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Cibi e
Contorni
Storie di
cibo, culture e solidarietà
Comune di Rivalta di
Torino – Cappella del monastero, via Balegno
Rivalta 30 novembre
2010. Il giornalista e scrittore Gigi Padovani ha curato un ciclo
di incontri su cibi, cultura e solidarietà proposti dal Comune di
Rivalta.
Sono cinque incontri,
fino ad aprile 2011, con personaggi importanti (giornalisti,
scrittori come Margherita Oggero e Ernesto Ferrero) e associazioni
come Pausa Cafè, Libera, ecc.
Tutte le sere
degustazioni con cioccolatieri e maestri del gusto
La prima serata è fissata per giovedì
2 dicembre, alle 21.
Gli incontri si terranno tutti nella
cappella del monastero.
La rassegna è stata voluta
dall'assessore alla cultura e vicesindaco di Rivalta, Nicoletta
Cerrato.
Il cibo è cultura
Oggi se ne parla molto,
non sempre riflettendo che può essere un modo per interpretare il
nostro presente – analizzando le conseguenze etiche e sociali dei
consumi di ciascuno di noi – o di tornare alla memoria del passato,
per cogliere i legami tra il territorio in cui viviamo e il mondo
della globalizzazione.
In modo da non rimanere legati a un localismo
da “piccole patrie”, ma saper guardare al melting pot che ha
originato le nostre attuali abitudini gastronomiche.
Il cioccolato
non esisterebbe senza i viaggio dei grandi esploratori del
Cinquecento, mentre in una tazzina di caffè sono concentrate tante
tematiche geo-politiche.
Questo programma di
incontri, curati e condotti da Gigi Padovani, presenta una carrellata
di temi tra storia, cultura e golose degustazioni – con
presentazione di contributi multimediali -, che si concluderà nei
giorni dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
Il
programma generale degli
incontri
Giovedì 2 dicembre
2010, ore 21
Alla scoperta del Cibo
degli dei
Nonostante il cioccolato
sia diventato un cibo di gran moda, pochi possono affermare di
conoscerlo veramente. Come nasce una tavoletta? Come si degusta?
Quali sono i migliori indirizzi artigiani della provincia di Torino?
A queste e a tante altre domande risponde l’incontro con la “coppia
fondente” Clara e Gigi Padovani, autori del libro
CioccolaTorino (Blu), nel quale sono presentate le eccellenze
tra i cioccolatieri torinesi.
Durante la serata vi sarà
la proiezione di video, la lettura di brani letterari sul Cibo degli
Dei, una degustazione guidata con gli artigiani Marco Vacchieri
(Rivalta), Guido Castagna (Giaveno) e Fabio Larivera
(Torino).
Giovedì 13 gennaio
2011, ore 21
Quando il cibo fa del
bene
Il buono non può
prescindere dal giusto: anzi, molte volte un cibo può fare del bene.
E’ quanto dimostrano le esperienze di gestione etica della catena
alimentare per un miglior rapporto tra chi produce e chi consuma,
come dimostrano le esperienze di Libera, Pausa Cafè, Piazza dei
Mestieri e Banco Alimentare. Libera Piemonte contrasta
l’azione della criminalità realizzando il “torrone della
legalità” con le nocciole dei terreni confiscati alla mafia presso
la Cascina Caccia di San Sebastiano da Po: si tratta di uno tra i più
importanti beni confiscati alla mafia del Nord d'Italia. La
cooperativa Pausa Cafè con l’impegno e la professionalità
dei detenuti di Torino e Saluzzo produce caffè, birra e cioccolato
“Eccellenti e Solidali” da materie prime di qualità legate a
progetti di sviluppo del Sud del mondo. Piazza dei Mestieri
è un’esperienza educativa che aiuta i giovani tra i 14 e i 18
anni a inserirsi nel mondo del lavoro confezionando cioccolato e
birra. Il Banco Alimentare, infine, raccoglie le eccedenze di
produzione agricole, dell’industria alimentare, della grande
distribuzione e della ristorazione organizzata: questi prodotti
vengono poi ridistribuiti a enti che si occupano di assistenza e di
aiuto ai poveri, agli emarginati e, in generale, ai bisognosi.
Intervengono i
rappresentanti delle associazioni: Mauro Battuello e Antonio
Peyrano (Piazza dei Mestieri), Marco Ferrero e Luciano
Cambellotti (Pausa Cafè), Roberto Laddaga (Libera),
Roberto Cena (Banco Alimentare), con degustazione dei prodotti
delle prime tre.
Giovedì 17 Febbraio
2011, ore 21
La Gianduja Valley dai
Savoia ai pionieri dell’industria dolciaria
L’abilità del
marketing territoriale di alcuni bravi cioccolatieri ha creato la
“Tuscan Chocolate Valley”. Perché non si può fare altrettanto
per la “Gianduja Valley”, distretto del cioccolato nato che da
None arriva fino alla Valli Valdesi?
Molti scrittori hanno
dedicato la loro attenzione al matrimonio tra cacao e nocciole, che
avvenne a metà dell’Ottocento e ancora rende famoso in tutto il
mondo il gianduiotto torinese. Ne conversano gli scrittori Margherita
Oggero ed Ernesto Ferrero, direttore del Salone del
Libro. Durante l’incontro letture di testi letterari e degustazione
dei tre tipi di gianduiotto: estruso, stampato, a mano, presentati
dagli artigiani Francesco Ciocatto (Gerla, Torino), Laura
Faletti (A.Giordano), Marco Ferraris (Pfatisch) e
dall’azienda Caffarel, con l’ad Vincenzo Montuori.
Venerdì 18 marzo
2011, ore 21
Da Vialardi al
cybereggs: 150 sapori d’Italia
Che cosa unifica gli italiani? Un piatto di
spaghetti, oppure la consapevolezza di essere uno Stato moderno con
150 anni di storia alle spalle? Che cosa ha contribuito di più a
fare l’Italia? La politica, le Regioni, i Comuni oppure i sapori e
le bevande con i quali ci riconoscono anche all’estero: un
tiramisu, un gianduiotto, una pizza? L’Italia in 150 anni ha
conosciuto un profondo cambiamento nelle sue abitudini alimentari.
Tutto incominciò con Giovanni Vialardi, il cuoco di casa Savoia che
nel 1854 edita il suo libro – “Trattato di
cucina, pasticceria moderna, credenza e relativa confettureria”
- , un’opera fondamentale e poco conosciuta, che ha influenzato la
gastronomia italiana ancor più dell’Artusi.
Ne discutono lo chef Davide
Scabin del ristorante Combal.Zero di Rivoli e
i giornalisti Enzo Vizzari,
direttore delle Guide vini e ristorenti dell’Espresso, e Marco
Bolasco, direttore editoriale Slow Food
Editore. Con degustazioni finali a sorpresa e dei cioccolatini
“Passionari” di Odilla Chocolat
celebrativi dell’Unità d’Italia,
presentati dal maestro Gabriele Maiolani.
Giovedì 31 Marzo
2011, ore 21
La cucina del
ventennio
Siamo in un momento di
crisi e abbondano sui giornali i consigli per cucinare "al
risparmio". Era così anche in tempi di “autarchia”, quando
il ventennio fascista consigliava le massaie di non sprecare il cibo.
Lo raccontano due volumi interessanti: Le donne e la cucina tra le
due guerre, di Luisella Ceretta, e Credere, obbedire,
cucinare di Domenico Musci. I quotidiani dell'epoca, i
libri di cucina, le pubblicità, dalle quali gli autori attingono con
intelligenza, consigliavano: "niente piatti complicati: cibi
sani, semplici, saporiti"; "non sprecare!"; "se
mangi troppo derubi la patria". I due autori torinesi presentano
le loro opere, mentre si degustano prodotti che possono ricordare i
“succedanei” tipici del Ventennio, presentati dagli artigiani
cioccolatieri Lorenzo Zuccarello (Collegno, con la sua crema
alle nocciole realizzato con l’olio di Mattia Pariani) e
Alessandro Fioraso (i cri-cri di Piêmont Cioccolato).
Informazioni 011 . 90455.57/85
Gigi Padovani
Giornalista a «La Stampa» dal 1985, già collaboratore della Guida ristoranti dell'«Espresso», ha pubblicato numerosi libri, alcuni con la moglie Clara, altri da solo: La liberazione di Torino (Sperling & Kupfer, 1979); Gnam, Storia sociale della Nutella (Castelvecchi, 1999); Nutella un mito italiano (Rizzoli, 2004, tradotto in Francia come Nutella 40 ans de plaisir, con ricette di Clara, Michel Lafon 2005); Slow Food Revolution (Rizzoli 2005, tradotto negli Stati Uniti da Rizzoli International, 2006).
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