiano, da tempo, ha istituito uno specifico Albo dei produttori di mangimi, e questi debbono sottostare a regole rigide che riguardano i temi del benessere dei consumatori, della salvaguardia dell’ambiente, della valorizzazione del territorio e delle condizioni sanitarie delle bovine.


Va anche ricordato che dopo una campagna di Greempeace e di altre associazioni, nel lontano 2007 il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha aderito ad una campagna “Liberi da Ogm”, promossa da decine di associazioni ambientaliste.


Ecco perchè le foto allarmistiche del Giornale rischiano di alimentare timori immotivati su un prodotto cui si legano i redditi di 450 strutture di trasformazione, di oltre 4.800 aziende agricole e di 20.000 operatori.


INformaCIBO riproduce, qui sotto, l'adesione del Consorzio alla campagna "Liberi da Ogm".

 

PARMIGIANO-REGGIANO: IL CONSORZIO ADERISCE ALLA CAMPAGNA "LIBERI DA OGM"

Reggio Emilia, 23 ottobre 2007 - Il Consorzio del Parmigiano-Reggiano ha deciso di aderire alla campagna “Italia Europa Liberi da OGM”.

Nonostante l'EFSA (l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) abbia chiaramente affermato su base scientifica che, anche nel caso in cui nei mangimi destinati all'alimentazione animale fossero eventualmente presenti alimenti OGM, non esistono tracce di DNA transgenico vegetale nel latte, nella carne e nelle uova, quindi in tutte le produzioni animali – sottolinea il presidente del Consorzio di tutela, Giuseppe Alai – inviteremo i produttori ad aderire ad un programma di uso di mangimi non OGM, adottando quindi una politica produttiva consortile che si avvii verso un abbandono dei mangimi con materiale transgenico”.


“Non essendovi alcuna traccia di OGM nel latte usato per produrre il Parmigiano-Reggiano - prosegue Alai - le ragioni per questa scelta risiedono esclusivamente in un impegno a tutela dell’ambiente che quotidianamente già manifestano i produttori di Parmigiano-Reggiano, come del resto hanno certificato anche alcune recenti indagini di importanti associazioni ambientaliste”.


“Questa scelta, in ogni caso – prosegue il presidente del Consorzio – non può creare in alcun modo condizioni insostenibili dal punto di vista produttivo;
questa politica di adozione di mangimi non transgenici va dunque seguita, ma a condizione che non diventi un onere insopportabile per i produttori”.
“Questo aspetto imprescindibile – afferma il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano - mette l'accento sull'
aspetto politico ed economico della questione OGM ed apre un confronto sia con la Regione Emilia-Romagna sia con il sistema politico italiano ed europeo per la questione dell'approvvigionamento dei mangimi non OGM. Infatti, così come non si vuole che si crei, in prospettiva, una situazione di ricatto verso l'agricoltura mondiale da parte di chi è custode delle conoscenze e della produzione di sementi OGM, altrettanto non vorremmo cadere in un ricatto da parte di chi fornisse in modo esclusivo soia non OGM, al punto da imporre un prezzo da una posizione di forza”. “Sarà dunque necessario verificare la possibilità di effettuare accordi con le regioni del sud America che sono in grado di garantire la fornitura del prodotto non transgenico, così come sarà indispensabile avviare studi e ricerche per produrre proteine vegetali nel comprensorio del Parmigiano-Reggiano, rafforzando ulteriormente il suo profondo legame con il territorio, dal quale provengono tutti i foraggi oggi utilizzati”.


"Abbiamo aperto un confronto con alcune associazioni ambientaliste per definire i principi della nostra azione. L'adozione di questa scelta nasce da una concreta e reale attenzione verso l'ambiente, ma non possiamo abbracciare posizioni che possiamo definire "integralistiche". Occorre creare un percorso per i nostri allevatori che consenta loro di andare verso l'uso di semi di soia non OGM, ma d'altra parte
occorre che vi sia la possibilità (oggi tutt’altro che scontata) di reperire facilmente sul mercato queste produzioni”.

“In assenza di questa condizione – prosegue Alai – ci troveremmo costretti a stigmatizzare nuovamente – come già stiamo facendo – i comportamenti di chi oggi sta usando, in modo scorretto, il Parmigiano-Reggiano come bandiera contro le multinazionali che vendono i semi di soia nel mondo. Il nostro prodotto non contiene OGM, e non è accettabile che se ne costruisca un’immagine negativa strumentalizzando la sensibilità e l'emotività delle persone ventilando ipotesi e teorie inconsistenti”. “Occorre allora – conclude il presidente del Consorzio del Parmigiano-Reggiano – lavorare insieme con lealtà e uno spirito costruttivo, garantendo innanzitutto ai produttori la possibilità di continuare a lavorare, di rafforzare la difesa dell’ambiente e quella tutela del consumatore che già oggi è totalmente garantita”.

 

 

 

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