|
A Milano il Summit
della Ristorazione 2010
Nielsen-Sole24Ore:
si
mangia (e si beve) sempre di
più fuori casa:
24 milioni di pasti al giorno
Alma,
la Scuola internazionale di cucina italiana
apre un Corso di
“Management della Ristorazione”
Milano 18 novembre 2010.
Nonostante la crisi lo sviluppo del fuori casa non si ferma. Questo
in sintesi le conclusione del Primo Summit per le imprese out of
home: "Progetto futuro - Le nuove sfide competitive per bar,
alberghi, ristoranti e collettività”, che si è svolto a Milano,
presso la sede del Sole 24 Ore, l'8 novembre scorso dal gruppo Gruppo
24 ORE, in collaborazione con Bargiornale, PianetaHotel, Ristoranti,
Ristorazione Collettiva e Bar University.
In attesa del consueto Convegno che
ogni anno organizza “Sapore”, il Salone dei Gusti e delle
Tendenze del Fuori casa organizzato da Rimini Fiera (Sapore
si terrà dal
19 al 22 febbraio 2011) anche il Summit di Milano ha confermato lo studio della Fipe
presentato nella scorsa edizione di Cibus 2010 a Parma: i consumi alimentari fuori casa vanno assumendo un ruolo crescente
nell’ambito della domanda di prodotti alimentari e delle relative
occasioni di consumo.
Il
Summit di Milano
Dopo
la presentazione del Summit da parte di Mattia Losi, direttore
editoriale Business Media del Sole 24 Ore (“c'è una ripresa dei
consumi, più 0,4% sul quadro mensile”, ha detto Losi), è stato
Roberto Amadei, manager the Nielsen a sintetizzare così la
rilevazione Nielsen-Sole24Ore:
si
mangia (e si beve) sempre di
più fuori casa. Ogni giorno gli italiani consumano 100 milioni di
pasti, per il 24% fuori casa, cioè 24 milioni di pasti fuori casa.
Interessante anche il dato sul beverage: più bevande gasate e meno
vino e bevande alcoliche anche se sono 8,5 milioni di consumatori che
acquistano “wine & spirits” al bar e il doppio (16,5 milioni)
al ristorante.
Secondo
Amedei si tratta di un processo di destrutturazione del pranzo con
importanti mutamenti anche nella forma: il 29% dei pasti fuori casa
si consuma in piedi. Un pasto su quattro è consumato in locali
professionali e il bar ne veicola ormai il 10 per cento.
Quanto
alle bevande nel canale Horeca (hotel, ristorante e caffè), l'acqua
copre oltre il 50% dei consumi di bevande all'interno dell'on trade,
seguita dalla birra. Entrambe queste bevande però risultano in calo
nel corso dell'ultimo anno mentre crescono i consumi delle bevande
gassate.
Quanto
alle bevande alcooliche, sono oltre 8,5 milioni i consumatori che
acquistano bevande al bar e 16,5 milioni al ristorante. Nell'ultimo
trienne però questi consumi sono calati in maniera considerevole.
Chi
soffre di più?
Secondo
i dati illustrati da
Amedei quelli che registrano maggiori difficoltà sono i locali
tradizionali che rischiano una maggiore disaffezione da parte dei
consumatori.
Dopo
Amedei è intervenuto Riccardo
Carelli,amministratore delegato di Alma,
il più autorevole centro di formazione della Cucina italiana a
livello internazionale, presieduto da Albino
Ivardi Ganapini, che dal 2004 forma cuochi, pasticcieri e sommelier
provenienti da ogni paese per farne dei veri professionisti di alto
livello.
Carelli
ha sottolineato in proposito come sia necessario “una solida preparazione
professionale” per chi si occupa di questo variegato settore ed ha
illustrato le varie attività della Scuola.
Alma,
rettore Gualtiero Marchesi, offre un percorso
alternativo all'Università con una serie di Corsi formativi: Corso
superiore di Cucina italiana, Corso superiore di Pasticcieria e Corsi
di Sommelier con “Alma Wine Accademy”, un centro internazionale
di formazione dedicato al mondo del vino. La provenienza degli
studenti è attualmente il 60% dall'Italia e il restante 40%
dall'estero (inprevalenza da Usa, Canada, Corea).
Carella
ha anche annunciato che il prossimo passo di Alma sarà l'avvio di un Corso
“Management della Ristorazione”, riservato a chi si occupa di
food & beverage a livello manageriale.
Al
termine della giornata una seguitissima tavola rotonda dal titolo:
“Qual è la prossima tendenza che verrà abbandonata dagli chef?”
a cui hanno partecipato il Gastronauta Davide
Paolini,
Antonio
Mungai,
direttore di Ristoranti Imprese del gusto, Severino
Salvemini,
dell' Università Bocconi di Milano e gli chef Ettore Bocchia, del
ristorante Mistral di Bellagio (Co), Enrico
Crippa,
del ristorante Duomo di Alba (CN), Pietro
Leeman,
del ristorante Joia di Milano e Davide
Oldani,
del ristorante D’O di San Pietro all’Olmo (MI). Il resoconto su
INformaCIBO.
|