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Uno
studio di Think Tel
sull'informazione on-line
Il
“web (forse) non ucciderà
i giornali” ma intanto....
la
pubblicità sul Web è
aumentata del +61%
Parma 9 febbraio 2007. Oggi su tutti i giornali campeggia a titoli
cubitali questa notizia “Addio alla carta e alle tipografie: il New York Times sogna il web”.
E' un avviso lanciato da Arthur Sulzberger,
editore del New York Times, uno dei più prestigiosi quotidiani del mondo, per
tutti i lettori e i giornalisti. L'editore americano non è sicuro che fra cinque
anni il suo giornale sarà ancora stampato, a causa della sfida posta da
Internet.
In un'intervista al quotidiano israeliano Haaretz, Arthur Sulzberger - presidente
del gruppo editoriale – ha detto: “La
cosa fondamentale - ha spiegato - è concentrarsi su quale sia il modo migliore
per governare la transizione dalla carta stampata a Internet”.
“Internet è un posto meraviglioso e su questo terreno
noi siamo davanti a tutti”, -ha detto l'editore americano- forte del raddoppio dei lettori del sito web
del Nyt, salito al milione e mezzo di visitatori al giorno, contro l'1,1
milioni di abbonati all'edizione cartacea. Sulzberger ha spiegato che il Nyt ha
imboccato la strada al termine della quale il gruppo prenderà la decisione di
non far più uscire il quotidiano stampato. È un processo che ha portato di
recente, ad esempio, a fondere i desk redazionali del giornale stampato e di
quello online.
Solo alcuni giorni prima, il 5 febbraio, è stato
presentato a Milano, nella sede del Sole
24 Ore, durante un convegno dal significativo e tempestivo titolo, “Il
web ucciderà i giornali?”, uno studio condotto dal prestigioso pensatoio
sulla società dell'informazione, ThinkTel.
Come ha spiegato il vicepresidente e coordinatore del
ThinkTel, il professore Carlo
Mario Guerci, “l'advertising on-line e' cresciuto del 61,7% nel 2006 in
Italia rispetto al più risicato +1,2% della carta stampata e alla flessione
dell'1,8% della televisione”.
Ma allora i giornali stampati chiuderannno,
venendo meno la pubblicità?
Guerci e anche gli altri relatori, hanno convenuto su una cosa, i quotidiani
non saranno sostituiti dall'informazione on-line solo ad un patto, che si
rinnovino e che prestino molta attenzione alle esigenze del lettore.
I giornali web possono insidiare ma non cancellare la
carta stampata: questo il verdetto unanime di una giuria autorevolissima ma i
dubbi sono forti.
Hanno partecipato alla discussione, coordinata dal
vicedirettore del Sole 24 Ore, Gianfranco Fabi, Massimiliano Magrini, Country manager
Google Italia, Claudio Calabi, ad del Sole 24 Ore, Marco Comastri ad di Microsoft
Italia, Marco Vernocchi, manager partner del settore Media – Accenture, Antonio
Campo Dall'Orto, direttore generale di Telecom Italia Media, Stefano Venturi, ad di Cisco Systems Italia.e
Andrea Granelli, della Fondazione Rosselli.
“Più che uccidere i giornali -ha detto Calabi-
l'ingresso del web è una sfida al cambiamento per tutti i gruppi editoriali.
Dobbiamo lavorare a prodotti più innovativi e che rispondano alle esigenze dei
lettori”.
“L'avvento di internet e delle nuove tecnologiew
nella nostra vita di tutti i giorni -ha detto Magrini, di Google Italia- ha
rivoluzionato molti paradigmi della comunicazione. La tipologia e la quantità
di informazioni di cui possiamo disporre oggi, uniti ad uno stile di vita che
spesso non ci consente di dedicare molto tempo ai mezzi di comunicazione,
portano a favorire l'utilizzo dei nuovi media rispetto ai tradizionali canali
comunicativi”.
Dello stesso parere Stefano Venturi, ad Cisco
Italia: “Fortemente sottovalutata e per molti versi ignorata per anni dal mondo
business, Internet -ha detto il vicepresidnete di Cisco inc.- si è diffusa
rapidamente in tutte quelle comunità che ne hanno compreso il grande potere
tanto che oggi è entrata prepotentemente nella vita di tutti noi. La diffusione
del web e dei media digitali suggerisce agli editori l'adozione di nuovi
modelli di business che vedano in Internet come parte integrante delle loro
strategie di sviluppo, permettendo di utilizzare in modo diverso il web e la
carta stampata”.
''Il web procede ma non ha ancora vinto. Per questo
la fine dei giornali non è alle porte - ha rassicurato Guerci (la relazione
integrale viene pubblicata qui sotto)-
ma si allontanerà questo momento, solo se gli editori saranno in grado
di aggiornarsi e di stare al passo con il lettore. Il primo obiettivo dei
giornali é comunque il recupero della loro credibilità e della loro immagine”.
E a questo punto, Guerci conclude drasticamente:
“Senza ciò la sfida non si vince.....ma neppure si pareggia”.
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