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I
Libri da leggere sotto l'Albero
Bevo
dunque sono.
Guida filosofica al vino
di
Roger Scruton
"Hegel
è il mio eroe tra i filosofi, e non posso mai pensare alla sua
giustificazione della proprietà privata come il giungere alla
coscienza dell'io libero senza visitare la cantina per trovarne una
conferma istantanea", per esempio un Chianti classico di
Vignamaggio, "dove nacque la Monna Lisa di Leonardo".
Ma
se invece vi tocca qualche volume di Tommaso d'Aquino, resistete
piuttosto con quel "Montepulciano d'ogni vino re" celebrato
a suo tempo da Francesco Redi. Peggio ancora se vi imbattete nel
"gergo" insopportabile di Husserl, affidatevi al più forte
sturabudella che avete! Insomma, c'è una bevanda per ogni filosofo,
dall'acqua fresca al vino spumeggiante, e a quest'ultimo vanno
prevalentemente le simpatie di Roger Scruton in questo libro ancor
più provocatorio del solito.
Il
suo è un ironico omaggio al dono di Bacco e anche alle trappole
della metafisica - ben lontano dall'irritante prolissità con cui i
cosiddetti esperti scrivono di vino e di generi affini - ma attento
alla dialettica della storia che nei secoli ha unito vino e civiltà.
Bevo
dunque sono. Guida filosofica al vino
di
Roger Scruton
Prezzo
di copertina: € 19,80
Cortina
Raffaello Editore
Mangi
chi può - Meglio, Meno e Piano
L'ideologia
di slow food
di Luca
Simonetti
Attraverso
l’esame di un’ampia scelta di fonti,
l’autore mette a nudo l’ideologia di Slow Food, l’associazione
fondata da Carlo Petrini nel 1986.
Le
idee che da più di vent’anni essa propone in materia di
alimentazione, cibo e cultura sono ormai fin troppo diffuse
nell’opinione pubblica e tra le forze politiche italiane.
Eppure,
il fatto che un movimento come Slow Food – intrinsecamente
antiprogressista, antiscientifico, idolatra delle società
tradizionali, delle piccole comunità statiche e immutabili, dedite a
usi e riti atavici, in cui il posto di ognuno è prestabilito e
invariabile; incurante dei mutamenti epocali e della realtà dei
rapporti di produzione, e quindi incapace di cogliere le
contraddizioni inestricabili e le autentiche finzioni storiche di cui
la propria visione è intessuta – possa essere oggi considerato, in
Italia, “di sinistra”, è cosa che dovrebbe generare più di
qualche preoccupazione in chiunque.
Le
posizioni di Slow Food, in effetti, possono essere considerate come
uno dei sintomi più singolari del grave e forse inarrestabile
degrado della cultura, della politica e della discussione pubblica
nel nostro Paese. Il volume si propone, perciò, come un contributo a
un più ampio studio di tale degrado, delle sue cause e dei possibili
rimedi.
Luca
Simonetti, Nato nel 1964, Luca Simonetti vive e
lavora a Roma. Ha una laurea in giurisprudenza all’Università “La
Sapienza” di Roma e un dottorato di ricerca in Diritto Comparato
all’Università di Firenze, e fa l’avvocato civilista dal 1993
(cassazionista dal 2006). Si occupa prevalentemente di diritto
commerciale e ha pubblicato numerosi articoli specialistici (in
italiano, inglese e tedesco) su argomenti come i contratti
incompleti, il passaggio dalla lira all’ Euro, i titoli minerari e
le royalties, i contratti di venture capital, i sindacati di voto
nelle società commerciali, i problemi giuridici dei domain names e
la disciplina della cooperazione nel diritto antitrust italiano e
comunitario.
Mangi
chi può - Meglio, Meno e Piano
L'ideologia
di slow food
Luca
Simonetti
Mauro
Pagliai Editore
Euro
8,00
Per
Natale Mursia lancia a Milano
i libri “ad personam”
Libri ad
personam, copie uniche, personalizzate sulla
copertina con il nome
del lettore/proprietario e sul retro una dedica speciale
Milano
Natale 2010.
Nascono a Milano i libri
ad personam,
copie
uniche, personalizzate
sulla copertina con il nome del lettore/proprietario e sul retro una
dedica speciale. È la casa editrice Mursia
a lanciare la proposta per il Natale 2010 attraverso la sua libreria
milanese di via Galvani 24, dove i lettori potranno scegliere il loro
libro di Natale in edizione speciale.
Per
chi abita fuori Milano sarà possibile ordinare tramite il sito www.
mursia.com.
La
linea “Ad personam” debutta con un primo catalogo di titoli per i
regali di Natale – romanzi, saggi, manuali e agende - ma in breve
tempo si estenderà a tutto il catalogo Mursia, uno dei più vasti
del panorama italiano: circa 4000 titoli suddivisi in 80 collane che
coprono una varietà di argomenti che spazia dalla letteratura alla
filosofia, alla storia, alla manualistica di mare, ai giochi, ai
classici per ragazzi.
Milano
sarà l’area test per sperimentare questa nuova formula editoriale
che fa leva sul legame unico tra il lettore e l’oggetto libro.
Costo del libro “ad personam” molto contenuto: tra i 10 e i
15 euro in più sul prezzo di copertina (a seconda dei materiali che
si scelgono) e in soli quattro giorni si potrà ritirare alla
Libreria Mursia la copia personalizzata.
“Abbiamo
voluto andare in controtendenza: mentre il mercato del libro si
massifica sempre di più, noi vogliamo marcare il legame
che lega il lettore alla sua copia, e diamo a chi regala un libro la
possibilità di inserire una dedica che aggiunga un valore emotivo,
simbolico,” dice
l’editore Fiorenza Mursia:
“Può sembrare anacronistico un progetto che esalta il libro di
carta proprio nel periodo in cui tutti si concentrano sull’eBook,
il libro elettronico. Ma noi crediamo che l’oggetto libro non si
estinguerà, semplicemente andrà reinventato attraverso le
potenzialità offerte dalla tecnologia”.
I
primi dieci libri selezionati per la linea “ad personam” offrono
una scelta per tutte le necessità dei regali del prossimo Natale.
Ecco
qualche esempio. Nell’anno del Giubileo
Compostelano
un libro per chi ha in animo di affrontare il celebre cammino:
Contare
i passi
di Carla de Bernardi, un diario–guida ricco di consigli,
suggestioni e impressioni scritto da una pellegrina laica che ha
percorso gli ottocento chilometri dai Pirenei a Santiago di
Compostela. Per gli appassionati di pedoni e regine Il
primo libro degli scacchi,
il manuale di Jose
Raul Capablanca,
il leggendario e affascinante campione cubano; per chi cerca ricette
d’autore c’è l’edizione “ad personam” del ricettario
Spaghetti,
Wilma, insalatina e una tazzina di caffè
di Wilma De Angelis, gustosa antologia gastronomica-musicale.
Gattofili
e cinofili avranno la possibilità di farsi personalizzare l’agenda,
I
giorni dei cani
o I
giorni dei gatti,
mettendo in copertina la foto del loro amico a quattro zampe; in
previsione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia,
agli appassionati di storia piacerà l’edizione “ad personam”
de Il
romanzo dei Mille
di Claudio Fracassi, un avvincente saggio storico che fa rivivere le
imprese garibaldine.
Ancora:
Lezioni
di Apnea
di Umberto Pelizzari e Stefano Tovaglieri per chi vuole imparare i
fondamentali dell’immersione; Il
Natale degli alpini
di Giulio
Bedeschi,
una raccolta di scritti inediti dell’autore di Centomila
gavette di ghiaccio
con storie e personaggi del mondo delle Penne Nere. Infine nella
collana I
Grandi Classici “ad personam”:
I
promessi sposi
di Alessandro Manzoni . Per i più giovani, due classici: Le
avventure di Tommy River
di Mino Milani e I
ragazzi della via Pal
di Ferenc Molnar.
La fine del Cibo
Paul Roberts
Osservando gli scaffali dei supermercati è naturale supporre che la macchina che muove il sistema alimentare contemporaneo funzioni benissimo.
Come mai, però, siamo sempre più esposti a possibili infezioni e intossicazioni? E come mai questa sovrabbondanza, che in Occidente ha portato obesità e diabete a livelli preoccupanti, non ha risolto il problema della fame nel mondo? Roberts ha analizzato il “problema cibo” - una delle emergenze del prossimo futuro - per anni, visitando stabilimenti di multinazionali, fiere agricole in Cina, impianti di confezionamento della carne e catene di supermercati.
Il quadro che emerge, con il progressivo impoverimento delle risorse naturali, i cambiamenti climatici in atto e previsioni fosche sull'aumento della popolazione mondiale, è quanto mai preoccupante: «Ci troviamo forse alla fine di quella che un giorno sarà definita l'“età aurea” del cibo: quel breve, quasi prodigioso periodo durante il quale ciò che mangiavamo sembrava semplicemente divenire di anno in anno più abbondante, più sicuro, più nutriente. In una parola, migliore».
La fine del Cibo
Paul Roberts
Einaudi editore
Euro 28,00
Il sangue di Montalcino
di Giovanni Negri
Roberto Candido, enologo di fama mondiale, è stato trovato ucciso. Nell'abbazia di Sant'Antimo, tra le vigne di Montalcino.
Sotto un antico affresco con san Cristoforo. A indagare è chiamato il taciturno e colto commissario Cosulich. A cui tocca una bella gatta da pelare.
Perché se c'è un winemaker assassinato, e se accorre la stampa nazionale e persino la Cnn, la faccenda è piú grossa di quanto sembri. È un complicato giallo di vino, con troppi interessi di mezzo, non sempre puliti. Ma è anche un giallo divino, perché forse Candido si era imbattuto in cose proibite e sacrileghe.
Una verità sepolta nel cuore piú profondo della terra. Una verità che risale a tempi molto lontani, quando nei piú antichi giardini cresceva la Prima Uva.
Un romanzo di piacevolissima lettura, che unisce al fascino del racconto dei luoghi piú belli d'Italia, dalle terre del Barolo alla Franciacorta alla campagna toscana, un intreccio di storia, cultura, imbroglio, denaro e stupore.
Giovanni Negri, giornalista e scrittore, produce Barolo, Chardonnay e Pinot Nero a Serradenari, nelle Langhe piemontesi. È stato segretario del partito radicale, parlamentare italiano ed europeo, fondatore dell'Osservatorio laico.
Questo è il suo primo romanzo. Il suo sito è www.serradenari.com.
Einaudi Editore
Adesso 2011 il libro per la famiglia
di Paolo Massobrio
Adesso, è il libro per la famiglia, ideato dal giornalista Paolo Massobrio (anche autore de il Golosario) che esce per il IV anno consecutivo. L'intento dell'autore, coadiuvato da altri 20 esperti di materie varie, è quello di riportare nelle case degli italiani quelle piccole nozioni di saggezza popolare riferite alla vita familiare, con un pizzico di novità.
"Adesso, 365 giorni da vivere con gusto" nasce dunque come strumento per riportare il gusto dentro la famiglia italiana. Il libro segue la scansione quotidiana di un'agenda, dove ogni giorno vengono pubblicate “pillole” conoscitive per stare bene nella propria casa. Un vero e proprio scrigno di informazioni, curiosità e segreti che ruotano intorno alla casa, alla cucina, al vivere insieme. Molte le novità di questa quarta edizione, corredata dai quadri della pittrice Anna L'Altrella e dalle vignette di Guido Clericetti. Nel volume, suddiviso in dodici mesi, trovano spazio i suggerimenti per colorare la casa di Monica Deevasis, le “parole di gusto” e gli assaggi letterari di Paola Gula. E poi alcune pillole sugli animali domestici scritte da Andrea Voltolini, notizie in tema di piante da interni e da esterni di Maurizio Lega con una guida mese per mese per coltivare nel proprio orto: fragole, pomodori, broccoli, spinaci e cicoria. Novità di quest'anno sono poi le pillole del medico dietologo Lucio Sotte che accompagna il lettore in un sorprendente e illuminante percorso di dietetica cinese. La birra è protagonista delle pillole dell'homebrewer Tex, il formaggio è raccontato da Carlo Fiori e l'olio da Sarah Scaparone, mentre Fabio Molinari si occupa dei prodotti tipici d'Italia, simpatici aneddoti sulla storia del cibo e un excursus speciale sul cioccolato e sulla storia delle straordinarie invenzioni gastronomiche dei monasteri benedettini, dallo Champagne al Grana. Andrea Nicola ed Enrico Bernero ogni mese consigliano come curare un malanno con le erbe, mentre l'erborista Mauro Raffa spiega i pregi di erbe medicamentose.
Tornano, come sempre, le ricette di Giovanna Ruo Berchera che quest'anno si affiancano alle ricette di pesce di Manuela DiChiara e di pasticceria e pane curate da Emanuela Isoardi e Gianfranco Fagnola; quindi gli abbinamenti con il vino a cura di Paolo Massobrio e Marco Gatti, i coloratissimi cocktails del Milani 9 Bar, i centrotavola golosi di Anna Ghisolfi, i consigli di buone maniere di Barbara Ronchi della Rocca, le pillole sull'universo di Elena Notari dedicate alla conoscenza delle costellazioni. Tra le pagine di Adesso si parla ancora di sicurezza alimentare con Gabriele Crescioli; ma c'è anche la sezione dedicata ai bambini con filastrocche e giochi all'aperto, a cura a Silvia Benzi, un percorso sulla fiaba curato da Annalena Valenti; quindi i giochi in casa di Donata Carmo Ferrari che dà anche piccoli suggerimenti di economia domestica e cucito. Infine, come avvicinarsi alla musica da parte di Walter Muto.
Adesso è in vendita in tutte le librerie d'Italia, ma sul sito si possono già prenotare una o più copie per strenne natalizie, secondo le tre proposte (con scatola multiuso, versione pocket, versione classica).
Quisquilie e Pinzillacchere
di Vincenzo Reda
Quisquilie e Pinzillacchere è uno strambo, in apparenza sconclusionato, insieme di scritti.
A una prima parte di racconti che narrano di faccende insolite - o comunque affrontate da punti di vista particolari - seguono altre due sezioni che sono una sorta di antologia di testi vari che toccano il cibo, il vino, la poesia.
“Questo è un libro stralunato, proprio come me -scrive Reda- : un poco artista, un poco intellettuale ma per certo sempre assai affamato di storie da vivere e da raccontare.
C'è molto di Torino, in questa sghemba antologia di racconti e scritti; e luoghi, storie e personaggi - celebri e non - di Torino.
Ma con Torino ci sono il Messico e la Calabria, l'India e la Campania, il Guatemala e la Toscana...
E con Boniperti e La Stampa, Chiosso e la Fiat ci sono Peppinu e Mattioli, Veronelli e Arpino, Dante e Leonardo: mescolati in racconti, poesie, saggi, recensioni. Molti di questi testi sono già pubblicati su questo sito, ma molti altri sono inediti, soprattutto i racconti immorali - che sono tutte storie vere - che partono da situazioni vissute in prima persona o che hanno per protagonisti personaggi che ho conosciuto in maniera diretta e profonda”.
Il lavoro è dedicato a Peppinu, una persona che non c'è più, all'autore molto vicina: la fotografia di copertina lo raffigura, ventenne, nel 1951 artigliere di leva a Pordenone.
Il prezzo di copertina è di 15 €.
Graphot editrice, Lungodora Colletta 113/10 bis - 1053 Torino
Tel. 011 2386281 Fax 011 2358882
www.graphot.com -
graphot@graphot.com
La presentazione a Torino
La cucina dei Tabarchini Storie di cibo mediterraneo tra Genova, l'Africa e la Sardegna
di Sergio Rossi
Nella prima metà del '500 i corallatori genovesi-pegliesi, insediati sullo scoglio tunisino di Tabarca, si confrontano con un'altra cultura mediterranea: nasceranno sperimentazioni e influenze interculturali che contribuiranno ad alimentare un patrimonio gastronomico tanto rilevante quanto singolare. A Carloforte e Calasetta la cucina tabarchina trova ulteriore evoluzione e sviluppo. Il patrimonio gastronomico tabarchino diventa uno straordinario esempio di coerente fusione di culture intermediterranee.
Il libro segue il filo conduttore del continuo parallelismo con la cultura madre genovese, che accompagna i tabarchini nel corso di tutta la loro vicenda storica.
Sergio Rossi è nato a Ronco Scrivia nel 1958. Si occupa di storia della cucina, produzioni alimentari e promozione territoriale. Già direttore del Conservatorio delle Cucine Mediterranee di Genova, è ideatore e autore del sito civiltaforchetta.it e curatore dell'Archivio per la storia dell'alimentazione Giovanni Rebora.Vive e lavora fra Genova e l'Entroterra.
Il volume è dotato di una sezione dedicata alle ricette della tradizione tabarchina.
La cucina dei Tabarchini di Sergio Rossi
Sagep Editori www.sagep.it
Euro 22,00
La cucina italiana. Storia di una cultura
di Alberto Capatti e Massimo Montanari
L'Italia delle cento città e dei mille campanili è anche l'Italia delle cento cucine e delle mille ricette. La grande varietà delle tradizioni alimentari, specchio di un'esperienza storica dominata a lungo dal particolarismo e dalla divisione politica, è il carattere che maggiormente contraddistingue la gastronomia del nostro paese, rendendola straordinariamente ricca e attraente. Basta questo per concludere che una cucina italiana non esiste e non è mai esistita? È ciò che spesso si è portati a credere, ma la scommessa di questo libro è dimostrare il contrario, in base a considerazioni che tendono a rovesciare alcuni luoghi comuni e i più consueti modi di approccio alla storia della cucina.
La cucina italiana. Storia di una cultura
di Alberto Capatti e Massimo Montanari
Laterza editore
Euro 12,00
Mangitalia. La storia d'Italia servita in tavola
di Corrado Barberis
Dal Presidente dell'Istituto nazionale di Sociologia rurale un volume che, attrabverso un Viaggio per il Bel Paese, ripercorre la storia del Gusto made in Italy.
Racconta Tallemant des Réaux che due gentiluomini architettarono il primo tour gastronomico di Francia per cogliere le specialità di ogni provincia nella stagione più. Si era in pieno Seicento. Da allora il turismo gastronomico ne ha fatta di strada, questo "Mangitalia" è un tour: ma che unisce al gusto per il palato quello per la storia.
Mangitalia. La storia d'Italia servita in tavola
di Corrado Barberis
Donzelli Editore
Euro 19,50
La Puglia è Servita 2011 - 15a edizione
I premiati e le novità
E' uscita la guida “La Puglia è Servita 2011” (Edizioni Tirsomedia, 264 pagine - € 18,00) giunta alla 15a edizione.
Nella 15a edizione, disponibile anche nella versione in lingua inglese, ben 274 suggerimenti per scegliere il meglio del turismo enogastronomico in Puglia: 20 Ristomare, 64 Ristoranti, 30 Trattorie, 12 Fornelli, 21 Vinerie, 20 Masserie, 24 Bed & Breakfast, 26 Dimore d'Epoca, 14 Top Residence, 32 Cantine, 11 Oleifici. Un'attenta selezione, frutto di una continua e rigorosa ricerca dell'eccellenza e della genuinità dei sapori, dei luoghi e delle persone che esprimono il volto più autentico e ospitale della nostra regione.
L'immagine di copertina, sempre originale e coloratissima, è a cura dell'artista Teresa D'Elia; i luoghi del buon mangiare sono raccontati da Pasquale Porcelli, critico enogastronomo pugliese; la descrizione delle strutture ricettive, invece, è affidata alla giornalista Alma Sinibaldi. Per i turisti gourmet anche utilissime indicazioni nelle sezioni “Botti & Bottiglie” e “Oli & Frantoi” (con brevi descrizioni dei vini e degli oli di punta delle aziende) e delle “Tipicittà” con la segnalazione di botteghe artigiane, aziende di prodotti tipici e piccoli ristori dove acquistare gustosi souvenir.
Interessante anche il format dell'evento che, da quest'anno, propone un “viaggio goloso” fra i territori più rappresentativi dell'enogastronomia pugliese di qualità, invitando i cuochi che hanno reso possibile la crescita dei rispettivi territori a partecipare alla serata preparando dal vivo alcune specialità a base di prodotti tipici locali:
«La prima tappa del nostro viaggio è il Gargano - spiega Vittoria Cisonno, editore della Guida - che per anni ha rischiato di essere annichilito dai “menu a prezzo fisso” o dalla deprecabile filosofia del “turista di passaggio da spennare” ma che ora, proprio grazie al duro e caparbio lavoro di ristoratori come quelli protagonisti questa sera, sta risorgendo attestandosi fra le mete più ambite, con evidente beneficio di immagine e di ritorno economico per tutto il territorio».
Nel corso della serata sono state anche premiate le migliori strutture 2010: premio sezione Ristomare “Al trabucco” di Peschici; miglior ristorante “Perbacco” di Bari; per la sezione trattorie premio a “La Cuccagna” di Crispiano (Ta); migliore vineria “L'Angolo Divino” di Ruvo di Puglia (Ba); miglior fornello l'“Hostaria Pomponio” di Ruvo di Puglia (Ba); miglior cantina quella de “La Locanda di Beatrice” di Corato. Inoltre, per la sezione masserie premio a “Serragambetta” di Castellana Grotte (Ba); per i B&B premio a “Casina Li Foggi” - Gallipoli (Le); migliore dimora d'epoca la “Masseria Pietrasole” di Bari. Infine, premio chef emergente a Cristina Conte, ristorante “L'Altro Baffo” e premio alla carriera allo chef Gegè Mangano de “Taverna Li Jalantùumene” di Monte Sant'Angelo (Fg).
Tirsomedia tel. 080 5233038 - 080 5797386 - fax 080 5275510 press@tirsomedia.it - www.tirsomedia.it
Il cibo come cultura
di Massimo Montanari
Il cibo è cultura perché ha inventato e trasformato il mondo. È cultura quando si produce, quando si prepara, quando si consuma.
È il frutto della nostra identità e uno strumento per esprimerla e comunicarla.
Una grande opera di sintesi da uno dei massimi storici dell'alimentazione.
Massimo Montanari insegna Storia medievale e Storia dell'alimentazione all'Università di Bologna.
Il cibo come cultura
di Massimo Montanari
Laterza Editore
Euro 8
Il desiderio del vino. Storia di una passione antica
Jean-Robert Pitte
L'opera
Nessun frutto della terra e del lavoro umano ha mai incontrato nella storia il successo arriso al vino. Assurto ben presto a ingrediente caratterizzante della dieta mediterranea, esso si è caricato di tutta una serie di connotazioni simboliche che ne hanno fatto un punto di riferimento nella cultura e nell'immaginario di tanti popoli, in particolare nella sfera religiosa. Bevanda consacrata tanto dalla mitologia greca quanto dalla tradizione ebraica e cristiana, il vino si è imposto come una sorta di ponte fra il nostro mondo e l'aldilà, fra l'umano e il divino, grazie alla sua peculiare capacità di rallegrare, di esaltare, di inebriare, dunque di condurre chi lo beve in un'altra dimensione, magari fino all'oblio della sua condizione terrena.
Niente come il vino incoraggia la convivialità, il piacere dello stare insieme e del confrontarsi in tutta franchezza, ma esso può anche trasformarsi in pericolosa fonte di perdizione, come è attestato da tanti episodi di provenienza biblica, letteraria o folklorica. Nel ripercorrere le tappe salienti di una vicenda storica che ha contrassegnato profondamente la nostra cultura, l'autore delinea inoltre un itinerario geografico, che ci mostra come il vino sia riuscito ad ampliare progressivamente la sua area di influenza, tanto da dar luogo a una «mondializzazione felice che favorisce il calore umano e il dialogo tra i popoli».
La trattazione è completata da un ricco e affascinante apparato iconografico.
Jean-Robert Pitte
Il desiderio del vino
Storia di una passione antica
prefazione di Paolo Scarpi
24 Euro Dedalo Edizioni
La guida “Sparkle - Bere Spumante 2011”
La guida “Sparkle - Bere Spumante 2011” quest'anno è arrivata alla sua nona edizione. La guida è il frutto di un lavoro di gruppo durato quasi un anno nel corso del quale il panel di degustatori, capitanato da Francesco D'Agostino, ha degustato più di 2000 etichette selezionandone 746 per l'inserimento in guida, ben 25 in più rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda la tendenza generale, le luci della ribalta brillano anche quest'anno per Franciacorta con ben 228 etichette in guida - 10 in più rispetto al 2010 - e per Conegliano Valdobbiadene con un incremento di 30 etichette rispetto all'edizione passata, per un totale di 201 vini in guida.
Ciò che emerge dalla guida è un quadro estremamente positivo della nostra produzione spumantistica avvalorato ancor di più da un generoso elenco di etichette a cui è stata riconosciuta l'eccellenza con il simbolo delle 5 sfere, per un totale di 39 premiati. Il podio dei migliori se l'aggiudica la Lombardia con 13 premiati, seguita da Trentino con 9 e dal Veneto con 8.
Per quanto riguarda la struttura della guida, non c'è nessuno stravolgimento rispetto al volume precedente quindi ogni etichetta è rappresentata da una scheda nella quale vengono riportate tutte le maggiori caratteristiche del vino come l'uvaggio, il metodo di vinificazione e le caratteristiche organolettiche. Quei vini che si distinguono per un rapporto prezzo/prestazione in guida particolarmente conveniente sono evidenziati mediante il simbolo del salvadanaio. Non manca l'etichetta a colori e neppure l'abbinamento cibo, suggerendo dei veri e propri piatti, elementi questi che rendono la guida unica nel suo genere.
La guida sarà posta in vendita al prezzo di € 15,00. Info: www.cucinaevini.it
Spaghetti, Wilma, insalatina e una tazzina di caffe'
I budini di Platinette, la peperonata di Rossana Casale, gli gnocchetti di Francesco Renga, gli involtini di Carla Fracci e persino un'insospettabile pasta e fagioli di Irene Grandi. Sono solo alcune delle ricette e degli aneddoti delle star a tavola che Wilma De Angelis racconta nell'autobiografia gastronomica “Spaghetti, Wilma, insalatina e una tazzina di caffè”, a cura di Lucio Nocentini.
Wilma è stata l'antesignana delle padelle in tivù: era il 1978 quando debuttò ai fornelli televisivi in Telemenù grazie a Paolo Limiti. In tanti anni di spettacolo e di cucina Wilma ha avuto in regalo da cantanti, attori, ballerini, amici non famosi, centinaia di ricette che ora mette a disposizione del pubblico con una formula originale: il risultato è un libro che si legge e si usa in cucina.
In questo libro c'è di tutto: dalla Milano del dopoguerra, ai rutilanti anni Sessanta, da una giovane Mina al suo debutto a Maria Scicolone, sorella di Sofia e madre dell'onorevole Mussolini che si appropria di una ricetta di Carla Fracci.
Tra un aneddoto e l'altro Wilma propone ricette, tutte da provare, di vera cucina casalinga. Niente di impossibile, ma neanche cose da fare in fretta e furia. Con Wilma il cibo e l'arte di mettere in tavola torna ad avere il sapore (e il sapere) dell'antica tradizionale orale, dove la ricetta anche del più classica carbonara può essere modificata con un piccolo trucco personale che la rende unica. Il segreto arriva direttamente dal ristorante dove mangiavano Gabriella Ferri, Franca Valeri e Ornella Vanoni.
Per chi vuole provare il piacere di assaggiare i piatti delle star, questa autobiografia gastronomica di Wilma de Angelis è un'occasione unica, che dopo una vita tra fornelli e palcoscenico a febbraio 2011 debutta sul grande schermo nel film Femmine contro maschi nei panni della mamma tenera e burrosa di Claudio Bisio.
Spaghetti, Wilma, insalatina e una tazzina di caffè
Mursia, pagg. 304, Euro 16,00
Torna in libreria Il Mangiarozzo di Carlo Cambi
Oltre 1500 ristoranti e osterie raccontate come in un romanzo da Carlo Cambi che approfitta della cucina per fare un diario minimo del buono e del bello d'Italia
Macerata - E con questa fanno sei e già si annuncia come un nuovo successo. Il Mangiarozzo - il libro cult dell'enogastronomia italiana considerato ormai giustamente un best seller (Pag. 900, 18 euro) - è da pochi giorni in libreria con la sesta edizione e s'impone di nuovo all'attenzione dei lettori come l'anti-guida alla ristorazione italiana. È un libro che ha una triplice utilità: si legge come un avvincente diario di viaggio nell'Italia del buono e del bello, si presta come ausilio per andare alla ricerca dei posti dove il cibo è di territorio e di tradizione e dove il conto non è salato, si usa come minimo antidoto alla crisi. Anche quest'anno infatti in tantissime delle oltre 1500 tavole recensite nel volume, i clienti che si presentano con la copia de Il Mangiarozzo 2011 riceveranno uno sconto sul prezzo del pasto o un gentile omaggio. “È il mio modo - afferma l'autore Carlo Cambi - per offrire ai lettori un vantaggio concreto e un invito reale ad assaporare la cucina del nostro territorio e della nostra tradizione”. Come al solito Il Mangiarozzo non fa classifiche, anche per questo è un'antiguida, ma soprattutto ha imposto un nuovo modo di raccontare i ristoranti d'Italia. “ Devo constatare - aggiunge ancora l'autore - che in sei anni di Mangiarozzo anche gli altri si sono un po' adeguati. Qualche guida comincia a non dare più i voti, qualche altra si è messa alla ricerca dei miei ristoranti: quelli dove la cucina è prima di tutto un dato di affetto, di legame con la terra, dove l'accoglienza è familiare e dove i menù sono quelli della nostra più alta cultura gastronomica. Vedo che i cuochi d'artificio hanno fatto il loro tempo. Il mio intento era, al debutto de Il Mangiarozzo, di restituire piena dignità ai cuochi e alle cuoche d'Italia che lavorano in cucina tutti i santi giorni, che non stanno agli onori della critica, ma che sono i veri artefici della nostra grande arte culinaria”.
Più che una guida Il Mangiarozzo è un incorrotto saggio letterario, che avvince per i suoi toni mai zuccherati. Cambi è un saltimbanco colto e referenziato, uno studioso di economia politica prestato al giornalismo, esperto di turismo e di mercati, premiato dall'Ais (Associazione Italiana Sommelier di cui è socio honoris causa) dell'Oscar del Vino premio Bibenda come migliore scrittore e giornalista. È conoscitore inarrivabile di enogastronomia, come lo furono in molti negli anni Sessanta e Settanta, quando parlare di buona tavola e di buoni vini - ma anche di antropologia rurale e di rivoluzioni estese alle nostre abitudini alimentari - non costituiva una scappatoia per sbarcare il lunario, ma una vera e propria urgenza da parte di autori come Paolo Monelli, Mario Soldati, Massimo Alberini e Gianni Brera. L'accostamento a questi moschettieri del nostro patrimonio gastronomico viene spontaneo apprezzando la ricchezza della sua prosa, così stizzosamente distaccata dalle lobby del fornello. Così Il Mangiarozzo si presenta anche come antidoto alla volgarizzazione ed omologazione della cucina, all'invasione dei kebab e al caro-cibo: il lettore viene portato a scoprire le terre del bello e del buono, che sopravvivono ai saccheggi perpetrati a danno del tessuto umano e al patrimonio storico del nostro Paese. Perché oggi il turista smaliziato non sente tanto la necessità di “magnà”, quanto quella di cibarsi dei luoghi dove coltivare il piacere del racconto, delle gesta delle donne e degli uomini “per i quali il rapporto con l'agricoltura di specialità diventa menù esistenziale, scandito dalle stagioni e manifesto per dire basta agli chef astrusiani”. È poi un baedeker per trovare il pasto giusto nel posto giusto, e infine è una sorta di viaggio per profumi e gusti dei nostri territori. Il Mangiarozzo non ha nulla a che vedere con le solite guide dei ristoranti: qui non si fanno classifiche perché tutte le tavole recensite sono buone ma quanto buone spetta a chi si siede a tavola stabilirlo.
Ne Il Mangiarozzo di questi luoghi ne sono raccontati dalle Alpi alla Sicilia oltre 1500. Il volume è diviso per regione e in ogni regione osterie e trattorie d'Italia sono inserite in ordine alfabetico rispetto al Comune dove hanno sede. C'è come al solito il notevole saggio introduttivo che spiega la gastrosofia di Carlo Cambi, c'è l'Albo d'Oro che segnala le tavole del cuore dell'autore e ci sono i “Nuovi dieci da non perdere” che - spiega Carlo Cambi - “non è affatto una classifica: sono solo i dieci locali che a me sono piaciuti di più, che mi hanno trasmesso un'emozione in più, ma questo non vuole affatto dire che siano le migliori”. Il volume è stato compilato, secondo costume de Il Mangiarozzo, attraverso le segnalazioni di centinaia di appassionati di gastronomia che sono diventati i referenti di questo libro e condividono le quattro opzioni fondamentali che distinguono una tavola de Il Mangiarozzo da una di quelle recensite nelle altre guide: e cioè storicità, familiarità, tradizionalità e contenimento dei prezzi. L'asticella che l'autore fissa perché un locale possa o non possa essere recensito è infatti a 45 euro per un pasto completo bevande escluse. Questi criteri hanno fatto nascere lo slogan che è diventato ormai una specie di marchio di fabbrica de Il Mangiarozzo: più che una questione di etichetta è una questione di forchetta. “ Devo dire - afferma Carlo Cambi - che senza l'apporto dei miei amici mangioni e delle mie due straordinarie collaboratrici Petra Carsetti e Giulia Canuto, il libro non si potrebbe fare. Il Mangiarozzo è infatti la sintesi di un lavoro, di una passione, di valori condivisi, da questa comunità di golosi e curiosi cultori del mangiar bene secondo tradizione”. “E quest'anno - continua Carlo Cambi - ho un motivo di soddisfazione in più. Quando ho scelto di vivere a Macerata avevo in mente di creare una piccola scuola di narrazione gastronomica. Il fatto che Petra Carsetti - che è sempre stata la mia più fedele collaboratrice - debutti ora con il suo interessantissimo “La Cucina delle Marche” sempre per Newton Compton mi riempie di soddisfazione. E mi fa dire che con Il Mangiarozzo i sogni si avverano”.
A rafforzare la gastrosofia de Il Mangiarozzo esce in contemporanea anche l'altro volume di Carlo Cambi (sempre edito da Newton Compton: (1235 pagine a 29,90 euro) Le ricette d'oro delle migliori osterie e trattorie italiane de Il Mangiarozzo che raccoglie oltre 1600 ricette delle osterie e trattorie d'Italia in abbinamento con le bottiglie migliori: una sorta di enciclopedia della cucina italiana, un trattato completo dei sapori della nostra tradizione. Anche in questo caso l'autore spiega che “ Il libro è frutto del rapporto fiduciario che si è stabilito tra me e gli osti e le cuoche d'Italia. Loro intendono attraverso questo ricettario che è insieme un romanzo dei piatti, un racconto delle tradizioni rurali e gastronomiche di questo Paese, ma anche un utilissimo strumento per riprodurre in casa le preparazioni delle trattorie e delle osterie, divulgare la loro cucina e la loro cultura gastronomica. Anche gli abbinamenti dei vini sono suggeriti dai gestori dei locali, io mi sono limitato soltanto ad integrare i loro consigli quando mi sembrava necessario. Un'occasione in più per gustare la diversità positiva della gastrosofia de Il Mangiarozzo e per conoscere la vera cucina italiana.
Era dai tempi di Pellegrino Artusi, della sua La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, che non veniva proposta una codificazione completa delle nostre prassi culinarie. È frutto di un lavoro di ricerca durato quattro anni durante i quali sono state raccolte le preparazioni delle osterie e delle trattorie che sono state recensite ne Il Mangiarozzo. È una corposa rappresentazione dell'Italia “à la carte”, di regione in regione. Molto più che un ricettario, ha una doppia chiave di lettura e di uso: può essere il racconto sensoriale delle nostre terre, o può essere il manuale di cucina da consultare per riportare in tavola l'autenticità dei nostri sapori. Troverete i piatti della memoria e le evoluzioni della tradizione sia negli ingredienti che nelle prassi, insieme con gli autentici piatti della prassi gastronomica territoriale. Che si possono rifare tranquillamente a casa. Di ogni ricetta vengono dati gli ingredienti, i tempi, i modi; di ogni ricetta viene dato l'autore e a ogni preparazione è premessa una minima introduzione che ne dà il senso antropologico, culturale e gastronomico. È dunque un libro da tenere sul comodino per viaggiare nel nostro universo dei sapori, da tenere in cucina per sperimentare le nostre radici gastronomiche. Con qualche vantaggio pratico. Dacché si tratta di ricette tradizionali e di tradizione non sono mai piatti costosi; prepararle significa risparmiare con gusto!
CARLO CAMBI è toscano di nascita e di formazione. Ha esordito giovanissimo nel giornalismo prima come inviato de Il Tirreno poi a Repubblica dove ha percorso dal 1981 tutto il cursus honorum fino ad approdare alla responsabilità della pagine economiche del quotidiano romano. Di formazione economico-giuridica è considerato uno dei maggiori esperti di economia del turismo, di agricoltura e di enogastronomia e nel 1997 ha fondato I Viaggi di Repubblica, primo e unico settimanale di turismo che ha diretto interrottamente fino al 2005 quando ha aperto una parentesi di docente universitario nella sua attività accettando gli incarichi di professore di Teorie e politiche del Turismo e di Pubblicità e marketing del turismo all'Università di Macerata. Ora è tornato al giornalismo attivo e nel corso del 2010 ha assunto la carica di curatore delle pagine “Libero Gusto” che escono ogni sabato sul quotidiano Libero e sono ancora una volta il primo e unico appuntamento settimanale di così ampie proporzioni riservato all'enogastronomia in Italia. È anche collaboratore assiduo de Il Resto del Carlino in funzione di commentatore, testata per la quale ha svolto anche un inedito reportage nella provincia italiana. Ha scritto per Epoca, Panorama, l'Espresso, Affari e Finanza, il Giornale, è autore televisivo e radiofonico e mantiene un incarico accademico quale docente di Comunicazione e Marketing del Turismo al Master di Economia del Turismo dell'Università la Sapienza di Roma.
Il Mangiarozzo
Pag. 900, 18 euro
Newton Compton
Garzantina della Cucina curata da Allan Bay
E' in libreria dal 25 novembre scorso una nuova Garzantina, una novità assoluta per la serie di enciclopedie più venduta in Italia.
E' la garzantina della Cucina curata da Allan Bay. Ci trovi tutto quello che c'è da sapere (ingredienti, attrezzi, storia, curiosità....) e soprattutto 2850 ricette della cucina moderna: la tradizione italiane, le grandi ricette della cucina internazionale, i piatti etnici che ormai sono diventati abituali anche per noi. L'Enciclopedia della Cucina è «un “catalogo” vivo, vero, facile da usare per tutti, che siano amanti del forchettone o soltanto della forchetta... o anche semplicemente curiosi di un aspetto della cultura e della storia umana che è tra i più ricchi e suggestivi».
Con le quasi tremila ricette, le parti riservate agli ingredienti, agli attrezzi, alla storia e alla curiosità di cibi e pietanze, la Garzantina della Cucina è sia uno strumento insostituibile nelle cucine di quanti amano cucinare sia un'ottima idea-regalo per Natale.
E' possibile seguire le Garzantine su Facebook, ogni giorno una ricetta, una curiosità e tanti concorsi.
Cinemania
10 anni 100 film:
il cinema italiano del nuovo millennio
di Gianni Canova
In libreria, per la collana i nodi della casa editrice Marsilio, “Cinemania. 10 anni 100 film: il cinema italiano del nuovo millennio” di Gianni Canova. Il libro è una rassegna critica con i 100 film italiani più significativi, secondo l'autore, di questi primi dieci anni del nuovo millennio. 100 film che sottolineano la qualità e la varietà di proposte del nostro cinema, tanto da farne - oggi - uno dei più interessanti a livello mondiale.
Il cinema italiano secondo Canova è tutt'altro che morto: paragonato ad altre cinematografie sta benissimo e fa quotidianamente discutere. Basti pensare alle polemiche su I cento passi di Marco Tullio Giordana, Gomorra di Matteo Garrone o Baarìa di Giuseppe Tornatore. Lontano da ogni tentativo di costruire gerarchie o cataloghi esaustivi, Gianni Canova propone una lettura del cinema italiano attraverso l'analisi critica di 100 film attentamente selezionati. Mettendo da parte il criterio delle “privatissime predilezioni del critico”, l'autore discute le opere che «da più di un punto di vista appaiono imprescindibili per capire il rapporto che il cinema italiano del nuovo millennio intrattiene con l'immaginario collettivo e con il modo in cui l'immaginario stesso sta cambiando.
L'autore
Gianni Canova è professore ordinario di Storia del cinema e Preside della Facoltà di Comunicazione, Relazioni pubbliche e Pubblicità dell'Università Iulm di Milano. È stato critico cinematografico per «la Repubblica», «il Manifesto», «Sette» del «Corriere della Sera» e «la Voce» di Indro Montanelli. Ha curato alcune mostre multimediali fra cui Le città invisibili (2002), Dreams. I sogni degli italiani in 50 anni di pubblicità televisiva (2004) e Annisettanta (2007). Attualmente conduce il programma Il Cinemaniaco su Sky Cinema e dirige la rivista «Duellanti». Autore di numerosi saggi, per Marsilio ha curato l'XI volume della Storia del cinema italiano, 1965/1969 (2002) e una monografia su Robert Zemeckis (2008).
Cinemania
pp. 289, Euro 19.50, Marsilio
New Luxury Hotels
di Nicola Lecca
New Luxury Hotels presenta i trenta migliori alberghi europei della nuova generazione.
Gli alberghi, quasi tutti classificati con cinque stelle, si distinguono per raffinatezza e originalità del design. Fotografie a colori e testi in italiano e in inglese.
Nicola Lecca (Cagliari, 1976) è un appassionato viaggiatore e ha vissuto a lungo in Inghilterra, in Svezia e in Islanda. Con Marsilio ha pubblicato: Concerti senza orchestra (1999), finalista Premio Strega e Premio Rhegium Julij per l'opera prima, Ritratto notturno (2000), Prix du Premier Roman, e Ho visto tutto (2003), Premio Hemingway. Il suo romanzo Hotel Borg (Mondadori, 2006), Premio della Società Lucchese dei lettori, è tradotto in sette paesi europei fra i quali Germania, Danimarca, Olanda e Islanda.
New Luxury Hotels
Euro 70
Marsilio Editore
Annuario Coffitalia® 2010-2011
tutto e di più sul Mondo del Caffè
COFFITALIA® 2010-2011 è la seconda edizione dell'annuario settoriale che Beverfood dedica al mondo del caffè, un business di grande rilievo che nel nostro paese esprime un giro d'affari prossimo ai 3 miliardi di euro, di cui più di 600 destinati all'estero, con oltre 700 produttori e ca. 7.000 addetti. Il nuovo annuario ricostruisce e aggiorna l'intera filiera settoriale con riferimento a mercati e quadro competitivo, produttori e torrefattori, catene di caffetterie, gruppi vending, operatori del coffee trading, produttori di macchine del caffè e D.A., fornitori di impianti e macchinari per la torrefazione, fornitori di packaging, fornitori di materiali per i punti di vendita caffè, fornitori di servizi, associazioni settoriali in Italia e nel mondo, fiere, ecc. L'annuario è articolato in cinque diverse sezioni:
SEZIONE MERCATI (20 pp e 15 tabelle dati): si apre con un servizio di Marco Muraca sul business internazionale del caffè, fornendo l'informativa essenziale sugli aspetti relativi a produzione di caffè verde, esportazioni e importazioni, consumi, dinamiche prezzi e player internazionali. Segue il Profilo del Mercato Italiano del Caffè, con una panoramica sulle importazioni, la produzione le esportazioni ed i consumi, con un'analisi più specifica nell'area del consumi domestici, in quella dei consumi horeca e vending e nello speciale comparto del caffè porzionato, in forte effervescenza. A complemento delle analisi di mercato, seguono degli articoli di cultura caffeicola dedicati alla torrefazione del caffè (uno a cura dei F.lli Bazzara, l'altro a cura di Luigi Odello ) e sui musei del caffè (con una nota di presentazione di Gianni Pistrini).
SEZIONE PRODUTTORI &TORREFATTTORI: è la parte più corposa del volume con 160 pp. e 703 schede informative sulle aziende produttrici. La sezione si apre con la rubrica alfabetica dei produttori cui segue, per ognuna delle regioni italiane, la messa a fuoco delle varie aziende. Per ciascun produttore censito vengono fornite le informazioni anagrafiche, geografiche, telefoniche, di posta elettronica e di sito e, laddove possibile, anche altre informazioni sull'attività societaria, il management e le marche prodotte e/o commercializzate. Coffitalia® è l'unica pubblicazione sul mercato che fornisce la mappatura al completo di tutti i produttori operanti nel settore del caffè in Italia.
SPECIAL SULLE CATENE DI CAFFETTERIA E SUL VENDING.: questa sezione (30 pp) è dedicata a due fenomeni complementari ma strettamente correlati al settore del caffè: le catene di caffetterie - che si stano sviluppando in tutto il mondo e hanno cominciato a insediarsi anche in Italia - e la distribuzione automatica (compreso OCS) - di cui l'erogazione delle bevande al caffè rappresenta il `core business'. Dopo una panoramica sul mercato delle catene di coffee shop, curata da Marco Muraca, segue una essenziale presentazione delle 40 catene/insegne già operative in Italia, di cui alcune facenti riferimento a multinazionali, altre a gruppi specializzati nella ristorazione e altre promosse direttamente dalle aziende torrefattrici. Per quanto riguarda il mondo del Vending, Giada Giupponi, fornisce il quadro informativo settoriale aggiornato sulla base dei dati Confida, cui seguono le schede informative di sintesi dei primi 22 gruppi della D.A. operanti nel nostro paese.
SEZIONE FORNITORI SPECIALIZZATI: in questa sezione (76 pp) vengono censite e segnalate tutte le aziende che a vario titolo producono e forniscono impianti, macchine, beni e sevizi al mondo della produzione e della distribuzione e vendita di caffè. Dopo alcuni focus su importanti imprese di fornitura specializzata e la rubrica alfabetica di tutti i fornitori, si parte con la schedulazione delle 74 aziende che operano nell'area della commercializzazione internazionale del caffè (importatori e crudisti, agenzie e brokers, case di spedizioni e imprese di trasporti, stoccaggio e assicurazioni). Segue la schedulazione di ben 220 aziende che operano nel settore della produzione di macchine del caffè, impianti DA e relativi ricambi e accessori. La mappatura dei fornitori si completa con la schedulazione dei fornitori di impianti per la lavorazione del caffè (ca 120 aziende), dei fornitori di packaging (42 unità), dei fornitori di arredi e materiali vari per i punti di vendita ed erogazione (oltre 100 aziende) e, per finire, i fornitori di servizi vari per la produzione e la distribuzione (56 imprese).
PER SAPERNE DI PIU': in questa ultima sezione vengono riportate le schede informative essenziali delle varie associazioni settoriali operanti a livello internazionale, in Italia e nei principali mercati nazionali europei e di altri continenti. Vengono inoltre segnalate le principali manifestazioni fieristiche che riguardano il settore ed, infine, le principali riviste che a vario titolo e con diversa intensità si occupano del mondo del caffè.
COFFITALIA®, per la massa e la qualità delle informazioni riportate rappresenta un punto di riferimento obbligato ed un prezioso strumento di consultazione per tutti coloro che vogliono operare con consapevolezza nel settore e che comunque vogliono documentarsi sul complesso ma affascinante mondo del caffè, su cui l'Italia gioca un ruolo di primo piano nello scacchiere internazionale.
E'disponibile per l'Italia sia la versione cartacea di COFFITALIA®, (volume al prezzo di 100 euro i.i.) che quella digitale (PDF su CD al costo di 40 euro + 8 euro iva = 48 euro), mentre per l'estero è disponibile solo la versione digitale. E' possibile ordinare l'annuario sul portale www.beverfood.com o chiedendo il modulo d'ordine alla società al n. 02.283.717 - info@beverfood.com
Pasta fresca e gnocchi + Dvd
Un libro di Annalisa Barbagli, Stefania Barzini che esce nella collana curata da Stefano Bonilli.
Una collana innovativa - questa di Bonilli - che si propone di insegnare, in maniera accessibile anche ai principianti, regole e metodi del cucinare, proponendo le migliori ricette della cucina tradizionale e quelle della cucina moderna.
Il linguaggio e il modo di spiegare le ricette sono attualissimi e di grande attendibilità. L'intero progetto si propone come raffinato nella grafica, nello stile fotografico e nelle riprese, unito a una capacit divulgativa che coinvolge anche chi vuole usare questa scuola come primo approccio, ma rivolto agli appassionati gli esperti per il tipo di ricette selezionate e per la qualit dei risultati ottenibili. 35 ricette, divertenti, buone e che riescono. Tante ricette, consigli e racconti sulla pasta fresca, gli gnocchi e le lasagne.
Tagliatelle, pappardelle, fettuccine, tagliolini, stracci, garganelli: sono solo alcune delle forme che pu assumere un impasto di uova e farina.
Se poi la pasta diventa l'involucro per un ripieno, le forme diventano altrettanto varie: ravioli, tortelli, tortellini, agnolotti e cappellacci riempiti di verdure, carni, pesce e formaggio.
Giornalista, inventore e fondatore nel 1986 del "Gambero Rosso" (da cui recentemente si separato), Stefano Bonilli uno dei maggiori "opinion leader" nel settore enogastronomico. Il suo nome notissimo sia tra gli addetti ai lavori sia presso il grande pubblico, che oggi trova nel suo blog (http://blog.paperogiallo.net/) un punto di riferimento imprescindibile per aggiornarsi in un mondo in continua evoluzione.
Autore: Annalisa Barbagli, Stefania Barzini Illustratore: Paolo della Corte
Collana: Cucinare Insieme Editore: Giunti Euro 19
Tempo e Gusto
100 ricette firmate e cronometrate
di Massimo Rovagnati
Dall'antipasto, passando per i primi e i secondi, fino ai dolci: ecco come sperimentare piatti di buona cucina con i “minuti contati”.
E' la sfida che propongono le 100 ricette firmate e cronometrate dallo Chef Executive del Gruppo Ethos, Massimo Rovagnati, e raccolte nel nuovo libro Tempo e Gusto, che De Agostini ha portato in libreria con una selezione di proposte culinarie rivolte a tutti i buongustai disposti a rimboccarsi le maniche in cucina e obbligati a fare i conti con le lancette.
Il libro nasce dalla passione del Gruppo Ethos per la buona tavola e dal desiderio di portare all' “esterno” l'esperienza ventennale maturata nel settore della ristorazione, tra le mura dei quattro locali Grani&Braci, Acqua e Farina, Sanmauro e Risoamaro. Un modo di fare cucina originale, creativo e passionale, per condividere il tempo e il gusto di chi per lavoro si confronta quotidianamente con il gusto collettivo. Quale mezzo migliore che far parlare le proprie ricette?
Il libro presenta piatti saporiti e raffinati, classici ma anche insoliti e innovativi: tra tradizione e sperimentazione lo chef propone un viaggio gastronomico illustrato, specificando i tempi di preparazione di ciascun piatto e, per concludere, la bevanda perfetta da abbinare. E per chi muove i primi passi tra i fornelli, c'è un glossario che spiega i tecnicismi e gli attrezzi del settore. Una guida ai piaceri del palato adatta al grande pubblico, da tenere sempre a portata di mano, ricca di spunti e facile da usare, con ricette da scegliere a seconda delle occasioni e del tempo a disposizione.
Massimo Rovagnati riassume così il suo lavoro: “Ritengo che la nostra cucina sia tra le più ricche e gustose al mondo. Ho deciso di intraprendere questo lavoro perché è uno stimolo continuo alla curiosità, alla ricerca e alla sperimentazione. È bello poter riuscire a trasmettere attraverso un piatto quel senso di piacere immediato e appagante che si sente come quando si guarda un bel quadro. Mi porta a vivere la professione come una continua ricerca di alchimie e sapori, di nuove forme e chiavi di lettura, di nuovi accostamenti. Questo è ciò che penso di questa gratificante professione e spero di riuscire a trasmettere queste stupende e stimolanti emozioni anche attraverso le pagine di questo libro”.
Massimo Rovagnati inizia la sua carriera di chef nell'84 alla scuola alberghiera di Clusone. Prima di approdare al Gruppo Ethos ha lavorato per nove anni allo Sporting club di Monza e ha collaborato con il Banketing Studio di Monza, grazie al quale è stato a contatto con i cuochi dei locali più rinomati di Milano. Da otto anni è Chef Executive per il Gruppo Ethos e porta avanti un progetto sperimentale sulle innovative tecniche di cucina sottovuoto. Ha collaborato con rubriche gastronomiche per mensili ed emittenti radiofoniche come Lifegate, ha partecipato alla presentazione del libro di Martino Ragusa Il manifesto della cucina nazionale italiana, che comprende una ricetta ideata dallo staff del Gruppo Ethos, e ad un cooking show insieme alla squadra nazionale di rugby della Nuova Zelanda, gli All Blacks.
Massimo Rovagnati - Gruppo Ethos
Tempo e Gusto
100 ricette firmate e cronometrate da Massimo Rovagnati
Editore De Agostini
Pagg.: 192
Prezzo: € 10
PAPPAMILANO 2011
100 ristoranti di qualità a buon prezzo
di Valerio Massimo Visintin
Una cena fuori per un'occasione romantica si trasforma in un incubo al momento del conto?
Meglio arrivare preparati scegliendo con cura l'indirizzo giusto.
PappaMilano seleziona 100 locali milanesi di qualità (ristoranti e trattorie, osterie ed enoteche, pizzerie e bistrot) a buon prezzo, che coniugano l'attenzione per la cucina a quella per i clienti.
Nel “menù” di quest'anno: un capitolo dedicato a 30 nuovi locali, e a seguire gli aggiornamenti confermati. Due bollini in particolare aiutano nella scelta: il primo contraddistingue le insegne garantite dall'autore, il secondo quelle dove si cena ad un prezzo veramente stracciato.
Inoltre una pratica mappa della città che permette di individuare il ristorante consigliato più vicino ovunque ci si trovi.
Infine, una sezione dedicata a quei ristoranti che, inavvicinabili di sera, a pranzo propongono un prezzo speciale, e ai brunch del week end.
L'autore, il giornalista Valerio Massimo Visintin, visita e recensisce ristoranti e locali per Corriere della Sera e Vivimilano. Con Terre di mezzo ha pubblicato anche il romanzo L'ombra del cuoco.
PAPPAMILANO 2011
100 ristoranti di qualità a buon prezzo
di Valerio Massimo Visintin
Terre di mezzo Editore
Collana: Sapori
128 pagine - 9,00 euro
L'Albero dei Mille Anni
All'improvviso un cancro, la vita all'improvviso
di Pietro Calabrese
' Non mi avrete mai maledetti pipistrelli, mai. Io sono più forte di voi, io non mi arrendo'. Tanto che dimagrito, bianco, malaticcio, senza un pelo in testa, glabro in tutto il corpo come lui stesso si descrive, Pietro Calabrese passa 18 giorni felicissimi nell'agosto del 2009. Forse gli ultimi così, pieni, vitali, nella storia di un anno di tragedia che si e' concluso con la sua morte il 12 settembre scorso, a soli 66 anni.
Esce ora da Rizzoli il suo libro postumo, 'L'albero dei mille anni' in cui racconta, in un diario dettagliato, di ogni visita, di ogni pensiero, da quel 19 maggio del 2009 quando, andando alla clinica Paideia per un controllo di routine aveva in realtà vissuto per l'ultima volta la sensazione di 'sentirsi 'normali, cioe' uguali a tutti gli altri'. Un 'addensamento polmonare', eccole le 'due parole che fanno deragliare per sempre la mia esistenza', scrive Calabrese. Eppure non tramonta mai la speranza fino all'epilogo, al viaggio e alla stagione sotto il grande Baobab che dà il titolo a questo libro intenso, diretto, 'L'albero dei mille anni' appunto.
'Ogni battaglia che davvero importi - scrive - è fatta di potenza e di concentrazione, ma è composta allo stesso modo di nebbie e di sogni, di nuvole e di gesti folli. C'è sempre un gesto di pura follia nella vittoria e nella speranza'. Gli avevano dato cinque anni di vita, ma non è stato così, eppure a lui già quei 1825 giorni che gli avevano prospettato davanti gli sembravano nulla: 'Basta tornare con la mente indietro di cinque anni e ripensare alle cose accadute'. Ma il cane Pippo, il 'bastardo' nel senso letterale di trovatello, lo aveva capito subito che le cose sarebbero andate diversamente, e quella prima notte del maggio 2009 aveva dormito al suo fianco sul letto come non aveva mai fatto prima e non avrebbe fatto più.
Poi arriva il momento della Pet (tomografia a emissione di positroni) e quel giorno Pietro Calabrese guarda in faccia il suo cancro (lui vuole chiamarlo cosi', senza mezzi termini): 'ha un colore giallo forte, come di una piccola esplosione di luce, una supernova come quelle che si vedono nei libri sul cielo e i misteri dell'universo'. Per Pietro ha però, veramente, la forma di una caverna, una caverna in cui vede risucchiare la sua vita attimo dopo attimo, nonostante il tanto affetto della moglie Barbara (a cui il libro è dedicato con una frase straziante), della figlia Costanza che lui adora e non lo nasconde, degli amici, tanti, che gli sono vicini e che alla fine del libro ringrazia uno ad uno chiamandoli per nome.
Da quello della scoperta i giorni si affastellano, convulsi, tumultuosi, e si ripete ossessivamente di non avere paura. Ma non perde la voglia di scherzare, neanche sul suo tumore che dai medici viene definito 'indolente' e per lui significa che è 'un tumore meridionale'. Non pensa di scrivere un libro fino a quando poi all'improvviso 'arriva Gino. Irrompe senza ritegno nè rispetto in questa storia: come il riccio a cui offri temporanea ospitalità e subito si allarga e si ricava uno spazio sempre più grande'. E' il legame con il pubblico e Gino prende il suo posto nell'immaginario collettivo quando la storia da sua privata diventa di tutti. Il primo pezzo di quelli che comporranno la rubrica esce il 28 maggio con il Magazine del Corriere della sera, e la sera e' travolto da uno spaventoso tsunami di oltre 400 mail di commento. Grazie a Gino Pietro scopre e ama 'un'Italia differente. Migliore. Più sana'. Ed è casuale come la scoperta di quel nome, Gino, inciso su un portatovagliolo identico a quello portato in eredità al matrimonio dalla moglie Barbara e trovato da un antiquario. Solo che sopra c'era scritto appunto 'Gino'. Con il viaggio insieme a Gino era cominciata anche la battaglia vera, e non era un pranzo di gala, ovvero la sofferenza della chemioterapia perchè operare, lo avevano detto subito, era impossibile. Una battaglia che non lo ha visto vittorioso.
Pietro Calabrese, nato nel 1944 a Roma da genitori siciliani e scomparso il 12 settembre 2010, è stato una delle firme più note del giornalismo italiano. Ha diretto “Il Messaggero”, “Capital”, “La Gazzetta dello Sport” e “Panorama”. Ha firmato alcune rubriche fisse su periodici, fra cui Moleskine su “Sette”.
All'improvviso un cancro, la vita all'improvviso
“L'albero dei mille anni”
Pietro Calabrese
Prezzo: Euro 17,50
Editore Rizzoli
Il partito della decadenza
di Lodovico Festa
L'Italia vive una nuova stagione di scontento: dalle imprecazioni contro la «casta», alla caccia ai lavavetri, alle rivolte fiscali. Quali le radici di questo clima? Oggi, piuttosto che di «declino», di una lettura economica del malessere italiano, si parla di distorsioni della politica. È invece utile riflettere anche sulla decadenza della classe dirigente, del nostro establishment. Esso ha sempre teso a restringersi in un circolo chiuso, in corrispondenza a una democrazia bloccata e un'economia dominata dallo Stato, ma quando il mondo si è aperto, è diventato ancora più «piccolo». Anche rilevanti iniziative (il rilancio di Fiat, l'espansione di Intesa), non hanno aperto il «piccolo es-tablishment», che dalla Confindustria montezemoliana al «Corriere della Sera» si è assestato su una linea di conservazione fino all'alleanza con il centrosinistra prodiano.
Da qui il senso di decadenza che cresce nel Paese e contrasta la ripresa di uno spirito borghese che, pur con limiti, dal berlusconismo alla Confindustria damatiana, ha cercato di rinnovare la società. Questo libro racconta come dall'autunno del 2003 a quello del 2007 «il partito della decadenza» ha intrecciato la sua manovra alle più generali e significative iniziative politiche, economiche e sindacali d'Italia.
Lodovico Festa, analista politico, giornalista per diverse testate, ha fondato con Giuliano Ferrara «il Foglio» e ne è stato condirettore. Per Boroli Editore ha pubblicato Guerra per banche.
Il partito della decadenza
di Lodovico Festa
Editore Boroli
Euro 14
Lucky Luciano visto da Mauro De Mauro
Con un'intervista a Tullio De Mauro sui rapporti, professionali e familiari, con il fratello giornalista ancora al centro di uno dei grandi misteri italiani.
Nei primi mesi del '58, Mauro De Mauro e Salvatore Lucania, noto a tutti come Lucky Luciano, si incontrano nella hall dell'albergo Sole a Palermo. È l'ultimo di una serie di incontri tra il giornalista misteriosamente scomparso nel settembre del 1970 mentre tornava a casa (e mai ritrovato) e il mammasantissima del crimine organizzato italo-americano.
Da quegli incontri De Mauro realizzò un lungo ritratto che pubblicò a puntate sull'Ora, costruito su colloqui diretti e su un solido lavoro di documentazione che Mursia ripropone ai lettori nella collana Inchiostri con il titolo Lucky Luciano (a cura di Elena Beninati e Beppe Benvenuto; pagg. 180, euro 13,00).
Riletti anche adesso quella serie di articoli sono una straordinaria testimonianza sulla figura di un boss che secondo il Narcotics Bureau americano è stato l'anima nera del traffico internazionale della droga ma, soprattutto, sono una dimostrazione del talento giornalistico di De Mauro che, affascinato dalla personalità criminale, offre ai lettori dell'epoca e a quelli di oggi un ritratto che esce dagli stereotipi.
«Mauro prendeva il telefono e, senza aver scritto niente, standosene in piedi lo dettava agli stenografi interamente rifinito, virgole compre», ricorda in un'intervista pubblicata in appendice il fratello Tullio De Mauro, noto linguista e saggista: «Ma, soprattutto, per tutti i suoi articoli partiva da una accurata raccolta e dalla studio di tutta la documentazione possibile. Lo sapevano bene anche i giornalisti del Nord che, quando calavano a Palermo, venivano a casa di mio fratello che metteva a disposizione il suo archivio di notizie e fotografie. Forse ormai solo Giorgio Bocca resta, ad multos annos, a testimoniarlo».
Lucky Luciano
a cura di Elena Beninati e Beppe Benvenuto
pagg. 180, euro 13,00).
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