INformaCIBO pubblica i più importanti atti del Convegno promosso da "Unicom e Unioncamere"

 

La dichiarazione di Lorenzo Strona

 

La dichiarazione di

Carlo Sangalli

 

Commento al risultato delle indagini

 

Le tavole dei diagrammi in %

 

 

 

“La Comunicazione dei Prodotti Tipici in Italia”.

Vale 180 miliardi di euro il mercato dell'agroalimentare italiano.

 

Il 44,7% degli chef dei migliori hotel del mondo sono italiani. Le aziende puntano maggiormente per farsi conoscere sulle Fiere (Vinitaly e Cibus 74%), siti internet (66%), la stampa generalista (41%) e la specializzata, come Gambero Rosso, Il Mio Vino e Slow Food (36%)

 

Milano giugno 2006. Il Presidente di Unioncamere Carlo Sangalli ed il Presidente di Unicom - Unione Nazionale Imprese di Comunicazione - Lorenzo Strona hanno presentato la Ricerca commissionata da Unicom ed Unioncamere su “La Comunicazione dei Prodotti Tipici in Italia”.

 

La ricerca - le cui principali evidenze sono state illustrate da Rossella Tosto, Vicepresidente di Datacontact - esplora tutto il variegato scenario dei prodotti tipici e fa il punto sullo stato dell'arte delle attività di comunicazione e di informazione che i Consorzi, le Aziende, le Pubbliche Amministrazioni e le Associazioni svolgono a favore di un comparto che sempre più si sta rivelando come uno degli asset fondamentali del Sistema Italia ed uno dei punti di forza del nostro apparato economico e produttivo.

 

Vale infatti 180 miliardi di euro il mercato dell'agroalimentare italiano. Un comparto che pesa per il 15% sul pil nazionale, e che è in grado di generare consumi per 5,6 miliardi di euro solo dai prodotti a denominazione d'origine.

Un patrimonio non delocalizzabile ma che, pur rappresentando un punto di forza per il nostro Paese, non sembra ancora sfruttato in tutte le sue potenzialità.

 

Partiamo dall'affermazione di Giorgio Bonifazi Razzanti. Vice Presidente Unicom: “ Un recente comunicato ANSA ci rende noto che il 44,7% degli chef dei migliori hotel del mondo sono italiani. E' quasi una non-notizia: che in Italia si sappia mangiar bene lo sanno tutti. La cosa è talmente riconosciuta da essere ormai più di un luogo comune, la buona tavola è un'icona del paese, così come i computer per gli Stati Uniti, le fotocamere per il Giappone o gli orologi per la Svizzera.

La sensazione però -afferma Bonifazi Razzanti- è che da noi a questa immagine non corrisponda un'identità altrettanto condivisa nella quale riconoscersi e di cui andare sempre orgogliosi. E' certamente un valore profondamente radicato nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni ma spesso viene anche percepito come un limite, un cliché nel quale si teme di rimanere ingabbiati”.

Dallo studio presentato da Unicom e Unioncamere emerge che il 41,5% delle risorse di comunicazione del settore vengono indirizzate al mercato nazionale. Le trasmissioni televisive rappresentano la principale fonte di conoscenza dei prodotti tipici (38,2%) per i consumatori, seguite da riviste e giornali (18,4%).

Ma un dato significativo è rappresentato, (vedere il quotidiano Italia Oggi del 13 giugno 2006) dai canali sui quali le aziende produttrici hanno deciso di spingere maggiormente per farsi conoscere.

Innanzitutto le aziende puntano sulle fiere come Vinitaly e Cibus (74%), le Sagre (57%) e poi sulla stampa in genere. I siti internet arrivano al 66%, la stampa generalista (41%), la specializzata, come Gambero Rosso, Il Mio Vino e Slow Food (36%)

E al riguardo ci sembra significativa la seguente dichiarazione: “Credo che l'agroalimentare sia uno dei settori su cui il nostro Paese può fare pieno affidamento e in questo senso credo che i prodotti tipici debbano conquistare un ruolo chiave. Si deve fare di tutto per tutelare l'eccellenza attraverso un sistema di regole che non sia a maglie larghe - ha commentato il presidente di Unicom, Lorenzo Strona -. Deve crescere il ruolo della comunicazione, che deve essere realizzata con assoluta competenza. Nei consumatori si rileva una certa confusione, la comunicazione viene spesso percepita come sporadica e frammentata, manca una logica di sistema. La nostra associazione rappresenta un sistema di agenzie con radici forti su tutto il territorio, per questo possiamo essere i partner ideali per quei marchi di qualità che vogliono farsi conoscere. Possiamo certamente fare meglio delle grandi multinazionali della pubblicità in questo senso”.

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]