Ires Cgil sulle Fiere dell'Emilia Romagna

 

La guerra tra Fiere di Parma e Fiera Milano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ancora tensioni tra il sistema fieristico dell'Emilia Romagna e Fiera Milano. “L'eccesso di protagonismo di Milano -affermano gli emiliano-romagnoli- spacca il mercato e mette in difficoltà tutto il sistema fieristico”

 

Lorenzo Cagnoni presidente Fiera di RiminiBologna luglio 2006. L'Emilia Romagna continua ad inviare messaggi non proprio amichevoli a Fiera Milano, il più grande network fieristico europeo, presieduto da Michele Perini e Piergiacomo Ferrari.

 

A sferrare l'ultimo attacco è stato Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera Spa durante un Convegno, promosso a Bologna da Cgil Filcams e IRES Emilia Romagna, “sul sistema fieristico regionale e sul ruolo del lavoro nello sviluppo del settore” (qui un resoconto del Convegno) al quale ha partecipato anche Duccio Campagnoli, Assessore regionale dell'Emilia Romagna alle Attività Produttive.

 

"L' eccesso di protagonismo di Fiera Milano, che immagina di realizzare iniziative concorrenti, -ha affermato nel suo intervento Cagnoni- spacca il mercato e produce effetti negativi per la competitivita".

 

“Fiera Milano -ha aggiunto il numero uno di Rimini Fiera Spa- quando non riesce a strapparci gli eventi, organizza manifestazioni concorrenti. L' eccesso di offerta dovrebbe essere contrastato perché queste tensioni sul mercato mettono tutti in difficoltà".

 

Ecco perché, secondo il presidente Cagnoni, la ricetta per vincere la competizione con il gigante milanese è “continuare sulla strada della specializzazione, della professionalità e andare avanti sulla strada delle politiche di alleanza”.

 

E proprio seguendo questa strada la Fiera di Rimini ha avviato un rapporto di alleanza con la Fiera di Roma: la prima iniziativa è quella di organizzare una manifestazione sul turismo, un anti-BIT, la più grande manifestazione dedicata al Turismo che si svolge ogni anno, nel mese di febbraio, a Milano.

 

A sostegno delle posizioni di Cagnoni è intervenuto anche l'assessore regionale Duccio Campagnoli.

“Con Milano l' Emilia-Romagna ha vinto 3-0, perché -ha precisato Campagnoli- ci siamo tenuti il Cibus a Parma e il Saie e l' Eima a Bologna. E quindi è stata riconfermata la fiducia nel nostro sistema fieristico da parte delle grandi categorie nazionali. Penso che ci sia un problema di regolazione del sistema fieristico nazionale, altrimenti c'é una guerra di tutti contro tutti. Competizione - ha ribadito l'Assessore regionale- che comunque l' Emilia-Romagna ha ben sostenuto". E' intervenuto anche l' amministratore delegato di Bologna Fiere, Michele Porcelli, affermando che "lo squilibrio tra domanda e offerta sta determinando situazioni inaccettabili" sul piano della concorrenza, in particolare se si considerano gli aiuti pubblici che alcuni enti fieristici ricevono e altri no. "Meno soldi il pubblico dà agli operatori e meglio è - ha sottolineato- Noi non chiediamo più risorse, chiediamo che anche gli altri quartieri fieristici non abbiano sovvenzioni pubbliche. Il ruolo del pubblico invece, deve essere quello di garante della concorrenza".

 

Intanto da Rimini arriva la notizia che il preannunciato ingresso in borsa di Fiera Rimini, previsto entro l'estate, slitta alla primavera del 2009.

 

Lo ha annunciato il presidente Lorenzo Cagnoni, spiegando che la decisione è stata presa per consentire alla società di consolidare le posizioni di mercato acquisite, di rafforzare le alleanze e completare il percorso di innovazione.

 

Il prossimo 9 settembre saranno inoltre inaugurati due nuovi padiglioni dell'ente fieristico riminese, proprio a ridosso del Meeting dell'amicizia fra i popoli organizzato da Comunione e Liberazione.

 

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