Locali Storici d'Italia

 

Birra Forst compie 150 anni ed entra nei Locali Storici d'Italia

 

Birra Forst, la storica azienda di Forst/Lagundo, alle porte di Merano, ha compiuto 150 anni ed è stata ammessa in qualità di Socio sostenitore a far parte dell'Associazione Locali storici d'Italia, il sodalizio culturale che riunisce i 216 più antichi e prestigiosi alberghi, ristoranti, trattorie, confetterie, pasticcerie, grapperie e caffè letterari che hanno fatto la storia del nostro Paese.

 

Forst si unisce così alla ristretta cerchia delle prestigiose aziende storiche sostenitrici del Sodalizio, che annovera Antico Caffè Greco, Gruppo Italiano Vini, Lavazza, Martini & Rossi, Nardini e Rancilio macchine per caffè.

 

A consegnare alla baronessa Margherita Fuchs von Mannstein, amministratore delegato di Forst spa, diploma e targa di appartenenza ai Locali storici d'Italia è stato il presidente dell'Associazione Giuseppe Nardini di Bassano affiancato dai componenti il Consiglio direttivo, riunito per l'occasione, tra i quali i vice presidenti Daniela Vedaldi del Caffè Florian di Venezia, Pietro Romanengo della Confetteria Romanengo di Genova, Angelo Schiavi del Ristorante Sabatini di Firenze, il segretario generale Enrico Guagnini, il direttore Claudio Guagnini e i consiglieri Antonio Chessa del Caffè Mulassano di Torino, Marisa Manaigo dell'Hotel de La Poste di Cortina d'Ampezzo, Karl Platino - Onkel Taa del Ristorante Museumstube Bagni Egart di Toll-Parcines, Liliana De Zordi del Ristorante Al Cappello di Mel (Belluno) e i consultori Annapaola Rey del Caffè Lavena di Venezia, Francesco Renzelli del Caffè Renzelli di Cosenza e il revisore ufficiale Mosè Colaianni.

 

Fondata nel 1857 dagli imprenditori meranesi Johann Wallnöfer e Franz Tappeiner, Forst venne acquistata nel 1863 da Josef Fuchs ed è l'ultima azienda del settore a essere di proprietà italiana e tuttora guidata dalla stessa famiglia da quattro generazioni. Tra l'altro, Forst ha anche acquisito un altro storico e prestigioso marchio italiano: Birra Menabrea di Biella.

 

I notevoli interessi in campo alberghiero che la famiglia Fuchs ha avuto, tra Otto e Novecento, hanno contribuito al successo della Birra Forst, sempre più apprezzata dalla nobiltà e dall'alta società austriaca e italiana: basta ricordare l'Albergo ristorante Raffl, l'Hotel “Forsterbräu”, il lussuoso Hotel “Habsburger Hof” a Merano luogo di incontro e di ospitalità per molti membri della Casa Regnante, l'albergo “Zur Taube” a Bolzano e l'avveniristico “Hotel Paradiso” del Cevedale, in Val Martello, progettato da Gio Ponti negli anni Trenta.

 

Parallelamente, accanto al Bräustüberl e al Braugarten dello stabilimento, l'azienda ha acquisito, nel tempo, otto ristoranti-birrerie: il Gatto Nero a Merano, e i Forsterbräu di Merano, Lana, Malles, Bolzano, Brunico, Trento e Trieste, alcuni dei quali erano già storici locali.

 

Tra gli ospiti illustri che hanno fatto sosta al Bräustüberl dello stabilimento, il principe Francesco Ferdinando d'Asburgo, nipote di Francesco Giuseppe ed erede al trono imperiale d'Austria, in occasione dell'inaugurazione della ferrovia della Val Venosta nel 1906, che, secondo i progetti ferroviari europei elaborati dal 1830, doveva essere una tratta della linea che avrebbe dovuto collegare per la via più breve l'Inghilterra all'India; molti rappresentanti dell'aristocrazia russa che, prima della rivoluzione di Ottobre, soleva sostare a lungo all'Hotel Zarenbrunn di Merano; molti aristocratici spagnoli e soprattutto moltissimi nobili austriaci, per i quali Merano era stazione climatica di grande lusso e agevolmente raggiungibile da Vienna in treno; il dottor Otto von Habsburg, figlio dell'ultimo imperatore austriaco Karl, il cancelliere Strauss, l'onorevole Andreotti, il cardinale Ratzinger un anno prima di diventare Papa.

 

Alla cerimonia di ammissione erano presenti anche i titolari e dirigenti dei dieci storici gioielli dell'ospitalità che l'Associazione conta in Alto Adige: Heinrich Radmüller ed Elisabetta Heiss dell'Hotel Elefante di Bressanone, del 1551, dove a metà del 1500 venne fatto riposare l'elefante che il re del Portogallo João III aveva donato a Ferdinando d'Austria; sempre di Bressanone, Hermann Mayr, titolare dell'Hotel Goldener Adler, del 1500, dove sostarono l'imperatore Massimiliano I, l'arciduca Ferdinando e Cosimo de' Medici, e del Ristorante Oste Scuro Finsterwirt, del 1200, fucina di pensiero degli artisti tirolesi Defregger e Bachlechner e guidato sempre dalla stessa famiglia dal 1904; Roland Margesin, direttore generale del Parkhotel Laurin di Bolzano, del 1910, dove si incontrarono a tavola re Vittorio Emanuele III e Mussolini nel 1937 per discutere dell'annessione dell'Austria alla Germania; Florian ed Elisabetta Ellmenreich, dell'Hotel Adria di Merano, del 1885, creatura Belle Epoque dei maestri del Liberty Munsch & Lun; Massimiliano Sturaro dell'Hotel Palace (1906) di Merano, ammirato da Kafka anche per le bellissime donne che vi soggiornavano; Beatrix Stapf e Jorg Neubert dell'Hotel Schloss Labers, sempre a Merano, del 1887, sede durante il Terzo Reich di un comando speciale di Hitler che stampava dollari falsi per destabilizzare le economie nemiche; Sieglinde Ortner del Parkhotel Sole Paradiso di San Candido-Innichen (1882), precursore del turismo della Val Pusteria nato con la costruzione della ferrovia Vienna-San Candido-Merano, guidato sempre dalla stessa famiglia e che deve il suo nome al maresciallo Badoglio; sempre da San Candido, Mary Ortner dell'Hotel Villa Stefania (1911), che conserva una delle ultime “teestube” ancora esistenti con tutti arredi originali; Karl Platino - Onkel Taa, del Ristorante Museumstube Bagni Egart, del 1430, che è come un piccolo museo dedicato agli Asburgo e alle soste di Francesco Giuseppe e della principessa Sissi, che qui si curava con le acque minerali delle sorgenti.

 

L'Associazione Locali storici d'Italia, che gode del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, da oltre 30 anni, ha come missione la valorizzazione dei più antichi locali italiani nel segno del turismo culturale. Per i cultori delle soste illustri, la Guida Locali storici d'Italia è pubblicata anche su Internet www.localistorici.it.

 

Sede: via Tarchetti, 3 - 20121 Milano - Tel. 02 653109 - Fax 02 6590044 - E-mail: info @localistorici.it

www.localistorici.it

 

 

 

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