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Una singolare protesta di Filippo Radaelli,
giornalista e curatore delle guide di Res Tipica contro i contratti atipici.
Da “degustatore di territori” alla “degustazione di digiuni”
Una “degustazione di digiuni”: non uno sciopero della fame, ma una “degustazione di digiuni”, realizzata con tutti i crismi, è la singolare forma di protesta attuata da Filippo Radaelli per rivendicare il riconoscimento di diritti maturati quale curatore delle Guide Res Tipica edite dall'Anci, l'Associazione che riunisce gli 8.000 Comuni Italiani.
“Sperimentare i prodotti tipici di un territorio, assaggiare le specialità delle cucine dei luoghi che esploro per scivere le Guide fa parte del mio lavoro”, spiega Radaelli. “Mi è sembrato coerente, vedendo proprio il mio lavoro minacciato, usare la mia stessa professionalità per esprimere il mio disagio”.
Così, dopo aver scritto una lettera aperta a Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze e Presidente dell'Anci, Radaelli ha messo in atto il suo progetto e, da quasi un mese, ogni giorno compie un `assaggio di fame'.
Per iniziare ha scelto il pane azzimo (pane di liberazione dalla schiavitù). Il dì appresso, si è sciroppato un drink con Demetra: un beverone d'orzo collegato alle origini mitologiche dell'agricoltura). I menu successivi sono stati a base di polenta di granturco (gioie e dolori del mangiare 'americano'), di lumache (con relativa formula economica-matematica sulle fonti di approvigionamento nutrizionale), di carne in scatola (legata alla dura realtà delle trincee dei tempi di guerra), del pane di Matera (maturato in quella grande civiltà pastorale dei tratturi meridionali), della birra (il `pane liquido', sostentamento concreto e morale per tanti: in Italia, specialmente per gli extracomunitari più marginali), delle patate e della caponata vegetale (tipiche rispettivamente nei rilievi montani e in Sicilia), le 'spremute' di insetti (l'alkermes, liquore contadino), della straordinaria polenta di castagne e così via.
I resoconti di ogni digiuno tipico sono raccolti sul sito www.filipporadaelli.net
“La fame, la resistenza contro la fame, i mille espedienti e le strategie per non soccombere a guerre, carestie e indigenza - dice ancora Radaelli - sono all'origine di tanti piatti che oggi sono riconosciuti addirittura come Dop o Igp. Spesso ci dimentichiamo che quelle grandi opere di ingegneria alimentare sono dovute alla fantasia che la fame ha scatenato nel cervello (e, prima, nelle pance) di tanta povera gente. Io sto compiendo un viaggio in quelle terre remote e dimenticate, scoprendo quanto esse mi siano vicine.
Vivo, nel mio piccolo, l'eccezionale esperienza umana di Luigi Veronelli, non per nulla ideatore di quel grande progetto che erano le De.Co., le Denominazioni Comunali, dimenticate un po' troppo in fretta a causa di perplessità legittime ma anche di non scusabili superficialità delle burocrazie europee e non. E chi ci perde sono proprio i comuni, i territori che vado esplorando e dove ho appreso tanti piccoli segreti che sono alla base anche dei miei digiuni tipici”.
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