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La
scomparsa di Mario Monicelli
Lo
ricordiamo con affetto pubblicando
un suo documentario sul cibo
“Pane al pane. Alimentazione in Italia. Un viaggio nel mondo
dell'alimentazione in Italia”,

Alimentazione in Italia
Roma 30 novembre 2010.
Eravamo sintonizzati su RaiNews ieri sera, per seguire un'intervista
al critico cinematografico Morando Morandini, quando è arrivata la
notizia della morte del regista Luigi Comencini, morto suicida
nell'ospedale San Giovanni di Roma.
Per ricordarlo con
affetto pubblichiamo un suo documentario sul cibo e agricoltura, “Pane al pane.
Alimentazione in Italia. Un viaggio nel mondo dell'alimentazione in
Italia”, girato con Passalacqua, nel 1974.
Monicelli era uno dei
padri della commedia italiana, con Dino Risi, Luigi Comencini e Steno.
Era nato il 15 maggio del
1915 a Viareggio, figlio del critico teatrale e giornalista Tommaso e
dopo la laurea in storia e filosofia a Pisa aveva esordito nel cinema
nel 1932 con il corto, firmato insieme ad Alberto Mondadori, Cuore
rivelatore.
Negli ultimi anni, perché
era un maestro del cinema e per ragioni anagrafiche, gli era toccato
l'ingrato compito di commentare i colleghi che se ne andavano: dal
Tiberio Murgia, Ferribotte di uno dei suoi capolavori I soliti
ignoti, ai grandi sceneggiatori con cui aveva lavorato tante volte,
Suso Cecchi D'Amico e Furio Scarpelli e Piero De Bernardi, per citare
solo quelli di quest'anno.
Non ci sarà nessun funerale per il regista Mario Monicelli
Lo ha detto alla stampa il nipote Niccolò.
Monicelli - ha detto
il nipote - "sarà portato a Monti, il rione in cui viveva, per
un ultimo saluto ai monticiani. E poi sarà portato alla casa del
cinema, dove riceverà il saluto di tutti quelli che vorranno
rivolgergli un ultimo omaggio". Il nipote del regista, che
stamattina é insieme al resto della famiglia alla camera mortuaria
dell'ospedale San Giovanni, ha anche precisato che la salma di
Monicelli sarà cremata "in forma privata alla presenza della
sola famiglia". "La famiglia non ritiene necessario fare un
funerale" ha aggiunto, sottolineando che tutto verrà fatto "nel
rispetto della volontà di Mario Monicelli e di tutta la famiglia".
Il
cordoglio della Biennale di Venezia per la scomparsa di Mario
Monicelli,
Leone d’Oro alla Carriera 1991 e Leone d’Oro 1959 con
La
grande guerra
Venezia,
30 novembre 2010.
Fin dall’esordio della sua straordinaria carriera e fino alla sua
ultima opera, Mario
Monicelli
è stato un grande amico della Mostra
Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia.
Nel 1935 ha presentato alla 3. Mostra del Cinema il suo
mediometraggio d’esordio,
I ragazzi della via Paal,
vincitore del premio per il miglior film a passo ridotto, primo atto
di un lungo ed intenso rapporto tra il grande regista e la Biennale.
Monicelli ha in seguito presentato a Venezia, tra i molti film, nel
1958 il capolavoro I
soliti ignoti (nella
sezione Informativa), nel 1959 La
grande guerra (premiato
con il Leone d’Oro) e nel 1991 Rossini!
Rossini! (Fuori
concorso). Ha fatto parte della Giuria Internazionale nel 1982 ed è
stato Presidente di Giuria nel 2003. Nel 1991 la Biennale di Venezia
gli ha attribuito il Leone d’Oro alla Carriera.
«La
Mostra di Venezia - ha dichiarato il Presidente della Biennale Paolo
Baratta
- perde con Mario
Monicelli
uno dei suoi massimi protagonisti e testimoni. Egli è stato legato
alla Mostra sino alla sua ultima opera, presentata nel 2008, il
cortometraggio Vicino
al Colosseo...c'è Monti,
dichiarazione d’amore del regista al quartiere dove aveva scelto di
abitare. Anche nel 2009 Monicelli aveva reso omaggio a Venezia con la
sua presenza nel 50enario de La
grande guerra,
presentato a San Polo davanti a un folto pubblico. Sono vicino alla
famiglia in questo triste momento».
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