“Pasqua: è tempo di uova... di cioccolato!

 

di Alexander Màscàl

 

L'Uovo di Pasqua

Pasqua, tempo di doni e di antiche usanze, come lo scambiarsi le uova, la cui tradizione affonda le radici in ancestrali ricordi pagani che simboleggiano la rinascita.

Nel corso dei secoli simboli e tradizione pagane si sono mescolate ad altre religioni. Dal culto ad antiche divinità nordiche si è giunti a quello cristiano legato al sacrificio di Cristo che con la morte ha cancellato le nostre colpe, sino alla sua Salita in Cielo che ha dato origine alla “Pasqua di Resurrezione”.

I primi cristiani ricordavano la resurrezione ogni settimana, la domenica, poi una volta all'anno e nel 525 si giunse all'attuale ricorrenza.

Dagli Assiri ai Babilonesi, dai Celti ai Greci, dagli Egizi ai Romani e dai Galli ai Visigoti, tutti avevano la stessa tradizione che considerava l'uovo un talismano, simbolo di fertilità e di vita.

Anche i Persiani, oltre 5000 anni fa celebravano l'arrivo della primavera con riti propiziatori, e l'uovo simboleggiava la fertilità, la natura che si risvegliava, per questo veniva offerto in segno di prosperità.

Plinio racconta dell'usanza dei Romani di seppellire nei campi delle uova dipinte di rosso come amuleto contro gli influssi malefici e come gesto propiziatorio per il raccolto.

Il rito dell'uovo ha origini antichissime. Praticato in quasi tutte le culture, anche se con nomi e riti diversi ha sempre rappresentato la festa della primavera, la rinascita del ciclo vitale della natura.

 

L'uovo, visto come simbolo “sacro” è parte della cultura ebraica che considerava la (Pasach, cioè Passaggio), una ricorrenza solenne perchè ricordava l'esodo del popolo d'Israele dall'Egitto e indicava la rinascita spirituale.

Per gli Ebrei l'agnello simboleggia la dolcezza e il sacrificio. Il pane di azzimo ricorda la fuga dall'Egitto del popolo degli ebrei oppressi, che non avendo avuto tempo di farlo lievitare, lo portarono con sé com'era: non lievitato e senza sale. Indica la penitenza.

L'uovo è simbolo di vita nuova. Per questo durante tale festività si cibano di uova.

Tre sono le principali feste ebraiche che precedevano il pellegrinaggio degli Ebrei al Santuario di Gerusalemme, e una, la Pasqua, veniva festeggiata in primavera e le celebrazioni duravano 7 giorni.

I primi cristiani seguirono questa simbologia. A Pasqua posavano sull'altare un cestino di uova (durante la Quaresima erano proibite), che poi il sacerdote benediva. Quindi venivano regalate.

Nelle catacombe romane si rinvennero delle uova simboliche, di marmo, che significavano la Resurrezione e la Rinascita Spirituale dei martiri. In seguito era usanza scambiarsi uova di volatili (principalmente di gallina),

Nel corso dei secoli si iniziò a decorarle: i più poveri si limitavano ad un solo colore, mentre i ricchi e gli aristocratici, usavano tinte vivaci ottenute da infusi di fiori ed erbe(rosso delle barbabietole, verde degli spinaci, giallo zafferano), e decorate con disegni fantasiosi ed elaborati che erano anche un simbolo di ricchezza.

Agli inizi era un'usanza pressoché contadina, ma in seguito venne estesa anche alle classi agiate che presero l'usanza di donare uova d'oro e d'argento, realizzate da valenti maestri orafi.

 

La Pasqua è una festività la cui data è “mobile” perchè si basa sulla Luna. Viene celebrata la domenica successiva al plenilunio che segue l'equinozio di Primavera.

Non caso le sue origini sono collegate alla dea Eostre, una divinità pagana legata al Sole che nasce e al suo calore che da vita, vigore, continuità.

Eostre è legata all'equinozio di primavera (che i celti chiamavano Eostur-Monath). In suo onore e in segno di rinascita ci si scambiava le uova sacre, sotto il magico albero che si ergeva in ogni villaggio.

 

Il cioccolato venne introdotto in Spagna da Cristoforo Colombo che nel 1502, di ritorno dall'avere scoperto l'America portò con se la mitica bevanda, tonificante e stimolante diffusa tra gli aztechi con il nome di “brodo indico”. Per il suo gusto amaro non ebbe successo finché nel 1700 non gli venne aggiunto lo zucchero.

Nel Medioevo la colorazione delle uova di Pasqua serviva per distinguerle da quelle “normali” e quelle benedette”. Anche per regalarle ci si atteneva a regole ben precisi: i padrini le donavano a coppie di due o di quattro ai propri figliocci, mentre toccavano in numero dispari (sei), agli inservienti.

Nel 1400 in Spagna in occasione delle nozze dell'Infanta Margherita, vennero distribuite le prime uova artificiali.

Agli inizi del 1500, Francesco I ricevette in regalo un guscio d'uovo che conteneva una piccolissima incisione in legno raffigurante la Passione.

In Francia, alla corte di Versailles, con Luigi XIV, il Re Sole, gli speziali e i cuochi di corte costruirono un uovo, tradizionale dono di buon auspicio, con quella sostanza costosa e misteriosa: nacque il primo uovo di Pasqua... al cioccolato.

Pare che nel 1500 qualcuno pensò di riempire un uovo di legno ricoperto di preziosi intagli che raffiguravano scene della passione di Cristo e poi lo regalò a Francesco I re di Francia. Nacque così la prima sorpresa nell' uovo...

Nel 1725, a Torino, la vedova Giambone riempì i gusci vuoti con del cioccolato liquido e li espose nella vetrina assieme alla sua gallina che... faceva le uova al cioccolato...

Le uova in versione dolce, di zucchero, di marzapane e di cioccolata furono un'invenzione torinese degli inizi dell'800, con la scoperta del cioccolato come ingrediente per cioccolatini e uova di... cioccolato. Non dimentichiamo che Torino è la storica capitale del cioccolato, fin dal Seicento.

Tra le uova più originali spiccano le preziose creazioni dell'orafo Fabergé che creò per gli zar di tutte le Russie e la corte di San Pietroburgo, dei gioielli preziosi fatti con pietre d'inestimabile valore, metalli preziosi e smalti, spesso con all'interno i meccanismi di orologi, o carillon.

 

Ancora oggi in molte località della nostra penisola si decorano uova (dopo averli svuotati mediante un forellino), con motivi delicati, fantastici e fantasiosi, miniature di una perfezione incredibile, e appesi in casa, sulle finestre, in cestini disposti sui mobili, sui rami degli alberi.

Le decorazioni variano secondo l'estro e la fantasia del “pittore”, anche se preferibilmente si riproducono scene agreste e pastorali, come nidi di uccellini cinguettanti, galline e pulcini pigolanti, voli di rondini, campanili e campane, agnellini e piante dai rami pieni di fiori colorati.

Esistono anche giochi con le uova: Celti, greci, egizi, tibetani, cinesi, finlandesi, ecc.

In un'isola della Polinesia venne ritrovato un' uovo di 10 mila anni.

Da sempre l'uovo ha rappresentato la vita, che è il bene più prezioso e per questo si è presa l'abitudine di regalarlo con l'augurio migliore che possiamo fare a chi amiamo, particolarmente ai bambini, proprio perchè simili ai pulcini racchiusi dentro l'uovo che allo schiudersi iniziano una nuova vita e il proseguimento della specie, della razza. E allora non dimentichiamoci di donarlo con tutto il cuore e con l'augurio di una vita migliore e possibilmente ricordiamoci che gli agnelli sono il simbolo della vita che continua...

 

La Via Crucis

La Via CrucisTra le feste sacre legate alla Pasqua la più folcloristica è indubbiamente quella che conserva la parte più profonda, spirituale e rituale del cristianesimo: la ricostruzione storica della Via Crucis.

La rappresentazione trasforma piccoli e grandi borghi in tante piccole Gerusalemme in cui personaggi vestiti degli abiti dei protagonisti di duemila anni fa celebra la Passione di Gesù con spettacolari raffigurazioni.

Alcune località manifestano la loro devozione attraverso la processione delle “macchine o cassoni”, ovvero una Via Crucis in cui le “macchine”, antiche statue lignee poste su delle speciali pedane e trasportate a braccia dai fedeli prescelti, percorrono le vie della città in una suggestiva processione notturna.

Una delle devozioni più strane è quella dell'Ostensione dei Sacri Vasi a Mantova, dove la fede vuole che nei vasi sia contenuto il sangue di Cristo raccolto da Longino. La leggenda vuole che il soldato che trafisse Gesù con la lancia, pentito, raccolse da terra il sangue e si mise ad eremitare predicando, finché, giunto in questa città con la sacra reliquia la nascose nell'orto dell'Ospedale dei Pellegrini dove vi rimase sino all'804 quando venne misteriosamente rinvenuta ed esposta alla devozione dei fedeli ogni venerdì santo.

Il Giovedì e il Venerdì Santo, ovunque, si commemora la Passione e la morte di Cristo con processioni e sacre rappresentazioni.

Tra le più spettacolari vi è quella spagnola di Malaga, delle confraternite religiose degli Incappucciati.

 

La Campana

Un'altra usanza pasquale è la campana (simbolo della chiesa), di cioccolato, spesso riempita di piccoli ovetti anch'essi di cioccolato.

Secondo un'antica credenza, nel momento in cui le campane, dopo due giorni di silenzio, tornano a farci udire i rintocchi, tutte le acque diventano benedette. Pare che abbiano anche virtù miracolose. Per chi ha disturbi alla vista, basterà bagnarsi gli occhi con qualunque acqua e salutare il risorto Signore per ottenere risultati miracolosi.

 

La Colomba

Anche la Pasqua non si sottrae al detto “Paese che vai, usanza che trovi” ed ecco un tipico dolce pasqualino che ha origini in Lombardia, anche se ora è divenuto un dolce nazionale: la tradizionale Colomba.

 

Pasqua

Nella narrazione della Passione di Cristo e della sua Resurrezione, che si fa sui vangeli, ci si riferisce alla Pasqua Ebraica che si inizia a celebrare la sera del 14 del mese detto “del Nisan”(al plenilunio del primo mese lunare, dopo l'equinozio primaverile).

L'Ultima Cena si svolse quella sera!

La Quaresima precede la Pasqua e dura appunto quaranta giorni. In questo periodo la liturgia cattolica osserva un periodo di Penitenza per prepararsi alla Pasqua di resurrezione.

Dal Mercoledì delle Ceneri sino alla mezzanotte del Sabato Santo si osserva il passo evangelico che si riferisce al digiuno di Nostro Signore.

Torniamo indietro nel tempo: ... Siccome questo periodo segue quello godereccio e goliardico del Carnevale, per il bene delle anime delle sue “pecorelle”, la Chiesa aveva aumentato le penitenze inflitte nel periodo della Quaresima...

E per meglio vegliare sulle loro anime in ogni paese giungevano uno o più predicatori... ospiti del parroco e quindi della comunità...

I “predicatori” erano scelti accuratamente, tra i più affascinanti trascinatori...

Le loro apparizioni erano circondate da coreografie e le loro prediche avvincenti: dei veri... professionisti, veri attori ... al servizio della Chiesa.

Abili nella dialettica i religiosi, solitamente dei frati, viaggiavano in coppia.

Dal pulpito “scagliavano anatemi e torture infernali” contro i peccatori. Il tono della voce autoritaria si accaniva contro il Diavolo e i demoni che si annidano nell'animo umano e chiedevano fede e sacrifici senza tralasciare minacce per le anime dei peccatori.

Visioni apocalittiche di fiamme infernali bruciavano le menti del popolo di contadini, pastori, povera gente analfabeta che già si vedeva preda delle fiamme infernali!

E intanto ci si preparava alla santa Pasqua: ieri come oggi e “forse” come ancora per secoli.

 

 

 

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