L'Editoriale di Daniele Protti

 

 

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Il nuovo Europeo mensile diretto da Daniele Protti ricomincia dal `68

 

Copyright 2008 - informaciboMilano 31 gennaio 2008. C'è chi come Giuliano Ferrara, su Il Foglio, si rifiuta anche di nominarlo (lo chiama 67+1), c'è chi lo ricorda con nostalgia e c'è chi, ed è il caso di Daniele Protti (fu anche un protagonista di quegli anni) rilancia il suo nuovo “L'Europeo”, proprio partendo dal mitico (e per qualcuno famigerato) '68.

 

Alla presentazione, nella Sala Buzzati  del Corriere della Sera, oltre al direttore Daniele Protti, c'era il presidente di Rcs group, Piegaetano Marchetti, il  direttore del Corriere Paolo Mieli, oltre a Pierluigi Battista e Maria Latella.

 

Marchetti ha voluto ricordare le origini (il primo numero firmato da Arrigo Benedetti che uscì il 4 novembre del 1945) ma anche lo stile sempre “asciutto, pulito e coraggioso”.

 

Nella discussione la memoria e l'attualità si sono intrecciati nel ricostruire quegli anni e nella presentazione dei prossimi numeri del mensile (il prossimo numero, che esce il primo venerdì di ogni mese insieme al Corriere, sarà dedicato a “Tutti gli Islam del mondo”).

 

Anche il nuovo Europeo, come il bimestrale, punta a numeri monotematici “per affrontare -ha detto Protti- la realtà e l'attualità in ogni suo aspetto”.

   

Il '68 raccontanto in questo numero c'è Papa Paolo VI alle prese con una decisione clamorosa: l'istituzione di una commissione pontificia per abrogare -dal  codice penale vaticano- la pena di morte, ancora in vigore dai  tempi dello Stato Pontificio. Mentre il codice penale italiano aveva  ancora un articolo che, in caso in infedeltà coniugale,  prescriveva l'impunità per il marito adultero e la galera per la  moglie fedifraga. “Quarant'anni fa, ma storicamente è l'altro ieri” ha sottolineato Protti.

 

In quel 1968 non c'era soltanto il movimento degli studenti, c'era anche un paese che -nelle lettere al settimanale L'Europeo- descriveva la famiglia dall'interno, con squarci impressionanti di violenza, cecità e sordità e dove -ha ricordato Latella- una lettrice scriveva ancora “il mio principale” riferito al suo "padrone di fabbrica".

Il Direttore, Daniele Protti - Copyright 2008 - informaciboCi  fu - e ne paghiamo ancora le conseguenze- il terremoto del  Belice. Ci fu l'enciclica Humanae vitae, che proclamava il no  alla pillola anticoncezionale. C'erano ancora i sensali di matrimoni: un fenomeno tutt'altro che circoscritto al Sud d'Italia. C'era il "commercio" dei mutuati da parte dei medici  della mutua.

C'erano i "cattolici del dissenso" , con l'occupazione della Cattedrale di Parma, che volevano richiamare la Chiesa a comportamenti più evangelici  (forse non fu un caso che la prima occupazione universitaria fu proprio alla Università Cattolica di Milano, nel novembre 1967).

 

E ci furono gli assassinii di Bob Kennedy e Martin Luther King,  l'invasione della Cecoslovacchia, la guerra del Vietnam, il  maggio francese e la tragica vicenda di Rudi Dutschke a Berlino.

Nel primo numero del 2008, con il passaggio a periodicità mensile e lo stretto collegamento con il Corriere della Sera, L'Europeo  cerca di raccontare quell'Italia (e non solo) con articoli e  reportage delle grandi firme del settimanale (Oriana Fallaci,  Ruggero Orlando, Franco Pierini, Lietta Tornabuoni, Tullio Kezich, Gian Franco Venè, Ferdinando Scianna e altri ancora), e con un bell'articolo (sotto una foto di un accigliato Mario Capanna) di  Aldo Cazzullo inviato del Corriere che nel '68 aveva solo due anni.

 

La serata si è conclusa con un brindisi augurale offerto dalla nota azienda trentina Ferrari dei fratelli Lunelli.

 

 

 

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